Da oltre vent’anni, GNU/Linux è il sistema operativo principale sui miei computer di casa. La mia filosofia è semplice: quando cerco un software, la mia prima scelta ricade sempre sulla controparte Open Source, anche se a volte richiede un pizzico di configurazione in più o risulta leggermente meno “rifinita” rispetto ad alcune soluzioni proprietarie.
Da tre anni a questa parte, ho scelto di fare un passo ulteriore: riprendere il controllo totale dei miei dati. In questo percorso, l’Open Source è la base fondamentale. Oggi, la mia infrastruttura digitale si poggia su strumenti come:
- Immich per gestire le mie fotografie
- Nextcloud per il cloud storage
- Home Assistant per la smart home
- Music Assistant per la gestione musicale
Il banco di prova: la “nuova” Canon EOS R6 Mark III#
Nei giorni scorsi ho avuto una conferma definitiva: l’Open Source è la scelta vincente, anche se non sei uno sviluppatore di software.
Il mio lavoro fotografico amatoriale si concentra principalmente sullo sport, così ho deciso di acquistare la Canon EOS R6 Mark III. Il problema? Al momento del mio acquisto, la macchina non era ancora supportata da Darktable, il mio software di riferimento per l’elaborazione RAW. Sapevo che il modello precedente (la R6 Mark II) era supportato, ma sul nuovo modello navigavo nel buio.
Ero indeciso: rinunciare a un modello performante o rischiare di non poter integrare le foto nel mio workflow? Durante le ricerche, ho trovato indicazioni (rivelatesi poi un errore di trascrizione) che la libreria di base supportasse già il nuovo modello, così ho deciso di procedere con l’acquisto.
La doccia fredda e la soluzione fai-da-te#
Appena ho importato i primi scatti in Darktable, è arrivata la doccia fredda: i profili non venivano riconosciuti e le fotografie apparivano con colori sballati. Dispiaciuto, ho aumentato l’intensità della ricerca finché non ho trovato, su GitHub, alcune Pull Request e segnalazioni: altri utenti stavano provando a implementare il supporto per la R6 Mark III all’interno di LibRaw, la libreria utilizzata da Darktable. Ma al momento senza successo.
Cosa fare? In una issue veniva proposta una versione di Darktable compilata con il supporto sperimentale per la R6 Mark III, ma purtroppo era disponibile solo per macOS. Io ho bisogno di Ubuntu Linux.
È in questo momento che avviene la magia.
Armato di pazienza e con il supporto fondamentale di un’AI, ho deciso di fare ciò che anni fa avevo abbandonato: compilare il software partendo dal codice sorgente.
È iniziata così un’avventura fatta di tentativi, errori e ricerche delle librerie mancanti. Copiavo l’errore, chiedevo all’AI, installavo la dipendenza e ricompilavo. Dopo svariati tentativi, ce l’ho fatta: ho installato sul mio sistema una versione di Darktable che “vede” e gestisce correttamente la Canon EOS R6 Mark III. Non sarà una configurazione perfetta, ma il mio workflow è salvo e posso continuare a lavorare.
Perché questo è il vero potere dell’Open Source#
Un’esperienza del genere sarebbe impensabile con il software proprietario. Con una soluzione closed source, sarei stato costretto ad attendere (chissà quanto) il rilascio di un aggiornamento da parte del produttore, rimanendo in balia dei loro tempi.
Con l’Open Source, invece, ho avuto il potere di intervenire. Grazie alla collaborazione della community (che ha scritto il codice) e all’aiuto dell’AI (che mi ha guidato nella compilazione), ho creato la mia versione “su misura”.
La mia speranza è che i grandi produttori di macchine fotografiche forniscano supporto attivo ai progetti Open Source fin dal giorno del lancio dei nuovi prodotti. Canon, Nikon, Sony: mettete i vostri clienti nelle condizioni di essere liberi di scegliere i software che preferiscono. Supportare l’Open Source significa supportare noi utenti e magari aumentare anche le vendite.



