[{"content":"","date":"28.01.2026","externalUrl":null,"permalink":"/categories/article/","section":"Categories","summary":"","title":"Article","type":"categories"},{"content":"","date":"28.01.2026","externalUrl":null,"permalink":"/article/","section":"Articles","summary":"","title":"Articles","type":"article"},{"content":"","date":"28.01.2026","externalUrl":null,"permalink":"/categories/","section":"Categories","summary":"","title":"Categories","type":"categories"},{"content":"","date":"28.01.2026","externalUrl":null,"permalink":"/","section":"Frigi.ch","summary":"","title":"Frigi.ch","type":"page"},{"content":"Avere un accesso remoto alla propria istanza di Home Assistant è una delle prime necessità per chi inizia a progettare una smart home. Ma come si crea un accesso sicuro? Quali sono i costi e le limitazioni?\nHo riassunto qui alcuni sistemi che ho testato personalmente per accedere da remoto. Tieni presente che alcuni metodi richiedono competenze tecniche e potrebbero non essere adatti a tutti.\nNabu Casa # Con un abbonamento a Nabu Casa di 75 EUR all\u0026rsquo;anno (prezzi aggiornati a gennaio 2026), ottieni un accesso remoto immediato e semplicissimo. Oltre alla comodità, questo servizio permette di collegare facilmente la casa ad Alexa o Google Assistant.\nIl valore aggiunto, secondo me, è etico: abbonandoti finanzi direttamente lo sviluppo di Home Assistant e degli altri progetti della Open Home Foundation. Io stesso pago l\u0026rsquo;abbonamento per sostenere il progetto, anche se non uso l\u0026rsquo;accesso remoto come metodo principale.\nVantaggi\nSemplicità assoluta: nessuna conoscenza tecnica richiesta. Sostegno al progetto: finanzi lo sviluppo di Home Assistant. Extra inclusi: spazio per backup (max 5 GB) e supporto multilingua per Assist e TTS. Sicurezza: nessuna configurazione necessaria su router o firewall. Svantaggi\nIndirizzo complesso: il link generato è lungo e difficile da ricordare (personalizzabile con un dominio proprio, ma serve competenza tecnica). Esposizione: HA è comunque visibili su internet. Tailscale o Netbird # Salendo leggermente di complessità, troviamo queste soluzioni che non richiedono comunque di toccare il router. Tailscale e Netbird creano una rete privata virtuale (VPN) tra i tuoi dispositivi senza bisogno di porte aperte, grazie a una tecnologia chiamata NAT traversal.\nTailscale è il più intuitivo da configurare. Netbird, d\u0026rsquo;altra parte, è un progetto europeo, open source e offre un\u0026rsquo;ottima soluzione di self-hosting.\nVantaggi\nConfigurazione zero: non devi toccare router o firewall. Privacy totale: il sistema resta locale e non è visibile pubblicamente su internet. Accesso esteso: puoi raggiungere anche altri dispositivi nella tua rete (tramite subnet router). HTTPS: con Tailscale puoi avere un dominio interno sicuro in modo semplice. Svantaggi\nSoftware necessario: devi installare un\u0026rsquo;app su ogni dispositivo (scomodo su computer aziendali bloccati). Limiti utenti: i piani gratuiti solitamente limitano la condivisione a un numero ristretto di utenti (di regola massimo 5). Dominio proprio o DNS Dinamico # Questa è la soluzione \u0026ldquo;classica\u0026rdquo;: acquistare un dominio (es. .it, .ch, .com) o usare un DNS dinamico (DDNS), ideale se non hai un indirizzo IP pubblico statico.\nAvere un dominio personale rende tutto più professionale e divertente. I costi sono contenuti: un dominio .ch costa circa 10 CHF all\u0026rsquo;anno (meno di 1 CHF al mese). Per l\u0026rsquo;acquisto, ti suggerisco servizi come Porkbun o Infomaniak.\nVantaggi\nSoluzione professionale: usi un nome facile da ricordare. Versatilità: puoi usare lo stesso dominio per altri servizi (Jellyfin, Nextcloud, ecc.) con certificati HTTPS. Accessibilità: ti basta un browser, senza installare app extra. Svantaggi\nDifficoltà tecnica: richiede competenze su DNS, routing e firewall. Requisiti: serve un IP pubblico (IPv4 o IPv6, non deve essere fisso). Sicurezza: esponi Home Assistant direttamente sul web (consigliato l\u0026rsquo;uso di un reverse proxy e sistemi di protezione come Traefik e Crowdsec). VPN (Tradizionale) # La VPN (OpenVPN o Wireguard) è la scelta ideale per chi vuole il controllo totale senza esporre Home Assistant su internet. Wireguard, in particolare, offre prestazioni eccellenti, anche se a volte può essere bloccato su alcune reti Wi-Fi pubbliche molto restrittive.\nVantaggi\nMassima sicurezza: nessun servizio esposto pubblicamente. Controllo totale: gestisci tu tutto il traffico della rete. Svantaggi\nSetup complesso: serve un server VPN (spesso integrabile nel router) e un IP pubblico. Barriere aziendali: spesso non è possibile connettersi dai computer dell\u0026rsquo;ufficio a causa dei blocchi amministrativi. Pangolin o Cloudflare Tunnel # Se la tua connessione è dietro un CGNAT (ovvero non hai un IP pubblico, situazione comune con certi operatori), queste soluzioni sono la tua ancora di salvezza. Un software locale crea un tunnel sicuro verso un server esterno raggiungibile da chiunque.\nCloudflare Tunnel è il più noto, ma ha dei limiti. La mia preferenza va a Pangolin: è open source, supporta il self-hosting e permette di gestire anche traffico TCP/UDP, non solo web (HTTP).\nVantaggi\nOltre il CGNAT: funziona anche senza IP pubblico e senza aprire porte sul router/firewall. Sicurezza extra: permette di aggiungere un secondo livello di autenticazione (PIN, password, ulteriore login). Certificati automatici: gestisce autonomamente l\u0026rsquo;HTTPS e maschera il tuo IP di casa. Svantaggi\nCosti VPS: richiede un piccolo server virtuale esterno (VPS) per il self-hosting (3 CHF al mese). Manutenzione: il VPS va aggiornato e gestito. Conclusione # Ogni metodo ha i suoi punti di forza. Il mio consiglio è di supportare comunque Nabu Casa per garantire il futuro di Home Assistant. In parallelo, avere un dominio personale è un ottimo investimento per gestire in modo elegante tutti i tuoi servizi (Immich, Nextcloud, ecc.).\nEcco la mia classifica, dalla soluzione più semplice alla più complessa:\nAbbonamento Nabu Casa (con eventuale dominio personalizzato). Accesso tramite VPN / Tailscale / Netbird (per chi cerca la massima privacy). Pangolin (per chi non ha un IP pubblico ma vuole un accesso web standard). Attualmente utilizzo Pangolin perché non ho un indirizzo IP pubblico e ho la necessità di accedere a Home Assistant anche dal computer del lavoro, dove non posso installare software o VPN.\n","date":"28.01.2026","externalUrl":null,"permalink":"/article/2026-guida-accesso-remoto-home-assistant-quale-scegliere/","section":"Articles","summary":"","title":"Guida all'accesso remoto per Home Assistant: quale scegliere?","type":"article"},{"content":"","date":"28.01.2026","externalUrl":null,"permalink":"/tags/home-assistant/","section":"Tags","summary":"","title":"Home Assistant","type":"tags"},{"content":"","date":"28.01.2026","externalUrl":null,"permalink":"/tags/netbird/","section":"Tags","summary":"","title":"Netbird","type":"tags"},{"content":"","date":"28.01.2026","externalUrl":null,"permalink":"/tags/pangolin/","section":"Tags","summary":"","title":"Pangolin","type":"tags"},{"content":"","date":"28.01.2026","externalUrl":null,"permalink":"/tags/remote/","section":"Tags","summary":"","title":"Remote","type":"tags"},{"content":"","date":"28.01.2026","externalUrl":null,"permalink":"/tags/remote-access/","section":"Tags","summary":"","title":"Remote Access","type":"tags"},{"content":"","date":"28.01.2026","externalUrl":null,"permalink":"/tags/","section":"Tags","summary":"","title":"Tags","type":"tags"},{"content":"","date":"28.01.2026","externalUrl":null,"permalink":"/tags/tailscale/","section":"Tags","summary":"","title":"Tailscale","type":"tags"},{"content":"","date":"28.01.2026","externalUrl":null,"permalink":"/tags/vpn/","section":"Tags","summary":"","title":"VPN","type":"tags"},{"content":"Tutto è iniziato circa 7 anni fa con un proposito nobile: \u0026ldquo;Terrò la mia Smart Home semplice ed essenziale\u0026rdquo;. Spoiler: non è andata così.\nTra offerte imperdibili e la curiosità di provare nuove tecnologie, mi sono ritrovato in una giungla di protocolli (WiFi, Zigbee, Bluetooth, LoRa\u0026hellip;) e, soprattutto, in un incubo di batterie! Bottoni 2032, mezze stilo, formati strani\u0026hellip; un vero caos, specialmente quando un display e-ink che aggiorno spesso ha deciso di prosciugarsi alla velocità della luce.\nLa svolta (e il nuovo problema) # Navigando in rete durante le \u0026ldquo;notti insonni\u0026rdquo; da genitore, ho scoperto i nuovi sensori IKEA: compatibili con Matter e alimentati da normalissime batterie AA o AAA (ricaricabili!). Il sogno!\nNe ho presi subito alcuni, pronto a configurarli in un batter d\u0026rsquo;occhio. Il piano era semplice: collegarli al mio Home Assistant. Il problema? Questi sensori usano Matter over Thread e io non avevo un Thread Border Router (TBR) dedicato. O meglio, pensavo di aver risolto collegando una chiavetta USB al server, ma mi sono scontrato con una serie di errori criptici.\nIl colpevole: la mia rete (e l\u0026rsquo;IPv6) # Per farla breve: sono un po\u0026rsquo; \u0026ldquo;nerd\u0026rdquo; sulla sicurezza e ho una configurazione di rete particolare (il mio router in cascata a quello dell\u0026rsquo;ISP). Questo mi permette di gestire il firewall come piace a me, ma ha reso la gestione dell\u0026rsquo;IPv6 un vero rompicapo, dato che il mio provider non mi facilita la vita con la Prefix Delegation.\nPer molto tempo ho ignorato l\u0026rsquo;IPv6, ma Matter over Thread non perdona.\nScavando nella documentazione di Home Assistant e chiedendo un aiutino all\u0026rsquo;intelligenza artificiale, ho finalmente capito l\u0026rsquo;arcano. Affinché il \u0026ldquo;provisioning\u0026rdquo; (l\u0026rsquo;aggiunta del dispositivo) funzioni, servono due condizioni fondamentali che nella mia rete mancavano:\nIPv6 Reale: Il sistema deve avere un indirizzo IPv6 valido e capace di parlare con internet (non bastano quelli locali!). Stessa Rete: Il Thread Border Router (la chiavetta USB su Home Assistant) e lo smartphone che stai usando per aggiungere il sensore devono essere sulla stessa rete e vedersi tra loro via IPv6. La soluzione # Dopo aver configurato correttamente l\u0026rsquo;IPv6 sulla mia rete (una faticaccia, ma necessaria!) e aver creato una rete WiFi temporanea che fosse esattamente nella stessa sottorete di Home Assistant, la magia è avvenuta. I sensori sono apparsi immediatamente!\nTL;DR: Vuoi Matter-over-Thread a casa tua senza impazzire? # Se stai riscontrando errori strani durante l\u0026rsquo;aggiunta di dispositivi Matter, ecco la check-list salvavita:\nVerifica l\u0026rsquo;IPv6: Deve essere attivo, funzionante e non limitato alla rete locale. Puoi testare la tua connessione qui: Google IPv6 Test o IPv6-test.com. Occhio al WiFi: Collega il tuo smartphone esattamente alla stessa rete (o VLAN) dove è collegato il tuo Thread Border Router o Home Assistant. Divertiti! Ora puoi goderti i tuoi nuovi sensori. Buona domotica a tutti!\n","date":"30.12.2025","externalUrl":null,"permalink":"/article/2025-matter-over-thread-ipv6-problem/","section":"Articles","summary":"","title":"Impossibile aggiungere dispositivi Matter? Ecco perché serve l'IPv6","type":"article"},{"content":"","date":"30.12.2025","externalUrl":null,"permalink":"/tags/iot/","section":"Tags","summary":"","title":"Iot","type":"tags"},{"content":"","date":"30.12.2025","externalUrl":null,"permalink":"/tags/ipv6/","section":"Tags","summary":"","title":"Ipv6","type":"tags"},{"content":"","date":"30.12.2025","externalUrl":null,"permalink":"/tags/matter/","section":"Tags","summary":"","title":"Matter","type":"tags"},{"content":"","date":"30.12.2025","externalUrl":null,"permalink":"/tags/thread/","section":"Tags","summary":"","title":"Thread","type":"tags"},{"content":"","date":"17.09.2025","externalUrl":null,"permalink":"/tags/music/","section":"Tags","summary":"","title":"Music","type":"tags"},{"content":"","date":"17.09.2025","externalUrl":null,"permalink":"/tags/music-assistant/","section":"Tags","summary":"","title":"Music Assistant","type":"tags"},{"content":"Un recente aggiornamento dell\u0026rsquo;app Sonos mi ha portato a fare una scoperta fantastica: Music Assistant! Ed è stata una vera e propria benedizione, specialmente per un problema che avevamo da tempo.\nRicordate la funzione \u0026ldquo;auto sleep\u0026rdquo; di Sonos? Quella che, una volta attivata, spegneva la musica dopo un certo periodo? Era super comoda, soprattutto per noi genitori che la usavamo per aiutare i bambini ad addormentarsi, specialmente in quelle serate in cui serviva un po\u0026rsquo; di calma extra. Il problema? La mia dolce metà a volte si dimenticava di impostare il timer e la musica andava avanti tutta la notte!\nPer aumentare il WAF (o HAF, come preferite) ho deciso di prendere in mano la situazione. Visto che in Music Assistant la funzione di auto sleep non c\u0026rsquo;è, mi sono rimboccato le maniche e ho creato un\u0026rsquo;automazione su misura. E ho cercato di renderla ancora più \u0026ldquo;smart\u0026rdquo; rispetto all\u0026rsquo;opzione di Sonos, facendo sì che la musica si spenga solo alla fine della canzone in riproduzione. Così non c\u0026rsquo;è il rischio di spegnimenti bruschi a metà brano!\nEcco come funziona:\nTrigger: Il media player è in riproduzione da 1 ora e 15 minuti.\nCondizione: L\u0026rsquo;ora attuale è tra le 19:30 e le 07:00 del mattino.\nAzioni:\nAttendere un massimo di 15 minuti che la canzone finisca (cambio di titolo).\nSpegnere la musica!\nCodice automazione # E per i più tecnici, ecco il codice YAML dell\u0026rsquo;automazione:\ndescription: \u0026#34;\u0026#34; mode: parallel triggers: - alias: nessie_play trigger: state entity_id: - media_player.nessie for: hours: 1 minutes: 15 seconds: 0 id: nessie_play enabled: true to: playing conditions: - condition: time after: \u0026#34;19:30:00\u0026#34; before: \u0026#34;07:00:00\u0026#34; enabled: true actions: - wait_for_trigger: - trigger: state entity_id: - media_player.nessie attribute: media_title timeout: hours: 0 minutes: 15 seconds: 0 milliseconds: 0 - action: media_player.media_stop metadata: {} data: {} target: device_id: 9bcc2148607323743c51c688b54a7e8d max: 10 Resilienza in caso di reboot: la soluzione con un \u0026ldquo;timer aiutante\u0026rdquo; # La soluzione che vi ho mostrato è un buon punto di partenza, ma c\u0026rsquo;è un dettaglio importante da considerare: cosa succede se Home Assistant si riavvia? Purtroppo, il timer del trigger basato sullo stato del media player andrebbe perso, vanificando la nostra automazione. Per rendere la nostra soluzione veramente robusta e a prova di riavvio, possiamo ricorrere a un \u0026ldquo;timer aiutante\u0026rdquo; (o helper).\nGli helper di Home Assistant, in particolare i timer, ci permettono di gestire i tempi in modo più indipendente e, soprattutto, di mantenere lo stato anche dopo un riavvio. L\u0026rsquo;importante è ricordarsi di attivare l\u0026rsquo;opzione \u0026ldquo;Ripristina stato al riavvio\u0026rdquo; nelle impostazioni del timer helper che andremo a creare.\nQuesto significa che la nostra automazione avrà ora due \u0026ldquo;eventi\u0026rdquo; principali (trigger) da monitorare. Il primo sarà l\u0026rsquo;avvio della musica sul player, che darà il via al nostro timer helper. Il secondo trigger sarà lo scadere di questo timer, che ci segnalerà il momento di spegnere la musica. Per mantenere tutto pulito e gestibile in un\u0026rsquo;unica automazione, useremo gli id dei trigger, permettendoci di differenziare le azioni in base a quale evento ha attivato l\u0026rsquo;automazione.\nEcco come si presenta il codice YAML della nostra automazione migliorata:\nalias: Auto Sleep Timer Sonos description: \u0026#34;\u0026#34; triggers: - alias: nessie_play trigger: state entity_id: - media_player.nessie id: nessie_play enabled: true to: playing - trigger: event event_type: timer.finished event_data: entity_id: timer.timer_sleep_nessie id: Timer-nessie conditions: - condition: time after: \u0026#34;19:30:00\u0026#34; before: \u0026#34;07:00:00\u0026#34; enabled: true actions: - choose: - conditions: - condition: trigger id: - nessie_play sequence: - if: - condition: state entity_id: timer.timer_sleep_nessie state: idle then: - action: timer.start metadata: {} data: {} target: entity_id: - timer.timer_sleep_nessie - conditions: - condition: trigger id: - Timer-nessie sequence: - wait_for_trigger: - trigger: state entity_id: - media_player.nessie attribute: media_title timeout: hours: 0 minutes: 15 seconds: 0 milliseconds: 0 - action: media_player.media_stop metadata: {} data: {} target: device_id: - ff2bbd4dc403c6f1cc829328f8dc5022 mode: parallel max: 10 ","date":"17.09.2025","externalUrl":null,"permalink":"/article/2025-auto-sleep-media-player/","section":"Articles","summary":"","title":"Smart Sleep: la mia automazione per spegnere Music Assistant al momento giusto!","type":"article"},{"content":"","date":"17.09.2025","externalUrl":null,"permalink":"/tags/sonos/","section":"Tags","summary":"","title":"Sonos","type":"tags"},{"content":"","date":"26.06.2025","externalUrl":null,"permalink":"/tags/gonic/","section":"Tags","summary":"","title":"Gonic","type":"tags"},{"content":"Il software open source e la filosofia che lo circonda mi hanno sempre affascinato. Negli ultimi quasi vent\u0026rsquo;anni, ogni mia scelta in ambito IT è sempre andata in questa direzione. Tuttavia, un solo ambito della mia casa necessitava da parecchi anni una sistemazione profonda: la musica. In particolare, lo streaming, dove paghi un servizio ma in cambio possiedi poco.\nA più riprese, ho provato a risolvere due problematiche che desideravo sistemare una volta per tutte. Come sempre, ci vuole una spinta per cambiare le priorità e cercare una soluzione.\nLa spinta è arrivata da un aggiornamento disastroso dell\u0026rsquo;app Sonos, che ha rimosso tantissime funzionalità chiave e reso quasi impossibile ascoltare musica in locale (dal mio NAS). Un vero colpo al cuore per gli amanti della propria libreria musicale!\nL\u0026rsquo;altro fattore scatenante è stato l\u0026rsquo;aumento vertiginoso dei costi del servizio di streaming (quasi del 50%), unito alla scomparsa improvvisa di alcuni titoli dalle mie playlist, non più disponibili nel catalogo. Un chiaro segnale che era ora di riprendere il controllo.\nBasta musica solo in streaming! # Nel panorama musicale digitale, è difficile trovare musica che non sia accessibile tramite streaming. Il problema? Con lo streaming non possiedi niente. Quando i titoli vengono tolti dal catalogo, il prezzo del servizio non cambia e quello \u0026ldquo;fregato\u0026rdquo; sei tu. Non è più accettabile.\nHo deciso di disdire l\u0026rsquo;abbonamento e riacquistare la musica che ascolto, per averla sempre a disposizione negli anni. Ho acquistato tutte le canzoni presenti nelle mie playlist e il costo totale finora è ben al di sotto del costo dell\u0026rsquo;abbonamento pagato in 11 anni.\nNon è stato facile trovare un negozio di musica che permettesse il download, e ancora meno uno con un catalogo decente che includesse anche artisti locali. La scelta è caduta su Qobuz, che sì, offre un servizio di streaming, ma ha anche un eccellente negozio che permette di scaricare la musica acquistata (anche se manca ancora un\u0026rsquo;app di download per Linux, ahimè!).\nLa rivoluzione della playlist unica # Ero stufo di gestire le stesse playlist in parallelo: una su Sonos e una sul servizio di streaming. Le modifiche fatte da una parte non venivano riportate automaticamente dall\u0026rsquo;altra, creando un vero caos. La soluzione? Music Assistant!\nL\u0026rsquo;ho scoperto per caso, leggendo un tweet di Home Assistant che ne celebrava l\u0026rsquo;uscita della release 2 (blog post). In parole povere, è l\u0026rsquo;Home Assistant della musica: permette di collegare tantissime sorgenti (anche servizi di streaming!) con vari player. Il progetto è in grande evoluzione e di release in release le funzionalità aumentano. Di recente, poi, il codice è stato donato alla Open Home Foundation, garantendo un futuro brillante e open source!\nLa mia nuova configurazione audio # Al centro della mia configurazione c\u0026rsquo;è Gonic, un server per lo streaming della musica basato sull\u0026rsquo;API Subsonic. Qui è catalogata e gestita tutta la mia musica e le mie playlist, e da qui viene distribuita ai vari client. Attualmente Music Assistant non ha ancora una companion app, ma dovrebbe arrivare presto.\nLa riproduzione sugli altoparlanti Sonos di casa è gestita da Music Assistant, che è collegato a Home Assistant per alcune automazioni smart. Quando sono in giro, sul treno o in macchina, ascolto la musica tramite il telefono e un client compatibile con Subsonic: ho scelto GoSonic. Non avrà l\u0026rsquo;interfaccia più accattivante, ma ha un\u0026rsquo;ottima sincronizzazione con Gonic e, punto super importante per me, permette di controllare la musica in Android Auto!\nHo aggiunto anche un altro elemento per poter ascoltare la musica sul computer del lavoro, tramite un altro client per Subsonic: Airsonic (refix), anche se ora è possibile farlo direttamente da Music Assistant.\nConclusione: il ritorno al controllo! # Sono estremamente contento della mia migrazione a un sistema locale. Un passo in più nel riconquistare i miei dati (dopo mail e foto), un obiettivo che mi sta molto a cuore.\nMusic Assistant, sebbene alla versione 2, non è ancora così stabile in tutti gli scenari di utilizzo, ma ha un potenziale enorme. Però, la possibilità di avere delle playlist condivise su tutti i sistemi dove ascolto musica (Sonos, Android, Android Auto e interfaccia web) è semplicemente fantastica e finalmente ho raggiunto questo ambizioso obiettivo! Il controllo sulla mia musica è tornato nelle mie mani, ed è una sensazione meravigliosa.\n","date":"26.06.2025","externalUrl":null,"permalink":"/article/2025-music-assistant/","section":"Articles","summary":"","title":"Il mio viaggio Open Source nel mondo della musica","type":"article"},{"content":"","date":"24.06.2025","externalUrl":null,"permalink":"/tags/esp32/","section":"Tags","summary":"","title":"Esp32","type":"tags"},{"content":"","date":"24.06.2025","externalUrl":null,"permalink":"/tags/esphome/","section":"Tags","summary":"","title":"Esphome","type":"tags"},{"content":"","date":"24.06.2025","externalUrl":null,"permalink":"/tags/guide/","section":"Tags","summary":"","title":"Guide","type":"tags"},{"content":" L\u0026rsquo;incanto della casa intelligente con Home Assistant # Home Assistant è un vero e proprio mago quando si tratta di trasformare la tua casa in un ambiente intelligente e reattivo. Connettendo tutti i tuoi dispositivi, si aprono infinite porte verso automazioni che prima potevi solo sognare! Mentre molti apparecchi si integrano con un semplice \u0026ldquo;plug-and-play\u0026rdquo;, altri, come i sistemi Daikin Madoka, presentano una sfida più intrigante a causa della loro esclusiva connettività Bluetooth.\nLe sfide precedenti: un cammino tortuoso # Nel mio percorso alla ricerca dell\u0026rsquo;integrazione perfetta per i dispositivi Madoka, ho esplorato diverse vie. Su internet si trovano soluzioni che spaziano da integrazioni HACS personalizzate a proposte basate su hardware specifico. Sebbene non abbia testato le soluzioni hardware, l\u0026rsquo;integrazione HACS, pur promettente, si è rivelata spesso instabile, costringendomi a riavvii e riconnessioni frustranti.\nLa rivelazione: ESPHome al salvataggio! # Dopo vari tentativi e notti insonni, ho finalmente scoperto la soluzione che utilizzo con successo da uno o due anni: ESPHome! Ho trovato un repository che sfrutta la base del bluetooth-proxy per collegare un ESP32 al Madoka, creando un ponte solido e affidabile.\nEcco la configurazione ESPHome che ha cambiato tutto:\nesphome: name: \u0026#34;hub-madoka\u0026#34; esp32: board: esp-wrover-kit framework: type: esp-idf wifi: ssid: !secret wifi_ssid password: !secret wifi_password # Abilita il logging per monitorare il tutto logger: api: encryption: key: !secret api_key ota: platform: esphome password: !secret esphome_secret esp32_ble_tracker: scan_parameters: # Puoi sperimentare con questi parametri, ma il default è ottimo #interval: 1100ms #window: 1100ms active: true # Scansione attiva per una migliore rilevazione external_components: - source: github://Petapton/esphome@madoka components: [ daikin_madoka ] esp32_ble: io_capability: display_yes_no # Cruciale per l\u0026#39;accoppiamento con display ble_client: - mac_address: \u0026#34;AA:BB:CC:DD:EE:FF\u0026#34; # \u0026lt;--- NON DIMENTICARE DI CAMBIARE QUESTO! id: madoka_climate climate: - platform: daikin_madoka name: \u0026#34;Madoka Climate Control\u0026#34; # Un nome accattivante per il tuo controllo climatico ble_client_id: madoka_climate update_interval: 15s # Aggiornamenti ogni 15 secondi per una reattività ottimale ATTENZIONE: Al momento (18.06.2025) sono stati riscontrati problemi di compatibilità con la versione 2025.6.0 di ESPHome. Ti consiglio di utilizzare la versione 2025.5.1 per garantire il corretto funzionamento di questa configurazione. (Aggiornamento del 24.06.2025) L\u0026rsquo;aggiornamento alla versione 2025.6.1 di ESPHome e l\u0026rsquo;aggiornamento del firmware del ESP32 risolvono i problemi. (Aggiornamento del 20.11.2025) Il nome del componente è cambiato in daikin_madoka (prima era solo madoka) La tua guida passo-passo all\u0026rsquo;integrazione perfetta! # Segui questi semplici passaggi per portare i tuoi Daikin Madoka nel mondo di Home Assistant:\nTrova il MAC del Madoka: Usa l\u0026rsquo;app nRF Connect (disponibile per Android e iOS) per scansionare e identificare l\u0026rsquo;indirizzo MAC univoco del tuo dispositivo Madoka. È il tuo lasciapassare! Programma l\u0026rsquo;ESP32: Carica il firmware sull\u0026rsquo;ESP32 tramite ESPHome, ricordandoti di sostituire \u0026ldquo;AA:BB:CC:DD:EE:FF\u0026rdquo; con l\u0026rsquo;indirizzo MAC del tuo Madoka trovato al punto 1. Attiva il Bluetooth sul Madoka: Assicurati che la funzione Bluetooth sia attiva sul tuo dispositivo Daikin Madoka. Accoppiamento magico: Sul display del Madoka apparirà un codice di accoppiamento. Conferma questo codice! Per una doppia verifica, lo stesso codice sarà visibile anche nei log del tuo ESP32. Aggiungi a Home Assistant: Vai nelle integrazioni di Home Assistant e aggiungi il nuovo dispositivo ESPHome. Goditi la tua casa intelligente: Complimenti! Ora sei pronto a controllare i tuoi Daikin Madoka direttamente da Home Assistant e a creare automazioni da sogno. ","date":"24.06.2025","externalUrl":null,"permalink":"/article/2025-daikin-madoka-in-home-assistant/","section":"Articles","summary":"","title":"Integrazione Daikin Madoka in Home Assistant: la soluzione definitiva con ESPHome!","type":"article"},{"content":"L\u0026rsquo;aria che respiriamo in casa o in ufficio è cruciale per il nostro benessere e la nostra produttività. Spesso, però, la qualità dell\u0026rsquo;aria interna può risentire di fattori come l\u0026rsquo;eccesso di anidride carbonica (CO2), che porta a sonnolenza e difficoltà di concentrazione. Per un po\u0026rsquo; di tempo, ho cercato una soluzione per monitorare l\u0026rsquo;aria nel mio ufficio casalingo, ma le opzioni commerciali erano spesso costose e poco flessibili da integrare con la mia configurazione di Home Assistant.\nPoi, quasi per caso, la \u0026ldquo;rivelazione\u0026rdquo;! Mi sono imbattuto nel sensore Sensirion SCD40. Questo piccolo gioiello prometteva di misurare CO2, temperatura e umidità. So che la qualità dell\u0026rsquo;aria include molti altri parametri, ma iniziare con questi tre dati fondamentali è un ottimo punto di partenza per avere un quadro generale.\nIl cuore intelligente: ESP32-C3 e ESPHome # Un sensore da solo non basta. Per renderlo davvero integrabile nel mio ecosistema, ho deciso di collegarlo a un ESP32-C3, nello specifico la sua versione \u0026ldquo;supermini\u0026rdquo;, incredibilmente compatta e potente. La \u0026ldquo;programmazione\u0026rdquo; (e qui il virgolettato è d\u0026rsquo;obbligo, data la semplicità) è stata affidata a ESPHome, uno strumento fantastico che permette di configurare dispositivi IoT basati su ESP con una facilità disarmante, senza dover scrivere una riga di codice C++.\nConnessioni semplici e veloci # Per far funzionare il tutto, bastano davvero pochi collegamenti. Ecco lo schema essenziale:\nSCD40 ESP32-C3 Descrizione GND GND Massa VDD 3.3V Alimentazione (3.3 Volt) SCL GPIO 9 Linea di clock I2C SDA GPIO 8 Linea dati I2C Configurazione di ESPHome: pochi passi per grandi risultati # La vera magia avviene con la configurazione di ESPHome. È qui che definiamo come il sensore si interfaccia con l\u0026rsquo;ESP32-C3 e come i dati verranno esposti a Home Assistant. Ecco il file di configurazione YAML che ho utilizzato:\nesphome: name: qualita-aria friendly_name: Qualità aria min_version: 2024.11.0 # Assicurati di avere una versione recente di ESPHome name_add_mac_suffix: false # Per un nome pulito in Home Assistant esp32: board: esp32-c3-devkitm-1 framework: type: esp-idf # Il framework preferito per ESP32-C3 # Abilita il logging per il debug logger: # Abilita l\u0026#39;API di Home Assistant per l\u0026#39;integrazione diretta api: # Consente aggiornamenti del firmware \u0026#34;Over-The-Air\u0026#34; (OTA) ota: - platform: esphome # Configurazione Wi-Fi (le credenziali sono nascoste per sicurezza) wifi: ssid: !secret wifi_ssid password: !secret wifi_password # Configurazione del bus I2C i2c: sda: GPIO8 # Pin SDA del sensore scl: GPIO9 # Pin SCL del sensore scan: true # Scansiona per dispositivi I2C al boot id: bus_a # Identificatore del bus I2C # Definizione dei sensori SCD4x sensor: - platform: scd4x co2: name: \u0026#34;CO2\u0026#34; # Nome più descrittivo per Home Assistant temperature: name: \u0026#34;Temperatura\u0026#34; humidity: name: \u0026#34;Umidità\u0026#34; # Compensazione dell\u0026#39;altitudine per misurazioni CO2 più accurate altitude_compensation: \u0026#34;320m\u0026#34; # Sostituisci con l\u0026#39;altitudine della tua zona! Con questa configurazione, in pochi istanti avrete tutti i valori letti dal sensore disponibili direttamente in Home Assistant, pronti per essere visualizzati, automatizzati o utilizzati in qualsiasi modo desideriate.\nUn tocco di professionalità: la custodia stampata in 3D # Certo, un sensore \u0026ldquo;nudo\u0026rdquo; e un ESP collegato con cavi volanti possono sembrare un po\u0026rsquo; troppo \u0026ldquo;artigianali\u0026rdquo;. Per dare al progetto un aspetto più rifinito e professionale, ho pensato a una custodia.\nGrazie ai modelli 3D disponibili su GrabCAD (per l\u0026rsquo;ESP32-C3 supermini e l\u0026rsquo;SCD40), ho potuto progettare e iterare una custodia su misura. Il risultato è un case funzionale, stampabile con una stampante 3D domestica in pochi minuti.\nTrovate tutti i file della custodia (base e coperchio) su Printables: Case for SCD40 and ESP32-C3.\nQuesto piccolo progetto DIY mi ha fornito una soluzione di monitoraggio dell\u0026rsquo;aria completamente integrata e personalizzabile, proprio come piace a me! Fatemi sapere se avete provato a realizzare un progetto simile o se avete domande!\n","date":"12.06.2025","externalUrl":null,"permalink":"/article/2025-scd40/","section":"Articles","summary":"","title":"Migliora l'aria del tuo ufficio (o di casa) con un sensore DIY e Home Assistant","type":"article"},{"content":"","date":"12.06.2025","externalUrl":null,"permalink":"/tags/sensor/","section":"Tags","summary":"","title":"Sensor","type":"tags"},{"content":"La release 2025.3 di Home Assistant ha rivoluzionato l\u0026rsquo;integrazione di SmartThings, facendo sperare in una compatibilità totale per tutti i dispositivi. Purtroppo, gli SmartTag 2 di Samsung sembravano essere l\u0026rsquo;eccezione, pur essendo un hardware promettente – li avevo già immaginati come il compagno ideale per la mia bicicletta!\nIl problema? Il tag è visibile in HA, ma sostanzialmente inutilizzabile. Questi piccoli gioielli Bluetooth, dotati di un pulsante e un minuscolo altoparlante, avevano un potenziale enorme, specialmente la funzione del pulsante per controllare la porta del garage quando rientro in bici. Dopo diverse ricerche e un po\u0026rsquo; di \u0026ldquo;smanettamento\u0026rdquo;, sono finalmente riuscito a trovare la soluzione per farli funzionare a dovere!\nScopriamo insieme come dare una nuova vita ai tuoi SmartTag 2!\nConfigurazione su SmartThings: i passi fondamentali # Per prima cosa, dobbiamo \u0026ldquo;ingannare\u0026rdquo; SmartThings e Home Assistant con qualche trucchetto. Segui questi passaggi attentamente:\nCrea un account SmartThings (se non lo hai già). Aggiungi lo SmartTag ai tuoi dispositivi tramite l\u0026rsquo;app SmartThings sul tuo smartphone. Accedi al portale avanzato di SmartThings dal tuo browser. Qui sta il segreto! Aggiungi un nuovo dispositivo virtuale che fungerà da trigger per l\u0026rsquo;evento di pressione del pulsante. È cruciale che il Device Type sia impostato su switch. Questo switch si attiverà alla singola pressione. Ripeti il passaggio 4 per creare un secondo dispositivo switch virtuale. Questo lo useremo per la pressione prolungata del pulsante dello SmartTag. Ora, torna all\u0026rsquo;app SmartThings sul tuo telefono e crea due nuove routine: Una routine che si attivi alla singola pressione del pulsante dello SmartTag e che attivi il primo switch virtuale che hai creato, per poi disattivarlo dopo un brevissimo ritardo (tipo 1 secondo). Un\u0026rsquo;altra routine che si attivi alla pressione prolungata del pulsante e che attivi il secondo switch virtuale, disattivandolo anche in questo caso dopo circa 1 secondo. In pratica, abbiamo creato degli \u0026ldquo;interruttori fantasma\u0026rdquo; in SmartThings che si attiveranno ogni volta che premiamo il pulsante del nostro SmartTag. Questi switch saranno poi visibili e utilizzabili in Home Assistant!\nHome Assistant: la magia delle automazioni # Ora che gli switch virtuali sono pronti, è il momento di collegarli a Home Assistant:\nAggiungi l\u0026rsquo;integrazione di SmartThings in Home Assistant. Puoi farlo facilmente cliccando qui. Verifica che tra i tuoi dispositivi SmartThings in Home Assistant siano presenti gli switch virtuali che hai creato. Crea le tue automazioni! Usa questi switch virtuali come trigger per scatenare qualsiasi azione desideri in Home Assistant. E voilà, il gioco è fatto! Ora puoi scatenare la tua creatività e far sì che il tuo SmartTag 2 diventi un potente telecomando per la tua smart home.\nConclusione: un piccolo sforzo, grandi vantaggi! # In definitiva, integrare i Samsung SmartTag 2 con Home Assistant richiede un piccolo \u0026ldquo;bricolage\u0026rdquo;, ma il risultato è incredibilmente soddisfacente! Personalmente, li trovo perfetti per quando sono in bicicletta: posso avviare automazioni specifiche quando parto o rientro a casa con una semplice pressione del pulsante.\nIl bello di Home Assistant è che posso persino affinere l\u0026rsquo;esecuzione delle automazioni basandomi sulla posizione del mio smartphone, evitando che si attivino se sono troppo distante da casa.\nSpero che questa guida ti sia utile per trasformare il tuo SmartTag 2 da un semplice localizzatore in un vero e proprio controller intelligente! Buon divertimento con le tue nuove automazioni!\n","date":"12.06.2025","externalUrl":null,"permalink":"/article/2025-smarttags-in-home-assistant/","section":"Articles","summary":"","title":"SmartTag 2 e Home Assistant: un matrimonio possibile!","type":"article"},{"content":"","date":"12.06.2025","externalUrl":null,"permalink":"/tags/smarttags/","section":"Tags","summary":"","title":"Smarttags","type":"tags"},{"content":"","date":"12.06.2025","externalUrl":null,"permalink":"/tags/smartthings/","section":"Tags","summary":"","title":"Smartthings","type":"tags"},{"content":"La mia esperienza con Home Assistant è iniziata con il bisogno di controllare il riscaldamento di una casa in montagna. Dopo alcuni tentativi ho trovato una soluzione che funziona stabilmente da un po\u0026rsquo; con una VPN Wireguard. Questa soluzione però non è utilizzabile da tutti, in particolare dai meno avezzi alla tecnologia. Esiste però una soluzione molto più semplice.\nLe VPN # Le soluzioni VPN sono infinite, ma le più gettonate per casa sono attualmente OpenVPN e Wireguard. La prima richiede parecchie configurazioni lato server, mentre la seconda è molto più semplice e veloce, se è chiaro il concetto di chiavi pubbliche.\nWireguard è molto veloce, ma non è semplice per chi sa gestire (e capire) le chiavi pubbliche e private, oltre a DNS e routing. Non solo si deve configurare il server, ma anche eventuali porte sul router. Quindi non è una soluzione praticabile per le persone poco tecniche.\nTailscale # Qui entra in gioco Tailscale, che è una mash network. Ma cosa vuol dire? Tailscale crea dei collegamenti punto a punto con tutti i partecipanti alla rete. Il collegamento tra i vari elementi è creato sulla base di Wireguard, ma senza dover configurare chiavi (ci pensa Tailscale). Ma la cosa più carina è che non si deve fare niente sui router, perché Tailscale riesce a scavalcare i vari NAT o CGNAT. Funziona anche se i due device che si vogliono collegare sono entrambi dietro a un router con NAT. Magia (per chi riesce a capire i problemi connessi)!\nInoltre Tailscale mette a disposizioni alcune funzioni come ACL (per definire chi può comunicare con chi), MagicDNS e un dominio (generato casualmente). Aggiungere gli elementi alla rete Tailnet è semplice perché Tailscale è disponibile per vari tipi di dispositivi. Basta scaricare il programma per la rispettiva piattaforma e eseguire il login.\nHome Assistant # In Home Assistant è disponibile un componente aggiuntivo, che permette di collegare HA direttamente a una Tailnet.\nIn questo video su Youtube sono descritti i passaggi da eseguire per configurare Tailscale e Home Assistant.\nTailscale permette di usare Home Assistant in modo sicuro senza dover configurare domini, certificati TLS, DNS o il routing per raggiungere l\u0026rsquo;istanza di HA. Inoltre è possibile collegare più istanze di Home Assitant anche se non hanno indirizzi IP pubblici (vedi altro articolo).\n","date":"30.05.2024","externalUrl":null,"permalink":"/article/2024-home-assistant-tailscale/","section":"Articles","summary":"","title":"Soluzione semplice per collegarsi con Home Assistant a distanza tramite Tailscale","type":"article"},{"content":"La recente major release v3 di Traefik, ha portato nuove funzionalità o concretizzato alcune. Come i certificati tramite Tailscale e HTTP3. In questa breve guida voglio presentare un esempio di configurazione per utilizzare HTTP3 in Traefik. Il cambiamento non è drastico, perché la funzionalità era già esistente come sperimentale.\nRequisiti # macchina Linux con docker e compose (altrimenti non saresti qui) un dominio con il quale si possa ottenere un certificato TLS valido (HTTPS) nel esempio uso il dominio, DNS e certificati di traefik.me Procedura # creare i file docker-compose.yml e tls.yml con il contenuto dei successivi capitoli\nmodificare il file docker-compose.yml in particolare: il percorso delle cartelle per traefik e sostituire l\u0026rsquo;indirizzo IP del server (comando ip a) con il proprio\ncreare una cartella cert per salvare i certificati TLS di traefik.me\nscaricare i certificati con il seguente comando (l\u0026rsquo;opzione -d non è presente):\nsudo docker compose up helper creare il container traefik e whoami sudo docker compose up -d traefik sudo docker compose up -d whoami testare il funzionamento Docker compose (docker-compose.yml) # services: traefik: image: traefik:v3.0 container_name: traefik command: - \u0026#34;--log.level=DEBUG\u0026#34; - \u0026#34;--providers.docker=true\u0026#34; - \u0026#34;--providers.file.filename=/tls.yml\u0026#34; - \u0026#34;--providers.docker.exposedbydefault=false\u0026#34; - \u0026#34;--entrypoints.websecure.address=:443\u0026#34; - \u0026#34;--entrypoints.websecure.http3\u0026#34; - \u0026#34;--entrypoints.web.address=:80\u0026#34; - \u0026#34;--entryPoints.web.http.redirections.entryPoint.to=websecure\u0026#34; ports: - 80:80 - 443:443/tcp - 443:443/udp volumes: - /var/run/docker.sock:/var/run/docker.sock:ro - PATH/TO/cert:/etc/ssl/traefik - PATH/TO/tls.yml:/tls.yml whoami: image: containous/whoami:latest container_name: whoami labels: - \u0026#34;traefik.enable=true\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.routers.whoami.rule=Host(`1-2-3-4.traefik.me`)\u0026#34; # change 1-2-3-4 with you server IP - \u0026#34;traefik.http.routers.whoami.tls.domains[0].main=*.traefik.me\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.routers.whoami.entrypoints=websecure\u0026#34; helper: image: alpine command: sh -c \u0026#34;cd /etc/ssl/traefik \u0026amp;\u0026amp; wget traefik.me/cert.pem -O cert.pem \u0026amp;\u0026amp; wget traefik.me/privkey.pem -O privkey.pem\u0026#34; volumes: - PATH/TO/cert:/etc/ssl/traefik File provider di traefik (tls.yml) # tls: stores: default: defaultCertificate: certFile: /etc/ssl/traefik/cert.pem keyFile: /etc/ssl/traefik/privkey.pem certificates: - certFile: /etc/ssl/traefik/cert.pem keyFile: /etc/ssl/traefik/privkey.pem Come testare # Vi consiglio di testare il funzionamento con Chrome o un browser derivato (io uso Brave). Su Firefox non sono ancora riuscito a far funzionare l\u0026rsquo;HTTP3.\nAprire gli strumenti per sviluppatori o click con il tasto destro e scegliere l\u0026rsquo;opzione ispeziona. Aprire il tab network o rete e ricaricare la pagina. Nella tabella è possibile visualizzare i vari file scaricati, nella colonna protocollo potete vederese il vostro server fornisce http2= h2 o http3= h3. Se avete aperto la pagina prima di cambiare la configurazione di traefik può essere consigliato riavviare il browser.\nProblemi comuni # certificato non valido o scaduto: verificare che nella dashboard di traefik sia attivo il certificato TLS per il nostro router. Se il certificato è giusto ma scaduto, verificare che su traefik.me sia presente uno aggiornato. Se non si può aspettare allora usate Tailscale o acquistate il vostro dominio. il dominio *.traefik.me non funziona: traefik.me permette varie notazioni, ma per i certificati gli indirizzi IP non devono essere scritti con il punto, ma con la linea (\u0026quot;-\u0026quot;). Si può testare il corretto funzionamento del dominio provando ad accedere alla dashboard di traefik con l\u0026rsquo;indirizzo http://1-2-3-4.traefik.me:8080 (attenzione al http non https e sostituire 1-2-3-4 con l\u0026rsquo;indirizzo IP giusto). ho seguito tutti i passaggi, ma il certificato è sempre sbagliato: i file .pem devono essere salvati con diritti particolari. Usa il container helper per scaricarli con i giusti diritti. ","date":"22.05.2024","externalUrl":null,"permalink":"/article/2024-http3-traefik-v3/","section":"Articles","summary":"","title":"Attivare HTTP/3 in traefik v3","type":"article"},{"content":"","date":"22.05.2024","externalUrl":null,"permalink":"/tags/http3/","section":"Tags","summary":"","title":"Http3","type":"tags"},{"content":"","date":"22.05.2024","externalUrl":null,"permalink":"/tags/quic/","section":"Tags","summary":"","title":"Quic","type":"tags"},{"content":"","date":"22.05.2024","externalUrl":null,"permalink":"/tags/traefik/","section":"Tags","summary":"","title":"Traefik","type":"tags"},{"content":"","date":"22.05.2024","externalUrl":null,"permalink":"/tags/v3/","section":"Tags","summary":"","title":"V3","type":"tags"},{"content":"La nuova release di Traefik con la major release 3, ha introdotto alcune novità. Tra queste c\u0026rsquo;é l\u0026rsquo;integrazione con i certificati di Tailscale. Questa novità permette di avere dei certificati per l\u0026rsquo;https in modo semplice.\nNaturalmente ci sono alcune limitazioni e vanno considerate (installazione su docker):\nTailscale deve essere funzionante sulla macchina sulla quale gira docker al momento (vedi #9772) può essere richiesto solo il certificato della macchina locale (hostname definito su Tailscale) Configurazione di Tailscale # Si trovano parecchie guide su come creare delle reti Tailscale, quindi non farà parte di questa guida. Per rendere funzionante il passo successivo si devono configurare i seguenti punti (console di amministrazione, nel tab DNS):\ndeve essere definito un nome per la Tailnet (in questo esempio yak-bebop.ts.net) attivare il MagicDNS attivare i certificati HTTPS Per testare il funzionamento servono due macchine, una con docker (in questo esempio userò server-traefik come hostname su Tailscale). Entrambe devono far parte di una rete Tailscale e devono poter comunicare tra di loro (attenzione se avete configurato delle ACL).\nPrima di passare al passo successivo assicurarsi che la rete Tailscale sia avviata con il comando:\nsudo tailscale up Configurazione di Traefik # Ecco un esempio di configurazione con docker compose per avere un esempio funzionante (derivato dalla documentazione).\ndocker-compose.yml\nservices: traefik: image: traefik:v3.0 container_name: traefik command: - \u0026#34;--log.level=DEBUG\u0026#34; - \u0026#34;--api.insecure=true\u0026#34; - \u0026#34;--providers.docker=true\u0026#34; - \u0026#34;--providers.docker.exposedbydefault=false\u0026#34; - \u0026#34;--entrypoints.websecure.address=:443\u0026#34; - \u0026#34;--entrypoints.web.address=:80\u0026#34; - \u0026#34;--certificatesresolvers.myresolver.tailscale=true\u0026#34; ports: - 80:80 - 443:443 - 8080:8080 volumes: - /var/run/docker.sock:/var/run/docker.sock:ro - /var/run/tailscale/tailscaled.sock:/var/run/tailscale/tailscaled.sock whoami: image: containous/whoami:latest container_name: whoami labels: - \u0026#34;traefik.enable=true\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.routers.whoami.rule=Host(`server-traefik.yak-bebop.ts.net`)\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.routers.whoami.entrypoints=websecure\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.routers.whoami.tls.certresolver=myresolver\u0026#34; Ora è possibile creare i container con il comando:\nsudo docker compose up -d Adesso è possibile inserire l\u0026rsquo;indirizzo https://server-traefik.yak-bebop.ts.net nel browser per visualizzare le informazioni del container ẁhoami e buon divertimento! Se non funziona potete collegarvi alla porta 8080 e vedere l\u0026rsquo;attuale configurazione caricata da Traefik.\n","date":"19.05.2024","externalUrl":null,"permalink":"/article/2024-tailscale-traefik/","section":"Articles","summary":"","title":"Usare i certificati Tailscale con Traefik","type":"article"},{"content":"","date":"6.11.2023","externalUrl":null,"permalink":"/tags/micro-sd/","section":"Tags","summary":"","title":"Micro Sd","type":"tags"},{"content":"","date":"6.11.2023","externalUrl":null,"permalink":"/tags/recovery/","section":"Tags","summary":"","title":"Recovery","type":"tags"},{"content":"Mia figlia ha ricevuto in regalo una macchina fotografica per bambini (ITSHINY o altri produttori simili) con la quale si cimenta in molti scatti artistici (50 sfocature d\u0026rsquo;autore). Non voglio fare un review dell\u0026rsquo;apparecchio, ma voglio raccontarvi della situazione nella quale mi sono ritrovato quando volevo scaricare le ultime fotografie fatte. Infatti ho collegato la macchina tramite cavo USB al mio computer e stranamente non appariva nessun disco per scaricare le foto. Panico, ho perso tutte le foto (non era un problema ma qualcuna era pure carina).\nLa micro SD presente sembra essere stata corrotta e quando la si collega al computer sembra essere vuota e la proposta per risolvere il problema è la formattazione della scheda.\nSituazione # collegando la macchina fotografica al computer appare Mass Storage sul display dell\u0026rsquo;apparecchio, ma in Ubuntu non viene montato nessun volume dati. Oppure viene montata un volume, ma il suo contenuto è strano e le foto non sono visibili se si scollega il cavo sull\u0026rsquo;apparecchio è possibile visualizzare le foto (c\u0026rsquo;é speranza) nella applicazione Dischi appare una chiavetta da 31-32 GB con la denominazione: GENPLUS USB-MSDC DISK - eEGENARPLUL-SSMC, la formattazione della partizione è sconosciuta. Oppure se montata viene riconosciuta come FAT32 Cosa fare # Calma, le foto dovrebbero essere ancora ricuperabili. Ma come? In Dischi selezionare il dispositivo e la partizione interessata. Preme sull\u0026rsquo;icona ingranaggio (Ulteriori opzioni di partizionamento) e selezionale l\u0026rsquo;opzione Crea immagine partizione e poi Avvia Creazione. Così verrà creata una copia di backup della micro SD e potrà essere usata come base per il recupero delle foto Alla fine della creazione dell\u0026rsquo;immagine create una copia della stessa (perché di solito la prima volta si sbaglia qualcosa) Rimuovere la macchina fotografica, così da non scrivere per sbaglio sulla micro SD Installare testdisk con il comando: sudo apt install testdisk Eseguire testdisk usando l\u0026rsquo;immagine della partizione creata: testdisk Documenti/Immagine_disco_TUO_NOME.img Premere ENTER sull\u0026rsquo;opzione Proceed (dovrebbe apparire solo la partizione dell\u0026rsquo;immagine creata, altrimenti prima selezionarla e poi continuare) Selezionare l\u0026rsquo;opzione Intel e premere ENTER Selezionare l\u0026rsquo;opzione Advanced e premere ENTER. Funziona solo se la partizione è già riconosciuta come FAT32, altrimenti prima si deve eseguire l\u0026rsquo;analisi. Prima selezionare l\u0026rsquo;opzione Boot e poi l\u0026rsquo;opzione List. Qui potete navigare nelle cartelle e file riconosciuti da testdisk. La navigazione è possibile con le freccie (vedi aiuto in basso). Andare a selezionare la cartella necessaria, nel nostro caso possiamo selezionare direttamente la cartella DCIM e premendo C vi verrà richiesto dove volete salvare la cartella sul vostro sistema. Quando avete raggiunto la destinazione scelta premete C per confermare e avviare la copia dei dati. Complimenti avete ricuperato le fotografie scomparse!\nAnalisi della partizione # Se al punto 9 del capitolo precedente vi appare la schermata sottostante, vuol dire che la vostra partizione non è ancora stata riconosciuta a si deve creare una partizione di boot. Aprire il menu Analyse e scegliere l\u0026rsquo;unica opzione disponibile Quick Search. Dopo aver premuto alcune volte ENTER appaiono in basso varie opzione tra le quali Deep Search e Write. Scegliete quest\u0026rsquo;ultima e premete ENTER. Poi confermate con Y. Apparirà un messaggio che è richiesto il riavvio, confermate premendo ancora ENTER Senza dover riavviare il computer potete passare al menu Advanced e ritornare al punto numero 9\nConclusione # La corruzione della micro SD avviene quando si collega la macchina fotografica al computer e la si scollega in un modo non molto pulito (espulsione corretta del dispositivo). Ma se dovesse capitare allora si può rimediare con la guida sopra elencata.\n","date":"6.11.2023","externalUrl":null,"permalink":"/article/2023-recovery-sd-card/","section":"Articles","summary":"","title":"Ricuperare fotografie da micro SD corrotta","type":"article"},{"content":"","date":"6.11.2023","externalUrl":null,"permalink":"/tags/sd-card/","section":"Tags","summary":"","title":"Sd Card","type":"tags"},{"content":"","date":"21.01.2023","externalUrl":null,"permalink":"/tags/2fa/","section":"Tags","summary":"","title":"2fa","type":"tags"},{"content":"","date":"21.01.2023","externalUrl":null,"permalink":"/tags/docker/","section":"Tags","summary":"","title":"Docker","type":"tags"},{"content":"","date":"21.01.2023","externalUrl":null,"permalink":"/tags/guacamole/","section":"Tags","summary":"","title":"Guacamole","type":"tags"},{"content":"Accedere da remoto a un terminal SSH o a una sessione grafica con VNC/RDP può essere molto utile. In particolare se i device sono molti e se si cambia regolarmente la postazione di lavoro. Guacamole è una delle soluzioni open source sul mercato. Purtroppo non c\u0026rsquo;è un singolo container docker da installare e non è facile trovare una guida completa per l\u0026rsquo;installazione dall\u0026rsquo;inizio alla fine.\nQui sotto ho creato una piccola guida per l\u0026rsquo;installazione di Guacamole con un database postgres per la gestione degli utente e l\u0026rsquo;integrazione con Traefik per avere un collegamento https.\nFinalmente ho trovato come far funzionare il Wake on LAN da Guacamole in docker, guarda questa guida. Se vuoi installare Guacamole con il database mySQL guarda questa guida. Requisiti # Installazione funzionante di Traefik e relativi certificati per https (vedi esempio di base) Accesso con SSH alla macchina dove è installato docker Procedura per l\u0026rsquo;installazione # Database postgres # Generare il file di inizializzazione per il database postgres (potrebbe servire sudo) docker run --rm guacamole/guacamole /opt/guacamole/bin/initdb.sh --postgres \u0026gt; initdb.sql Il file generato deve essere passato (collegato come volume) al database per importare la struttura necessaria per Guacamole\nLanciare e creare il container del database (potrebbe servire sudo)\ndocker-compose up -d guacamole-db Guacamole # Creare i due container di Guacamole lanciando il seguente comando (potrebbe servire sudo). Viste le dipendenze dei vari container, verranno creati entrambi. docker-compose up -d guacamole Guacamole è funzionante e puoi collegarti all\u0026rsquo;interfaccia all\u0026rsquo;indirizzo: https://guacamole.example.com I dati per il primo login sono:\nuser: guacadmin password: guacadmin Ti consiglio di duplicare l\u0026rsquo;account di default e crearne uno nuovo di amministratore. Poi eseguire il login con il nuovo account e cancellare quello di default.\n2FA per Guacamole # Dalla versione 1.3.0 TOTP è integrato nel container docker (PR 471), purtroppo la documentazione non è ancora stata aggiornata.\nQuando l\u0026rsquo;installazione di Guacamole è funzionante è consigliato attivare l\u0026rsquo;autentificazione a 2 fattori (2FA).\nAggiungere il parametro TOTP_ENABLED: 'true' al container guacamole. Al primo login verrà presentato il QR per attivare il 2FA e verrà richiesto d\u0026rsquo;immettere un codice per confermare.\nDocker compose # guacd: image: guacamole/guacd container_name: guacd hostname: guacd restart: unless-stopped volumes: - /volume1/docker/guacamole/guacd/drive:/drive:rw - /volume1/docker/guacamole/guacd/record:/record:rw guacamole: image: guacamole/guacamole container_name: guacamole hostname: guacamole restart: unless-stopped depends_on: traefik: condition: service_started guacamole-db: condition: service_started guacd: condition: service_started environment: GUACD_HOSTNAME: guacd POSTGRES_HOSTNAME: guacamole-db POSTGRES_DATABASE: guacamole_db POSTGRES_USER: guacamole_user POSTGRES_PASSWORD: ${GUACAMOLE_PASSWORD} #TOTP_ENABLED: \u0026#39;true\u0026#39; labels: - \u0026#39;traefik.enable=true\u0026#39; - \u0026#39;traefik.http.routers.guacamole.rule=Host(`guacamole.${DOMAIN}`)\u0026#39; - \u0026#39;traefik.http.routers.guacamole.entrypoints=web-secure\u0026#39; - \u0026#39;traefik.http.routers.guacamole.tls=true\u0026#39; - \u0026#34;traefik.http.routers.guacamole.tls.certresolver=certificato\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.routers.guacamole.tls.domains[0].main=*.${DOMAIN}\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.routers.guacamole.service=guacamoleService\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.routers.guacamole.middlewares=guacamoleMdl\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.middlewares.guacamoleMdl.addprefix.prefix=/guacamole\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.services.guacamoleService.loadBalancer.server.port=8080\u0026#34; guacamole-db: container_name: guacamole-db image: postgres:12-alpine hostname: guacamole-db environment: POSTGRES_DB: guacamole_db POSTGRES_PASSWORD: ${GUACAMOLE_PASSWORD} POSTGRES_USER: guacamole_user TZ: ${TIME_ZONE_ZUERICH} PGDATA: /var/lib/postgresql/data/pgdata logging: driver: \u0026#34;none\u0026#34; restart: unless-stopped volumes: - ./initdb.sql:/docker-entrypoint-initdb.d/initdb.sql #DB configuration file - /volume1/docker/guacamole/database:/var/lib/postgresql/data/pgdata Crediti Foto di Steve Buissinne da Pixabay\n","date":"21.01.2023","externalUrl":null,"permalink":"/article/2023-install-guacamole-on-docker-with-postgres-2fa/","section":"Articles","summary":"","title":"Installa Guacamole su Docker con Traefik, Postgres e 2FA","type":"article"},{"content":"","date":"7.12.2022","externalUrl":null,"permalink":"/tags/curling/","section":"Tags","summary":"","title":"Curling","type":"tags"},{"content":" Your browser does not support the video tag. TL;DR # Ti presento l\u0026rsquo;ultima versione della scopa da curling smart. La nuova versione comprende:\nun circuito stampato (PCB) software della scopa un contenitore e supporto di fissaggio software per analizzare i dati In fondo al post sono disponibili tutti i file necessari per ricreare in proprio la scopa smart.\nIntro # L\u0026rsquo;anno scorso ho creato il primo prototipo per una scopa intelligente per analizzare lo sweeping nel curling. Il progetto in questo lasso di tempo ogni tanto è avanzato. Ho creato il circuito stampato (PCB) e l\u0026rsquo;ho fatto assemblare per poter usare dei componenti piccolo e occupare meno spazio possibile.\nHo anche creato un contenitore stampato in 3D per ridurre drasticamente il peso, si perché la prima osservazione che mi hanno fatto tutti con il prototipo era: \u0026ldquo;pesa un bel po\u0026rsquo;\u0026rdquo;.\nLo sviluppo si è concentrato principalmente su:\nriduzione del peso riduzione dei costi di produzione gestione dei risultati più semplice Il peso e costi sono stati analizzati abbastanza nel dettaglio nella progettazione del hardware. Poi in attesa della fornitura mi sono concentrato sul software.\nL\u0026rsquo;ultima iterazione della scopa è nettamente più leggera del prototipo e le analisi dei dati sono migliorati. Adesso sono in grado di leggere singolarmente i valori del peso delle 2 celle e generare delle analisi specifiche. Inoltre leggo l\u0026rsquo;accelerazione e l\u0026rsquo;angolo della scopa. Tutti questi parametri sono inviati alla web app, che li può interpretare al meglio a seconda dei bisogni.\nEvoluzione # V0: primo prototipo costruito con il materiale trovato in giro per casa. Funziona e conferma che l\u0026rsquo;idea iniziale è realizzabile, ma è estremamente pesante. V1: prima iterazione del circuito stampato (PCB, colore blu) e testare il servizio di assemblaggio PCB. La parte hardware di misura funziona, ma non l\u0026rsquo;alimentazione. Inoltre ho messo solo un accelerometro (senza giroscopio). V2: seconda versione del PCB (colore rosso) e primo tentativo di stampare in 3D un contenitore. Migliorare il software di analisi. Il PCB funziona, ci sono solo piccoli errori. Mentre la stampa 3D mi ha sorpreso per la qualità, ma ci sono aspetti da migliorare (nel design) V3 (ancora da fare): correggere le piccole imperfezioni del PCB V2 e aggiornare il contenitore stampato in 3D. Integrare la misurazione nella app per allenare lo sweeping. Conclusione # Questo progetto mi ha permesso di coprire i vari aspetti della creazione di un prodotto, dalla prima idea alla \u0026ldquo;commercializzazione\u0026rdquo;. Inoltre è stato bello creare un PCB (e farlo assemblare) e un case stampato in 3D.\nSono riuscito a ridurre il peso da più di 300 grammi a meno di 100 grammi. Il prezzo può variare da 50.- a 150.- CHF tutto compreso (PCB, celle misurazione peso, batteria e case), la versione low cost non contiene tutte le funzioni (nessuna lettura indipendente del peso). Nel calcolo del costo non è compresa la scopa da curling.\nSarei estremamente contento se il mio lavoro venisse usato (e migliorato) dai vari curler sparsi per il mondo.\nTutti i files # Qui di seguito potete trovare tutto il necessario per creare o anche migliorare il progetto.\nScopa # Schema (Easy EDA) PCB (Easy EDA) Software (Arduino IDE) Case 3D (FreeCAD) Web app # Software (HTML e JavaScript) ","date":"7.12.2022","externalUrl":null,"permalink":"/video/2022-curling-smart-broom-v2/","section":"Videoes","summary":"","title":"Curling smart broom V2","type":"video"},{"content":"","date":"7.12.2022","externalUrl":null,"permalink":"/tags/smart-broom/","section":"Tags","summary":"","title":"Smart Broom","type":"tags"},{"content":"","date":"7.12.2022","externalUrl":null,"permalink":"/tags/video/","section":"Tags","summary":"","title":"Video","type":"tags"},{"content":"","date":"7.12.2022","externalUrl":null,"permalink":"/video/","section":"Videoes","summary":"","title":"Videoes","type":"video"},{"content":" TL;DR # Nextcloud è la soluzione opensource che permette di trasformare molti device nella propria soluzione di storage online (come Dropbox). Ma non solo perchè grazie a molti app è possibile espandere le funzionalità e creare la propria soluzione di office online, come Office 365 di Microsoft o Drive di Google.\nIn questa guida veloce ho cercato di descrivere i passaggi per ottenere un\u0026rsquo;istanza di base di Nextcloud e sfruttare ONLYOFFICE per poter modificare i documenti online. Il tutto reso disponibile tramite Traefik reverse proxy, così da garantire una connessione sicura tramite https.\nTutti i file necessari sono disponibili sul mio repository GitHub.\nRequisiti # Non è possibile in un unico articolo mostrare tutti i dettagli legati ai vari sistemi, alcune conoscenze di base sono richieste.\nsistema Linux con Docker e diriti amministrativi configurazione di base di Traefik (guida) due sotto dominio che punti all\u0026rsquo;istanza di Traefik, per esempio drive.example.com e office.example.com. Se Nextcloud deve essere raggiungibile da internet, entrambi i domini devo essere raggiungibili. Nextcloud # ATTENZIONE: seguire i passaggi così come sono indicati. Se il file di configurazione viene creato le variabili di docker non sono più elaborate.\nIl primo passo dopo aver configurato Traefik con l\u0026rsquo;accesso alla rete net_nextcloud\nPrima di creare il container Nextcloud e il relativo database, si devono completare tutte le variabili nel file .env\n... NEXTCLOUD_TRUSTED_DOMAINS=\u0026#34;drive.example.com drive.example2.com\u0026#34; NEXTCLOUD_TRUSTED_PROXIES=172.20.0.3/32 NEXTCLOUD_DB_PASSWORD=Super$ecretPassword12345 ... Il valore del campo NEXTCLOUD_TRUSTED_PROXIES può essere individuato con il comando seguente. Nel risultato del comando eseguito cercate l\u0026rsquo;indirizzo ip della rete xyz_net_nextcloud e aggiungete /32 sudo docker inspect reverse-proxy Adesso è possibile creare il container Nextcloud e il suo database con il comando sudo docker-compose up -d nextcloud Accedendo al dominio https://drive.example.com è possibile verificare se Nextcloud funziona correttamente Passaggi da eseguire dopo aver creato il container Nextcloud # Ammesso che il vostro Nextcloud sia raggiungibile è possibile procedere con i prossimi passaggi. I seguenti passaggi non sono obbligatori, ma consigliati da Nextcloud.\nPrefisso telefonico # Sotto le impostazioni nel menu Riepilogo appare un avviso che vi chiedere di aggiungere il condice di default per la tua regione, questo passaggio (non si può fare tramite docker-compose) e richiede un\u0026rsquo;aggiunta manuale al file di configurazione config.php.\nÈ possibile aggiungere il codice con il seguente comando (potrebbe essere necessario anteporre sudo al comando), oppure aggiungere al file di configurazione la chiave default_phone_region e relativo valore.\ndocker-compose exec --user www-data nextcloud php occ config:system:set default_phone_region --value=\u0026#34;CH\u0026#34; Installare php-imagick # Sempre nel menu Riepilogo sotto impostazioni appare un messaggio per la mancanza della libreria php-imagick. Eseguire i comandi seguinti per risolvere il messaggio (anche qui può essere necessario aggiungere sudo).\ndocker-compose exec nextcloud apt -y update docker-compose exec nextcloud apt -y install libmagickcore-6.q16-6-extra Aggiungere un server email # L\u0026rsquo;ultimo messaggio che appare nel menu Riepilogo richiede l\u0026rsquo;inserimento di un server per poter inviare notifiche agli amministratori o il reset della password per gli utenti.\nAttivare cron job con uptime-kuma # Questo forse è l\u0026rsquo;unica impostazione utile da eseguire, ma qui non posso descrivere completamente la soluzione. Io ho sfruttato un servizio già a disposizione nel mio docker: uptime-kuma (vedi guida).\nONLYOFFICE # Adesso che Nexcloud è funzionante si può procedere con la creazione del server ONLYOFFICE , con il comando: sudo docker-compose up -d onlyoffice Verificare che il server ONLYOFFICE sia funzionante, provare a collegarsi all\u0026rsquo;indirizzo: https://office.example.com. Se appare una pagina di ONLYOFFICE è tutto ok. Collegare Nextcloud al server ONLYOFFICE # In Nextcloud si deve installare una app dallo \u0026ldquo;store\u0026rdquo; per poter aprire i documenti office direttamente in Nextcloud. Per farlo si deve aprire lo store cliccando in alto a destra e cliccare su + Applicazioni e poi cercare ONLYOFFICE. Cliccare su scarica e installa e poi passare alle impostazioni.\nNel tab ONLYOFFICE sulla sinistra e inserire i valori in questi campi:\nindirizzo di ONLYOFFICE DOCS: https://office.example.com aprire le impostazioni avanzate indirizzo per richieste interne: https://office.example.com Salvare Nella schermata dei file è possibile aprire un documento .docx o altri per testare se ONLYOFFICE funziona correttamente.\nATTENZIONE: anche il server di ONLYOFFICE deve essere raggiungibile tramite internet se volete usare Nextcloud e ONLYOFFICE fuori dalla vostra rete casalinga.\nUpdate (23.9.2022) # Con l\u0026rsquo;ultimo aggiornamento di ONLYOFFICE server è necessario configurare un token con la variabile JWT_SECRET. Lo stesso valore deve essere configurato in Nextcloud nelle impostazioni di ONLYOFFICE.\ndocker-compose # nextcloud: image: nextcloud:latest container_name: nextcloud networks: - net_nextcloud - net_nextcloud_db labels: - \u0026#39;traefik.enable=true\u0026#39; - \u0026#39;traefik.http.routers.nextcloud.rule=Host(`drive.${DOMAIN}`)\u0026#39; - \u0026#39;traefik.http.routers.nextcloud.entrypoints=web-secure\u0026#39; - \u0026#39;traefik.http.routers.nextcloud.tls=true\u0026#39; - \u0026#34;traefik.http.routers.nextcloud.tls.certresolver=certificato\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.routers.nextcloud.tls.domains[0].main=*.${DOMAIN}\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.routers.nextcloud.service=nextclouddService\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.services.nextclouddService.loadBalancer.server.port=80\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.routers.nextcloud.middlewares=nc-rep,nc-header\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.middlewares.nc-rep.redirectregex.regex=https://(.*)/.well-known/(card|cal)dav\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.middlewares.nc-rep.redirectregex.replacement=https://$$1/remote.php/dav/\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.middlewares.nc-rep.redirectregex.permanent=true\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.middlewares.nc-header.headers.frameDeny=true\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.middlewares.nc-header.headers.sslRedirect=true\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.middlewares.nc-header.headers.contentTypeNosniff=true\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.middlewares.nc-header.headers.stsIncludeSubdomains=true\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.middlewares.nc-header.headers.stsPreload=true\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.middlewares.nc-header.headers.stsSeconds=31536000\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.middlewares.nc-header.headers.referrerPolicy=same-origin\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.middlewares.nc-header.headers.browserXssFilter=true\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.middlewares.nc-header.headers.customRequestHeaders.X-Forwarded-Proto=https\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.middlewares.nc-header.headers.customResponseHeaders.X-Robots-Tag=none\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.middlewares.nc-header.headers.customFrameOptionsValue=SAMEORIGIN\u0026#34; - \u0026#34;traefik.docker.network=net_nextcloud\u0026#34; volumes: - /path/to/docker/nextcloud/data:/var/www/html environment: - NEXTCLOUD_TRUSTED_DOMAINS=${NEXTCLOUD_TRUSTED_DOMAINS} - APACHE_DISABLE_REWRITE_IP=1 - TRUSTED_PROXIES=${NEXTCLOUD_TRUSTED_PROXIES} - MYSQL_DATABASE=nextcloud - MYSQL_USER=nextcloud - MYSQL_PASSWORD=${NEXTCLOUD_DB_PASSWORD} - MYSQL_HOST=nextcloud-db - OVERWRITEPROTOCOL=https #- DEFAULT_PHONE_REGION=CH not working see: https://github.com/nextcloud/docker/issues/1465 depends_on: - nextcloud-db restart: unless-stopped nextcloud-db: container_name: nextcloud-db image: mariadb networks: - net_nextcloud_db environment: MYSQL_DATABASE: nextcloud MYSQL_PASSWORD: ${NEXTCLOUD_DB_PASSWORD} MYSQL_USER: nextcloud MYSQL_ROOT_PASSWORD: ${NEXTCLOUD_DB_PASSWORD} TZ: ${TIME_ZONE_ZUERICH} logging: driver: \u0026#34;none\u0026#34; restart: unless-stopped volumes: - /path/to/docker/nextcloud/db/:/var/lib/mysql onlyoffice: image: onlyoffice/documentserver container_name: onlyoffice networks: - net_nextcloud labels: - \u0026#39;traefik.enable=true\u0026#39; - \u0026#39;traefik.http.routers.onlyoffice.rule=Host(`office.${DOMAIN}`)\u0026#39; - \u0026#39;traefik.http.routers.onlyoffice.entrypoints=web-secure\u0026#39; - \u0026#39;traefik.http.routers.onlyoffice.tls=true\u0026#39; - \u0026#34;traefik.http.routers.onlyoffice.tls.certresolver=certificato\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.routers.onlyoffice.tls.domains[0].main=*.${DOMAIN}\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.routers.onlyoffice.service=onlyofficeService\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.routers.onlyoffice.middlewares=onlyoffice-headers\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.services.onlyofficeService.loadBalancer.server.port=80\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.middlewares.onlyoffice-headers.headers.customrequestheaders.X-Forwarded-Proto=https\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.middlewares.onlyoffice-headers.headers.accesscontrolalloworiginlist=*\u0026#34; - \u0026#34;traefik.docker.network=net_nextcloud\u0026#34; environment: - JWT_SECRET=${ONLYOFFICE_SECRET} restart: unless-stopped Crediti foto: Pix4free\n","date":"23.09.2022","externalUrl":null,"permalink":"/article/2022-office-personale-con-nextcloud/","section":"Articles","summary":"","title":"Creare il proprio office online con Nextcloud","type":"article"},{"content":"","date":"23.09.2022","externalUrl":null,"permalink":"/tags/nextcloud/","section":"Tags","summary":"","title":"Nextcloud","type":"tags"},{"content":" Questa guida è basata su traefik 2, per la nuova versione guardate questo post. Vuoi rendere il tuo sito accessibile più velocemente? Allora devi provare la nuova versione del protocollo HTTP o meglio della sua versione numero 3 o anche detta HTTP/3. i browser più comuni sopportano già questo protocollo e molti lo sfruttano già senza accorgersi di usarlo.\nSecondo un report di Cloudflare il 30% del traffico internet sfrutta già questa possibilità. La novità è il cambio di protocollo per il transport layer da TCP a UDP (differenze e l\u0026rsquo;integrazione di TLS. Tra UDP e HTTP è stato aggiunto il nuovo protocollo QUIC, ideato in principio da Google. Se vi interessano un po\u0026rsquo; di dettagli vi consiglio questo video.\nAttivare HTTP/3 in traefik # Prima di tutto serve un istanza di traefik con un dominio e il relativo certificato TLS funzionante. Se non se ancora a questo punto, consulta prima questa guida.\nTraefik ha un supporto di HTTP/3 ancora a livello sperimentale a partire dalla versione 2.5. L\u0026rsquo;attivazione è molto semplice e basta aggiungere le seguenti impostazioni al file docker-compose (un esempio completo è disponibile su GitHub).\ntraefik: image: traefik:v2.8 container_name: traefik command: ... - \u0026#34;--entrypoints.web-secure.address=:443\u0026#34; - \u0026#34;--entrypoints.web-secure.http3\u0026#34; # \u0026lt;== ADD - \u0026#34;--experimental.http3=true\u0026#34; # \u0026lt;== ADD ... ports: - 80:80 - 443:443/tcp # \u0026lt;== CHANGE - 443:443/udp # \u0026lt;== ADD ... Dopo aver salvato il file di docker-composesi deve ricreare il container di traefikcon il comando:\nsudo docker-compose up -d traefik Come testare l\u0026rsquo;utilizzo di HTTP/3? # In Firefox è possibile aprire il tab analizza (premendo il tasto destro) e poi si deve scegliere il tab Rete. Spesso è necessario visualizzare la colonna Protocollo. Adesso è possibile ricaricare la pagina desiderata e se tutto funziona correttamente nella colonna Protocollo appare: HTTP/3.\nSe scopri dei problemi in questa guida o nei file di configurazione puoi aprire una issue su GitHub. Grazie!\n","date":"28.07.2022","externalUrl":null,"permalink":"/article/2022-http3-con-traefik/","section":"Articles","summary":"","title":"Attivare HTTP/3 in traefik","type":"article"},{"content":"Il servizio Guacamole permette di lanciare un pacchetto \u0026ldquo;Wake on LAN\u0026rdquo; (WOL) prima di collegarsi alla macchina con VNC o RDP. Purtroppo per impostazione di default di Docker, le reti configurate come bridge non permettono di inviare in uscita i pacchetti broadcast (anche se diretti a una subnet specifica). Questo impedisce l\u0026rsquo;utilizzo di WOL e Guacamole. Resta la possibilità di configurare il container guacd sulla rete host, ma questa soluzione ha problemi di sicurezza.\nCercando in rete ho trovato questo post dal quale ho sfruttato lo script. Io mi sono limitato a descrivere meglio i passaggi da eseguire.\nPrima di tutto # Nel post si propone di usare uno script presente su Github, ma per poterlo eseguire prima si deve installare un pacchetto:\nsudo apt install jq -y Poi è possibile scaricare lo script in locale e renderlo eseguibile\nwget https://github.com/dhutchison/container-images/raw/master/homebridge/configure_docker_networks_for_wol.sh chmod +x configure_docker_networks_for_wol.sh Prima di lanciarlo si deve modificare DOCKER_NETWORK con il proprio valore, nel mio caso guacd è collegato alla rete net_guacamole_db.\nSe la rete è stata creata con docker-compose si deve aggiungere un suffisso.\nCon il comando seguente è possibile visualizzare tutte le reti configurate in docker:\nsudo docker network ls Dopo aver modificato e salvato lo script è possibile eseguirlo e riavviare il computer.\nsudo ./configure_docker_networks_for_wol.sh sudo reboot Come testare # Si può aprire Wireshark su un computer collegato alla rete e catturare il traffico di rete. Basta applicare il filtro udp.port==9 per visualizzare solo i pacchetti WOL.\nCreare un container di test collegato alla rete scelta in precedenza\nsudo docker run --name testcontainer -d -it python:3-alpine In Portainer cambiare la rete alla quale è collegato il container e aprire la console (si deve scegliere l\u0026rsquo;opzione /bin/sh).\nInstallare awake e inviare alcuni pacchetti WOL di test. Se tutto funziona è possibile ricevere i pacchetti su Wireshark.\npip3 install awake awake -b 192.168.3.255 aa:bb:cc:dd:ee:ff #192.68.3.255 è l\u0026#39;indirizzo broadcast del mio subnet Copy of the script # https://github.com/dhutchison/container-images/blob/master/homebridge/configure_docker_networks_for_wol.sh\n#!/bin/bash ############## # # This script will set the required kernel network settings to # allow broadcast traffic to be sent from a docker network # to another network. # # This sets using both \u0026#34;sysctl -w\u0026#34; as well as configuring a file in # \u0026#34;/etc/sysctl.d/\u0026#34; so the change will persist a reboot. # ############## # The name of the network the docker container will be connected to DOCKER_NETWORK=traefik-backend # Disable the setting to ignore echo broadcasts sudo sysctl -w net.ipv4.icmp_echo_ignore_broadcasts=0 echo \u0026#39;# Disable the setting to ignore echo broadcasts\u0026#39; | sudo tee /etc/sysctl.d/97-docker-broadcast.conf echo \u0026#39;net.ipv4.icmp_echo_ignore_broadcasts=0\u0026#39; | sudo tee -a /etc/sysctl.d/97-docker-broadcast.conf # Enabling broadcast forwarding for \u0026#34;all\u0026#34; interfaces, # although it seems this needs used in combination with specific interfaces sudo sysctl -w net.ipv4.conf.all.bc_forwarding=1 echo \u0026#39;# Enabling broadcast forwarding for \u0026#34;all\u0026#34; interfaces\u0026#39; | sudo tee -a /etc/sysctl.d/97-docker-broadcast.conf echo \u0026#39;net.ipv4.conf.all.bc_forwarding=1\u0026#39; | sudo tee -a /etc/sysctl.d/97-docker-broadcast.conf # Find the subnet for the docker network subnet=$(docker network inspect \u0026#34;$DOCKER_NETWORK\u0026#34; | jq --raw-output .[0].IPAM.Config[0].Subnet) if [ ! -z subnet ]; then echo \u0026#34;Got subnet $subnet\u0026#34; # Find the network interface interface=$(ip route | grep \u0026#34;$subnet\u0026#34; | cut -d \u0026#39; \u0026#39; -f3) if [ ! -z interface ]; then echo \u0026#34;Got interface $interface\u0026#34; # Check the setting value to check we are substituting correctly sudo sysctl -w net.ipv4.conf.${interface}.bc_forwarding=1 echo \u0026#39;# Check the setting value to check we are substituting correctly\u0026#39; | sudo tee -a /etc/sysctl.d/97-docker-broadcast.conf echo \u0026#34;net.ipv4.conf.${interface}.bc_forwarding=1\u0026#34; | sudo tee -a /etc/sysctl.d/97-docker-broadcast.conf else echo \u0026#34;Could not determine the network interface for $subnet\u0026#34; fi else echo \u0026#34;Could not determine the subnet for $DOCKER_NETWORK\u0026#34; fi Credits Foto di Steve Buissinne da Pixabay\n","date":"24.07.2022","externalUrl":null,"permalink":"/article/2022-guacamole-wake-on-lan-docker/","section":"Articles","summary":"","title":"Wake-on-LAN da Guacamole in docker","type":"article"},{"content":"","date":"24.07.2022","externalUrl":null,"permalink":"/tags/wol/","section":"Tags","summary":"","title":"Wol","type":"tags"},{"content":"","date":"23.07.2022","externalUrl":null,"permalink":"/tags/certificati/","section":"Tags","summary":"","title":"Certificati","type":"tags"},{"content":"Utilizzando Cloudflare come DNS provider per i propri domini è possibile sfruttare i suoi certificati SSL per assicurare i propri siti web. Così da non dover lottare con Traefik e Let\u0026rsquo;s Encrypt per generare i propri certificati.\nQuesta guida è anche utile se si usano i domini gratuiti descritti in questo post, perché Cloudflare blocca la creazione di certificati tramite Let\u0026rsquo;s Encrypt.\nPrincipio # Cloudflare crea un certificato dedicato che permette al server di comunicare solo con i server di Cloudflare. Il certificato non è riconosciuto come valido dai vari browser. I proxy di Cloudflare forniranno poi un certificato valido e riconosciuto da tutti i maggiori browser.\nCertificato origine Cloudflare # Il certificato origine di Cloudflare permette di comunicare in modo sicuro (HTTPS) tra il tuo server e quello di Cloudflare. Una comunicazione diretta tra il tuo server e un browser è possibile, ma il browser non riconosce come valido il certificato fornito.\nCome generare il certificato origine # Fare il login sul dashboard di Cloudflare e aprire le impostazioni del dominio interessato\nNel menu SSL/TLS e poi Panoramica attivare l\u0026rsquo;opzione modalità Completo (Strict)\nNel menu SSL/TLS e poi Server di origine è possibile generare il certificato cliccando su Crea certificato. Le opzioni di default dovrebbe già essere quelle corrette, quindi cliccare sul pulsante Crea in basso.\nCopiare e salvare in un file dal nome che scegli tu (consiglio nome-dominio.key) la chiave privata\nCopiare e salvare in un file dal nome che scegli tu (consiglio nome-dominio.pem) il certificato generato\nSalvare i file in una cartella accessibile dal container docker di Traefik\nConfigurazione Traefik # Nel docker-compose di Traefik aggiungere la cartella dove è stato salvato il certificato di Cloudflare, è possibile utilizzare contemporaneamente anche altri certificati come quelli di [Let\u0026rsquo;s Encrypt[(https://letsencrypt.org/). In questo caso la cartella si chiama: cert_traefik_examples_tk, roalla fine della riga indica a docker di collegare in sola lettura la cartella. volumes: - /var/run/docker.sock:/var/run/docker.sock - /home/user/docker/traefik/acme.json:/acme.json - /home/user/docker/traefik/FileProvider/:/FileProvider/ - /home/user/docker/traefik/cert_traefik_examples_tk:/cert_traefik_examples_tk:ro Aggiungere nella configurazione statica di Traefik le informazioni sulla posizione e il nome del certificato e della chiave. L\u0026rsquo;esempio sotto è per un file .toml [[tls.certificates]] certFile = \u0026#34;cert_traefik_examples_tk/cert_traefik_examples_tk.pem\u0026#34; keyFile = \u0026#34;cert_traefik_examples_tk/cert_traefik_examples_tk.key\u0026#34; Ricreare il container di Traefik con il comando sudo docker-compose up -d traefik Conclusione # Questa soluzione è l\u0026rsquo;unica applicabile se si usa Cloudflare per gestire domini gratuiti come .tk. L\u0026rsquo;inconveniente però è il fatto che non si comunicherà mai in locale con il server ma sempre con i server di Cloudflare. Se disponete di un collegamento a internet poco performante allora non è la soluzione ideale (doppio del traffico, andata e ritorno da Cloudflare). Il vantaggio è che il certificato generato è valido per ben 15 anni e non si deve rinnovare il tutto ogni anno (limiti imposti da Apple).\nCrediti Ispirazione articolo da guida di Romain Boulanger Foto copertina di Rúben Gál da Pixabay\n","date":"23.07.2022","externalUrl":null,"permalink":"/article/2022-certificato-origine-cloudflare/","section":"Articles","summary":"","title":"Certificati origine di Cloudflare in Traefik","type":"article"},{"content":"","date":"23.07.2022","externalUrl":null,"permalink":"/tags/diy/","section":"Tags","summary":"","title":"Diy","type":"tags"},{"content":"","date":"23.07.2022","externalUrl":null,"permalink":"/tags/guida/","section":"Tags","summary":"","title":"Guida","type":"tags"},{"content":"","date":"23.07.2022","externalUrl":null,"permalink":"/tags/ssl/","section":"Tags","summary":"","title":"Ssl","type":"tags"},{"content":"","date":"23.07.2022","externalUrl":null,"permalink":"/tags/bricolage/","section":"Tags","summary":"","title":"Bricolage","type":"tags"},{"content":"Questo esempio mostra come è possibile configurare vari domini per accedere al medesimo container docker sfruttando Traefik. In questo esempio voglio collegare i domini whoami.example.com e whoami.traefik-examples.tk allo stesso container docker.\nTutti i file necessari sono disponibili su GitHub.\nRequisiti # Due nomi di dominio che puntano entrambi all\u0026rsquo;istanza di Traefik (in questo esempio uso example.com e traefik-examples.tk) Per entrambi i domini il certificato SSL è generato da Let\u0026rsquo;s Encrypt Traefik è già funzionante (vedi esempio di base) Passaggi # Aggiungere o modificare il docker-compose dei container interessati whoami: image: containous/whoami container_name: whoami labels: - \u0026#39;traefik.enable=true\u0026#39; - \u0026#34;traefik.http.routers.whoami.rule=Host(`whoami.example.com`) || Host(`whoami.traefik-examples.tk`)\u0026#34; # \u0026lt;== modificare - \u0026#39;traefik.http.routers.whoami.entrypoints=web-secure\u0026#39; - \u0026#39;traefik.http.routers.whoami.tls=true\u0026#39; - \u0026#34;traefik.http.routers.whoami.tls.certresolver=certificato\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.routers.whoami.tls.domains[0].main=*.example.com\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.routers.whoami.tls.domains[1].main=*.traefik-examples.tk\u0026#34; # \u0026lt;== aggiungere Ricreare il container whoami con il comando sudo docker-compose up -d whoami Nel browser provare a raggiungere il sito utilizzando entrambi gli indirizzi Se scopri dei problemi in questa guida o nei file di configurazione puoi aprire una issue su GitHub. Grazie!\n","date":"23.07.2022","externalUrl":null,"permalink":"/article/2022-multiple-domain-traefik/","section":"Articles","summary":"","title":"Multipli domini per il medesimo container con Traefik","type":"article"},{"content":" Puoi collegare la tua istanza remota di Home Assistant facilmente con la VPN Tailscale, vedi questo post. TL;DR # Sfruttando l\u0026rsquo;integrazione non ufficiale collego due istanze di Home Assistant tra di loro. Grazie all\u0026rsquo;addons di Wireguard riesco a evitare il fatto che il modem 4G non ha un indirizzo IP pubblico.\nIntro # A causa dello spegnimento del 2G in Svizzera ho dovuto cambiare il sistema di gestione del riscaldamento della seconda casa in montagna. Dopo alcuni tentativi da oltre un anno è in funzione una soluzione funzionante e resiliente. Avevo già descritto alcuni tentativi in post precedenti, qui raccolgo l\u0026rsquo;esperienza dopo più di un anno d\u0026rsquo;esercizio.\nStruttura # Ho un\u0026rsquo;istanza di Home Assistant (HA) nella mia casa primaria, questa è la sola istanza alla quale mi collego per gestire tutto. Ho una seconda istanza di HA su un Raspberry nella casa secondaria, internet è fornito da un modem 4G che ha un indirizzo IP non pubblico.\nL\u0026rsquo;istanza secondaria è indipendente e ragiona da sola, ma invia tutte le informazioni a quella primaria che puoi controllare direttamente tutto.\nWireguard # Prima di tutto serve un collegamento bidirezionale tra le due istanze di HA. L\u0026rsquo;addons di Wireguard mi permette di creare un tunnel tra l\u0026rsquo;istanza secondaria e il mio router principale. Se non si dispone di un router con il VPN Wireguard è possibile eseguire il collegamento diretto tra le due istanze di HA.\nVolendo si può terminare qui, perché la casa secondaria è raggiungibile tramite rete. Però si deve continuare a fare il \u0026ldquo;salto\u0026rdquo; tra un\u0026rsquo;istanza e l\u0026rsquo;altra.\nComponente non ufficiale # Il componente non ufficiale Remote Home-Assistant permette di collegare tra di loro multiple istanze di HA. Prima si doveva installare il componente solo sull\u0026rsquo;istanza principale, adesso lo si deve installare su tutte.\nGrazie al componente si possono integrare nell\u0026rsquo;istanza master tutto quello che c\u0026rsquo;è sugli altri HA collegati, come se le entità, automazioni, ecc ecc, fossero in locale sul master. Si può anche scegliere di riportare solo quello che c\u0026rsquo;interessa. Così ci si deve collegare all\u0026rsquo;istanza master con il telefono o via web e si possono eseguire i controlli comandi senza dover eseguire il \u0026ldquo;salto\u0026rdquo; di qua e di là tra istanze.\nResilienza (Watchdog e comando a distanza Home Assistant) # La seconda casa si trova in montagna ad alcune ore di distanza, quindi non è sempre comodo se ci sono problemi con HA. Ho voluto quindi aggiungere una \u0026ldquo;backdoor\u0026rdquo; in caso che il VPN o il componente non funzionassero.\nHo implementato in HA una specie di Watchdog e alcuni comandi base in caso di necessità. In entrambi i casi il funzionamento è sempre lo stesso: HA controlla regolarmente un file JSON caricato su un sito (Dropbox, Google Drive, o qualunque sito internet accessibile liberamente). In base ai parametri presenti nel file esegue un riavvio, oppure esegue il comando richiesto.\nNaturalmente il sistema funziona solo quando c\u0026rsquo;è il collegamento a internet.\nAlternativa # La configurazione di un tale sistema non è semplice e richiede alcune conoscenze di rete. Se invece si è negati vi consiglio di sottoscrivere l\u0026rsquo;abbonamento a Home Assistant Cloud, attualmente (22.7.2022) è disponibile una prova di 30 giorni e poi un abbonamento mensile di $6,50 o $65 annuale. Così gli sviluppatori di Home Assistant si occupano di tutti i dettagli tecnici per voi e aiutate lo sviluppo futuro di HA.\nConclusione # Preferisco gestire direttamente e personalmente gli accessi alle varie istanze di HA. Contribuisco comunque finanziariamente allo sviluppo di HA.\nLa soluzione descritta sopra si è rilevata assai stabile e durante più di un anno di esercizio non ho avuto nessun problema. Neanche i continui aggiornamenti di HA, addons, \u0026hellip;, non hanno causato nessuna difficoltà. Dopo una breve perdita di collegamento dovuta all\u0026rsquo;installazione e riavvio, HA si è sempre ricollegato al master ed era controllabile a distanza, anche quando è saltato il collegamento a internet o la corrente.\nLa soluzione si è dimostrata talmente stabile che non ho mai dovuto usare la \u0026ldquo;backdoor\u0026rdquo;.\n","date":"22.07.2022","externalUrl":null,"permalink":"/article/2022-esperienza-gestione-casa-secondaria-home-assistant/","section":"Articles","summary":"","title":"Esperienza gestione casa secondaria con Home Assistant","type":"article"},{"content":"","date":"22.07.2022","externalUrl":null,"permalink":"/tags/home/","section":"Tags","summary":"","title":"Home","type":"tags"},{"content":"","date":"22.07.2022","externalUrl":null,"permalink":"/tags/smart-home/","section":"Tags","summary":"","title":"Smart-Home","type":"tags"},{"content":"","date":"22.07.2022","externalUrl":null,"permalink":"/tags/wireguard/","section":"Tags","summary":"","title":"Wireguard","type":"tags"},{"content":"","date":"2.06.2022","externalUrl":null,"permalink":"/tags/dns/","section":"Tags","summary":"","title":"Dns","type":"tags"},{"content":" Ci sono dei problemi con il registar Freenom che non ha più la concessione per i domini .ga e forse perderà anche altri. Vedi anche articolo Pensa quando nel browser scrivi il nome del tuo dominio e appare il tuo sistema di Smart home (Home Assistant), oppure il tuo sito ospitato sul tuo Raspberry Pi a casa. Ma quanto è bello?\nSpesso però ci si deve accontentare di soluzioni un po\u0026rsquo; alternative perché il proprio indirizzo IP di casa non è fisso. Così si deve usare servizi che allungano un po\u0026rsquo; il nome di dominio, o peggio lasciano scegliere una parte (il sotto dominio) mentre la parte finale è fissa e non sempre corta.\nServizi come Duck DNS permettono di avere un indirizzo come QUELLOCHEVUOI.duckdns.org. Assolutamente comoda e semplice da configurare (grazie ad alcune integrazioni come in Home Assistant) e utilizzare. Ma ultimamente Duck DNS ha avuto qualche problema di stabilità.\nIo ho optato per acquistare un mio dominio così da poter scegliere completamente il nome che mi piaceva di più. Naturalmente ho dovuto fare qualche compromesso per non spendere un capitale, però è possibile trovare dei domini per pochi dollari (Porkburn, NameCheap, \u0026hellip;). Pochi sanno che ci sono dei domini gratuiti che possono essere creati da chiunque.\nQuesti sono i domini di primo livello disponibili gratuitamente: .tk, .ml, .ga, .cf e .gq. Tramite il sito Freenom è possibile registrare il dominio che se si vuole gratuitamente e poi deve essere rinnovato ogni anno. Una volta registrato il dominio si può scegliere se configurare un semplice redirect HTTP, oppure assegnare il dominio a un server DNS.\nSe si sceglie la seconda opzione ci si può appoggiare a Cloudflare come DNS per dominio, così da proteggere e nascondere l\u0026rsquo;indirizzo IP di casa. Anche per Cloudflare ci sono script o altri programmi per aggiornare automaticamente l\u0026rsquo;IP nel record DNS. Inoltre è possibile sfruttare i certificati di Cloudflare per attivare l\u0026rsquo;HTTPS.\nAggiornamento 23.6.2022: Se usate Cloudflare come DNS per generare i certificati su Let\u0026rsquo;s Encrypt, con questi domini non funzionerà. In questo caso si deve scaricare un certificato da Cloudflare (certificato origine, nel menu SSL/Server di origine) per comunicare in modo sicuro con i loro server e poi sfruttare il loro proxy. Questo certificato non può essere usato per comunicare direttamente in locale con il servizio, tutto il traffico passerà sul vostro collegamento internet in andata e ritorno (non molto efficace). Se usate Cloudflare come DNS per generare i certificati su Let\u0026rsquo;s Encrypt, con questi domini non funzionerà. In questo caso si deve scaricare un certificato da Cloudflare (certificato origine, nel menu SSL/Server di origine) per comunicare in modo sicuro con i loro server e poi sfruttare il loro proxy. Questo certificato non può essere usato per comunicare direttamente in locale con il servizio, tutto il traffico passerà sul vostro collegamento internet in andata e ritorno (non molto efficace).\n","date":"2.06.2022","externalUrl":null,"permalink":"/article/2022-dominio-gratuito-per-casa/","section":"Articles","summary":"","title":"Dominio gratuito per i progetti casalinghi","type":"article"},{"content":"","date":"2.06.2022","externalUrl":null,"permalink":"/tags/network/","section":"Tags","summary":"","title":"Network","type":"tags"},{"content":" TL;DR # Progetto per trasformare una scopa di curling in uno strumento di misura per valutare l\u0026rsquo;efficacia durante lo sweeping nel curling. Un ESP32 misura la pressione esercitata su due celle e un accelerometro misura la frequenza del movimento. I dati sono trasmessi tramite BLE a un computer o smartphone compatibile con Web Bluetooth.\nIntro # Vi siete mai chiesti quanto è efficace il vostro sweeping durante una partita di curling? Io ogni tanto me lo sono chiesto, in particolare rispetto al movimento fatto da altri giocatori del club.\nQuesto è il mio progetto di natale (che bolliva in pentola da un bel po\u0026rsquo;). Ho modificato una mia vecchia scopa per rendendola \u0026ldquo;intelligente\u0026rdquo;, così da poter misurare la forza esercitata verso il ghiaccio e il movimento fatto. Proprio i due fattori principali per eseguire un ottimo sweeping.\nPrincipio di base # Un microcontrollore sul manico della scopa legge i dati dei differenti sensori e li trasmette tramite Bluetooth BLE a un computer o smartphone. L\u0026rsquo;elaborazione dei dati non è eseguita dalla scopa, cosi da permettere una lettura frequente dei dati.\nIl dispositivo di lettura dati (computer, smartphone o tablet) deve essere compatibile con le Web Bluetooth API. Normalmente tutti i sistemi con il browser Chrome o simili (tranne iOS) sono compatibili.\nNon sono un amante di Chrome, ma ho scelto questa strada per non dover caricare su un App Store un applicazione. Così ho creato una semplice pagina web con JavaScript che è compatibile con vari tipi di dispositivi.\nHardware # Il cuore della scopa è gestito da un microcontrollore ESP32, perché è un ottimo miscuglio di potenza e connettività (WiFi e Bluetooth). Grazie a questa versatilità l\u0026rsquo;ESP32 è diventato il mio processore preferito e quello che uso per i miei ultimi progetti.\nNel cuscinetto della scopa ho inserito due celle per misurare il peso. Sono dei sensori che variano la resistenza in base al peso applicato. La lettura dei dati è eseguita attraverso il circuitointegrato HX711. Questo IC permette di avere due frequenze di lettura pari a 10 o 80 letture al secondo (a seconda del pin RATE).\nL\u0026rsquo;altro sensore presente è un accelerometro così da poter misurare la frequenza del movimento. Nel primo prototipo ho usato un MPU6050, che integra un accelerometro e un giroscopio.Quando ho creato la prima versione del PCB ho dovuto sostituire il chip con uno quasi simile e ho scelto il ADXL345, che però è solo un accelerometro.\nUn LED permette di capire se il dispositivo è funzionante e pronto a misurare. Quando si alimenta il circuito si accende brevemente e poi viene eseguita la parte di programma dedicata alla taratura. Vi consiglio di posizionare in verticale la scopa e appoggiarla al muro e poi accenderla, così si può eseguire al meglio la taratura. Se tutto funziona correttamente allora il LED si accede e si spegne per tre volte e si può collegare il dispositivo di visualizzazione dati con il BLE. Se qualcosa da errore nella fase di taratura allora il LED rimane acceso e il programma si ferma.\nNel circuito stampato ho dovuto integrare il necessario per la gestione (carica, utilizzo e protezione) di una batteria LiPo.\nQui di seguito ho rappresentato uno schema di principio.\nSchema a blocchi hardware scopa Questo è lo schema aggiornato alla versione 2 del PCB che però non ho ancora comandato e testato.\nSoftware # Formato dati durante trasferimento BLE # Avrei potuto suddividere i vari valori letti in differenti caratteristiche, ma sarebbe stato un po\u0026rsquo; complicato da modificare durante lo sviluppo. Tutti i valori sono nella caratteristica 2902 e sono suddivisi da una virgola.\npos attributo 1 peso cella 1 2 peso cella 2 3 accelerazione 4 frequenza movimento 5 angolo della scopa (ancora da realizzare) ESP32 # Tutto il codice è disponibile liberamente e credo di averlo commentato abbastanza. Quindi non descrivo tutti i dettagli qui. Lo schema rappresenta il principio di massima di come è strutturato il codice.\nDiagramma software scopa HTML / JavaScript # La visualizzazione dei dati è resa possibile grazie ad alcune librerie:\nBootstrap: per gestire la struttura della pagina Chart.js: per visualizzare i grafici Simple statistics: per calcolare le varie statistiche html2pdf.js: per esportare la pagina in PDF Conclusione # Tutto quello che credo mi piace condividerlo liberamente e non ho fatto eccezzioni anche per questo. Tutto il lavoro è liberamente accessibile e se siete in zona potete passare che vi presto la mia scopa.\nQualche sorpresa l\u0026rsquo;ho già avuta grazie ai valori misurati, pensavo di riuscire a scaricare più pesosulla scopa. Però sono riuscito a migliorare i miei valori provando a cambiare la tecnica.\nNaturalmente serve un po\u0026rsquo; di allenamento per aumentare la costanza durante una partita. In questo caso può tornare utile un mio altro progetto, per allenare lo sweeping a casa.\n","date":"27.02.2022","externalUrl":null,"permalink":"/article/2022-sweeping-measurement/","section":"Articles","summary":"","title":"Misurazione efficacia sweeping","type":"article"},{"content":"","date":"28.10.2021","externalUrl":null,"permalink":"/tags/uptime-kuma/","section":"Tags","summary":"","title":"Uptime Kuma","type":"tags"},{"content":" Intro # Quando la propria rete casalinga inizia a crescere è comodo controllare i vari servizi/test attivi sulla rete. Uptime Kuma permette di avere un container Docker all-inclusive che permette di sorvegliare con vari metodi (ping, http(s), DNS) un sistema e di inviare notifiche in caso di problemi.\nScopo # installare Uptime Kuma in docker aggiungere la configurazione di traefik verificare che traefik funzioni correttamente Requisiti # I passaggi seguenti richiedono il funzionamento su un host di docker, docker-compose e trafik con https. Seguire questi passaggi per avere le informazioni necessarie.\nInstallazione # Uptime Kuma # Aggiungere al file docker-compose.yaml le informazioni per il container di Uptime Kuma version: \u0026#39;3.7\u0026#39; services: uptime-kuma: image: louislam/uptime-kuma:1 container_name: uptime-kuma volumes: - /home/user/docker/uptime-kuma:/app/data labels: #\tHTTPS traffic - \u0026#34;traefik.enable=true\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.routers.uptime.rule=Host(`status.${DOMAIN}`)\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.routers.uptime.entrypoints=web-secure\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.routers.uptime.tls=true\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.routers.uptime.tls.certresolver=certificato\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.routers.uptime.tls.domains[0].main=*.${DOMAIN}\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.routers.uptime.service=uptimeService\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.services.uptimeService.loadBalancer.server.port=3001\u0026#34; restart: unless-stopped Creare il container con docker-compose conil comando (potrebbe essere necessario eseguire il comando con diritti sudo): docker-compose up -d uptime-kuma Aggiungere sul DNS l\u0026rsquo;indirizzo del tuo host docker per il dominio: status.tuodominio.com\nTestare se uptime-kuma è raggiungibile all\u0026rsquo;indirizzo https://status.iltuodominio.com\nIn Uptime Kuma si possono aggiungere i vari servizi da tenere sotto controllo. Inoltre è possibile aggiungere l\u0026rsquo;autenticazione a due fattori (2FA) per il login (altamente consigliata).\nPing in Traefik # Nel file docker-compose.yaml aggiungere il comando e le porte indicate sotto version: \u0026#39;3.7\u0026#39; services: reverse-proxy: image: traefik:latest container_name: reverse-proxy command: ... - \u0026#34;--ping=true\u0026#34;\t# ADD THIS ports: ... - 8088:8080\t# ADD THIS Aggiornare il container di traefik con il comando (aggiungere sudo all\u0026rsquo;inizio se ci sono errori) docker-compose up -d reverse-proxy Aggiungere in Uptime-Kuma un nuovo monitoraggio del tipo HTTP(s)\nCome indirizzo da testare potete inserire un dominio gestito da traefik e modificarlo come segue: http://iltuodominio.com:8088/ping\nCosì potete sorvegliare traefik con Uptime Kuma.\nImmagine copertina (licenza CC BY-ND 2.0): https://www.flickr.com/photos/deccgovuk/8725424647/\n","date":"28.10.2021","externalUrl":null,"permalink":"/article/2021-uptime-kuma-ping-traefik/","section":"Articles","summary":"","title":"Uptime Kuma e ping su traefik","type":"article"},{"content":" Introduzione # Tanti sistemi necessitano di inviare notifiche in situazioni particolari e tra questi ci sono Home Assistant e Uptime Kuma. Ogni tanto è comodo inviare le notifiche a più persone. Signal permette d\u0026rsquo;inviare dei messaggi ad un unico numero o a un gruppo di persone. Inoltre è possibile consultare i messaggi di un account da molteplici apparecchi.\nSu GitHub è possibile trovare un progetto che crea un container docker contenente le API per Signal (documentazione).\nRequisiti # dominio (in questo esempio uso signal.example.com) uno smartphone con Signal attivo Questi sono dei requisiti opzionali per rendere l\u0026rsquo;untilizzo delle API migliori:\nutilizzo di un reverse proxy (in questo esempio traefik) un secondo smartphone con Signal (da usare come numero per l\u0026rsquo;invio di messaggi) Container docker API Signal # Container docker # https://github.com/bbernhard/signal-cli-rest-api\nversion: \u0026#34;3\u0026#34; services: signal-cli-rest-api: image: bbernhard/signal-cli-rest-api:latest environment: - MODE=normal #supported modes: json-rpc, native, normal ports: - \u0026#34;8080:8080\u0026#34; #use this option only without a reverse proxy volumes: - \u0026#34;/home/user/docker/signal-cli-config:/home/.local/share/signal-cli\u0026#34; #change the path Attivazione Signal # L\u0026rsquo;utilizzo delle API di Signal è come aggiungere un device alla lista di quelli collegati ad un account. Ogni messaggio verrà poi inviato da quel numero e quinddi se i messaggi sono inviati ad un gruppo a chi appartiene il numereo non riceverà nessuna notifica. Per questo motivo consiglio di utilizzare un secondo numero di telefono.\nSe non è possibile avere due numeri di telefono diversi, allora si deve inviare il messaggio al proprio numero e i messaggi arriveranno come Note personali con relativa notifica.\nLo svolgimento dell\u0026rsquo;attivazione richiede uno smartphone con Signal installato e funzionante per il numero di telefono e un tablet o computer che possa accedere al container delle API. Per semplificare un po\u0026rsquo; la guida userò solo il dominio https://signal.example.com per accedere al container, ma se non usate un reverse proxy allora dovete sostituire il tutto con: http://1.2.3.4:8080\nSul computer aprire l\u0026rsquo;indirizzo nel browser https://signal.example.com/v1/qrcodelink?device_name=NOME_DEVICE , sostituire NOME_DEVICE con un nome per identificare il container tra i device collegati all\u0026rsquo;account di Signal\nSe appare un QR code potete procedere\nSullo smartphone aprire l\u0026rsquo;app di Signal e aggiungere un nuovo device. In Android\nSul computer aprire con il browser l\u0026rsquo;indirizzo: https://signal.example/v1/receive/MOBILE_NUMBER , sostituire OBILE_NUMBER con il numero di telefono dello smartphone, non dimenticare il prefisso all\u0026rsquo;inizio (+41\u0026hellip; per la Svizzera). Se appaiono parecchie informazioni vuol dire che l\u0026rsquo;API è collegata con l\u0026rsquo;account e può essere usata secondo la documentazione.\nInvio di messaggi a un numero di telefono # ATTENZIONE: non è possibile inviare contemporaneamente dei messaggi a dei numeri di telefono e a dei gruppi. Le chiamate devono essere fatte separatamente.\nDal computer si può richiedere l\u0026rsquo;invio del messaggio, questo esempio mostra il comando da lanciare nel terminal su Linux (per Windows ci sono programmi come Postman)\nAprire un editor di testo (p. es. gedit) e modificate i punti necessari (dominio e MOBILE_NUMBER)\ncurl -X \u0026#39;POST\u0026#39; \\ \u0026#39;https://signal.example.com/v2/send\u0026#39; \\ -H \u0026#39;accept: application/json\u0026#39; \\ -H \u0026#39;Content-Type: application/json\u0026#39; \\ -d \u0026#39;{ \u0026#34;message\u0026#34;: \u0026#34;TEST INVIO MESSAGGIO\u0026#34;, \u0026#34;number\u0026#34;: \u0026#34;MOBILE_NUMBER\u0026#34;, \u0026#34;recipients\u0026#34;: [ \u0026#34;MOBILE_NUMBER\u0026#34; ] }\u0026#39; Copiare il comando modificato e copiarlo in un terminal, se il risultato riporta tutti i parametri inseriti a breve riceverai il messaggio nelle Note personali Invio di messaggi a un gruppo # ATTENZIONE: non è possibile inviare contemporaneamente dei messaggi a dei numeri di telefono e a dei gruppi. Le chiamate devono essere fatte separatamente.\nPrima di tutto si deve sapere l\u0026rsquo;ID del gruppo, in un browser si può richiamare l\u0026rsquo;indirizzo modificando MOBILE_NUMBER: https://signal.example.com/v1/groups/MOBILE_NUMBER\nCopiare l\u0026rsquo;ID (inizia con group.abcd...xyz=)del gruppo e metterlo al posto del MOBILE_NUMBER nel comando per l\u0026rsquo;invio di messaggi.\nUtilizzo con Uptime Kuma # Aggiungere una notifica di tipo Signal con queste opzioni:\nTipo notifica: Signal Nome amichevole: inserire un testo per riconosce i destinatari delle notifiche Post URL: https://signal.example.com/v2/send Number: MOBILE_NUMBER Recipients: MOBILE_NUMBER o ID gruppo (ATTENZIONE non è possibile aggiungere numeri di telefono e gruppi, si devono creare due notifiche diverse) Utilizzo con Home Assistant # Documentazion ufficiale dell\u0026rsquo;integrazione di Signal su Home Assistant.\nAl file di configurazione di Home Assistant aggiungere la seguente configurazione:\nnotify: - name: signal_personal_number platform: signal_messenger url: \u0026#34;https://signal.example.com\u0026#34; number: \u0026#34;MOBILE_NUMBER\u0026#34; recipients: - \u0026#34;MOBILE_NUMBER\u0026#34; Immagine di copertina: torstensimon da Pixabay\n","date":"25.10.2021","externalUrl":null,"permalink":"/article/2021-notifiche-home-assistant-o-uptime-kuma-su-signal/","section":"Articles","summary":"","title":"Notifiche Home Assistant o Uptime Kuma su Signal","type":"article"},{"content":"","date":"25.10.2021","externalUrl":null,"permalink":"/tags/signal/","section":"Tags","summary":"","title":"Signal","type":"tags"},{"content":"Ho scritto non molto tempo fa un post sulla gestione della mia casa secondaria con Home Assistant. Grazie al componente la magia è possibile, ma un aggiornamento di HA ha complicato un po\u0026rsquo; le cose. Qualche giorno fa c\u0026rsquo;è stato il problema che il componente non riusciva più a collegarsi con le istanze remote, poi da sempre (per me) non è possibile visualizzare le camere remote.\nProblema collegamento istanze remote # Il primo caso si risolve aggiornando il componente all\u0026rsquo;ultima versione (\u0026gt; 3.4 o master) e installarlo anche nelle istanze remote. Inoltre nelle istanze remote si deve aggiungere alla configurazione 2 semplici righe:\nremote_homeassistant: instances: I dettagli li potete trovare nella issue su GitHub.\nVisualizzare camera di una istanza remota # Secondo un bug riportato su GitHub da molto tempo le camere remote non sono visibili nell\u0026rsquo;istanza principale. Non era un problema urgente per me, ma prima o poi volevo sistemare anche con un bricolage la situazione. Così ho aggirato il problema.\nRequisito / informazione # La webcam è accessibile tramite la rete dall\u0026rsquo;istanza principale di Home Assistant. Nel mio caso uso una Tapo C200 che dispone di uno stream rtsp.\nComando shell # Prima di tutto si deve scaricare l\u0026rsquo;immagine dalla istanza remota grazie all\u0026rsquo;api si HA. Questa permette di visualizzare un\u0026rsquo;immagine all\u0026rsquo;apertura della pagina in Lovelance.\nNella configurazione dell\u0026rsquo;istanza principale aggiungere:\nshell_command: take_camera_picture: \u0026#39;curl -X GET -H \u0026#34;Authorization: Bearer ABCDEF\u0026#34; -H \u0026#34;Content-Type: application/json\u0026#34; https://example.com/api/camera_proxy/camera.your_camera_name -o ./www/image.jpg\u0026#39; Sostituire l\u0026rsquo;indirizzo con quello della HA remota e dell\u0026rsquo;entità camera. Sostituire ABCDEF con un token permanente.\nChiamando questo comando è verrà salvata l\u0026rsquo;immagine image.jpg nella cartella /config/www/ (creare la cartella se non è presente, maggiori informazioni).\nAutomazione # Un automazione può chiamare il comando shell regolarmente per aggiornare l\u0026rsquo;immagine. Esempio per eseguire il comando ogni 15 minuti.\nalias: Save camera picture description: \u0026#39;\u0026#39; trigger: - platform: time_pattern minutes: /15 condition: [] action: - service: shell_command.take_camera_picture mode: single Camera generica # Nell\u0026rsquo;istanza principale creare una camera generica che utilizza l\u0026rsquo;immagine dell\u0026rsquo;automazione come immagine ferma e lo stream rtsp quando si vuole guardare lo streaming live.\ncamera: - platform: generic name: Camera RTSP stream_source: rtsp://user:password@1.2.3.4:554/stream2 still_image_url: https://home.momo.casa/local/image.jpg Sostituire il nome utente e password dello streaming rtsp, modificare anche l\u0026rsquo;indirizzo IP.\nLo so non è una soluzione super elegante, ma funziona!\nFoto copertina di Pexels da Pixabay\n","date":"20.10.2021","externalUrl":null,"permalink":"/article/2021-guarda-camera-casa-secondaria/","section":"Articles","summary":"","title":"Guarda camera da casa secondaria in Home Assistant","type":"article"},{"content":"I CMS come WordPress o Joomla sono comodi, ma necessitano degli aggiornamenti costanti, visto che regolarmente ci sono aggiornamenti di sicurezza abbastanza urgenti. Anche per questo che un da un anno sono ritornato indietro a un sito statico, per la precisione utilizzando Hugo. Così mi preoccupo di creare il contenuto e quando carico le nuove pagine non devo più pensare q quello c\u0026rsquo;è sul server.\nLo svantaggio di questo sistema è la necessità di avere un computer per generare nuovamente il sito e poi caricare tutto sul server. GIT e Github sono fantastici perché una volta configurati correttamente semplificano tanto la gestione dei nuovi contenuti.\nIn Github é possibile creare delle automazioni o Actions ogni qualvolta una nuova versione del codice viene caricata. Appena ho iniziato con Hugo ho configurato un automazione che aggiornasse il sito appena un nuovo post é caricato su una branch di Github. L\u0026rsquo;automatismo crea una macchina virtuale e al suo interno genera completamente il nuovo sito. Poi tutti i file vengono caricati tramite SFTP sul server. La procedura totale richiede parecchio tempo, la generazione richiede pochi secondi, mentre il caricamento di tutti i file (anche quelli invariati) necessita quasi 15 minuti. Decisamente troppo. Il tutto funziona e visto che il tempo a mia disposizione non é molto non ho potuto cercare una soluzione alternativa. Ma mi ha sempre dato molto fastidio.\nFinalmente ho trovato una soluzione funzionante e molto piú veloce. Sono certo che in giro ci sia una soluzione migliore, ma sono contento della performance ottenuta.\nIl fulcro della nuova soluzione prevede una copia su Github dell\u0026rsquo;ultima versione generata del sito. Visto che ne ho una di test e quella di produzione, ho creato due cartelle distinte. Hugo deve solo modificare i file modificati e tutti gli altri non sono toccati. Poi grazie a rsync vengono caricati solo i rispettivi file aggiornati. Dopo il caricamento öa nuova versione del sito é salvata nel repository, pronta per un nuovo post. Nelle opzioni di Hugo e rsync non si deve dimenticare l\u0026rsquo;opzione di eliminare i file non più necessari (opzione --cleanDestinationDir per Hugo e --delete per rsync).\nCosi sono riuscito a passare da 14-15 minuti a meno di 2, molto più accettabile per la mia pazienza.\nQuesto é il codice della mia Github Action per il sito di test, i campi secret sono configurati nelle impostazioni del repository:\nname: INT-BUILD-SITE on: push: branches: - integration jobs: deploy: runs-on: ubuntu-latest steps: - uses: actions/checkout@v2 with: submodules: true # Fetch Hugo themes fetch-depth: 0 # Fetch all history for .GitInfo and .Lastmod - name: Setup Hugo run: | sudo snap install hugo hugo --config config-integration.toml --minify --cleanDestinationDir --destination \u0026#34;public-integration/\u0026#34; #- name: Setup tmate session # uses: mxschmitt/action-tmate@v2 - name: rsync deployments uses: burnett01/rsync-deployments@5.1 with: switches: -avzr --delete path: public-integration/ remote_path: integration-site/ remote_host: ${{ secrets.SSH_SERVER }} remote_user: ${{ secrets.SSH_USER }} remote_key: ${{ secrets.SSH_PRIV_KEY }} - name: Archive production artifacts uses: actions/upload-artifact@v2 with: name: dist-without-markdown path: | public-integration ","date":"1.10.2021","externalUrl":null,"permalink":"/article/2021-aggiornare-automaticamente-sito-creato-con-hugo/","section":"Articles","summary":"","title":"Aggiornare automaticamente siti creati con Hugo","type":"article"},{"content":"","date":"1.10.2021","externalUrl":null,"permalink":"/tags/html/","section":"Tags","summary":"","title":"Html","type":"tags"},{"content":"","date":"1.10.2021","externalUrl":null,"permalink":"/tags/news/","section":"Tags","summary":"","title":"News","type":"tags"},{"content":"","date":"1.10.2021","externalUrl":null,"permalink":"/tags/sito-web/","section":"Tags","summary":"","title":"Sito Web","type":"tags"},{"content":"","date":"1.10.2021","externalUrl":null,"permalink":"/tags/sviluppo/","section":"Tags","summary":"","title":"Sviluppo","type":"tags"},{"content":" TL;DR # Utilizzando un ESP32 e Home Assistant con ESPhome è possibile controllare senza applicazione degli speaker Sonos (o altri media player). Questo è il mio progetto per permettere a mia figlia di gestire la musica a casa nostra (quando vogliamo).\nIntro # Stiamo sistemando una casa ed è arrivato il tempo di fare grandi pulizie tra tutte le cose che abbiamo accumulato. In un raid di pulizia è stato scoperto un vecchio registratore a cassette per bambini, purtroppo non è più funzionante (lo farò funzionare prima o poi). Questo ritrovamento ci ha reso attenti sul fatto che la nostra bambina non può facilmente ascoltare la musica visto che ora è tutta in streaming e servono delle app sul telefono per poterla ascoltare. Non come ai nostri tempi, quando eravamo giovani\u0026hellip;\nLa bambina potrebbe gestire tranquillamente lo smartphone, ma è un po\u0026rsquo; troppo presto. Così ho sviluppato una soluzione alternativa, creando una scatola che permettesse di gestire semplicemente degli speaker Sonos.\nHardware # La casa è equipaggiata con varie speaker Sonos nelle stanze importanti, una di queste è quella della bambina. Nella sua stanza ho installato una scatola in legno con dei pulsanti e un lettore di carte RFID (rc522). Il tutto è gestito da un ESP32. In un primo tempo ho provato a collegare l\u0026rsquo;ESP a una batteria, ma ho rinunciato perché la durata di una carica era di poche settimane. Appena ho un po\u0026rsquo; di tempo però mi occuperò di sistemare anche questo aspetto.\nSoftware # Home Assistant è una piattaforma fantastica e permette di interconnettere vari sistemi tra di loro. Spesso un produttore sviluppa un proprio sistema pensando solo ai propri prodotti. Raramente la piattaforma è aperta e permette un utilizzo da un sistema esterno. Ad esempio le lampade IKEA sono controllabili solo da interruttori IKEA. Mentre gli speaker Sonos sono gestibili sono con l\u0026rsquo;applicazione dello stesso produttore. Home Assistant distrugge queste bariere e permette (quasi sempre) di collegare tutto con tutto.\nESPhome # L\u0026rsquo;ESP32 nella scatola di comando è programmato tramite ESPhome. Nella scatola ho aggiunto questi switch:\nplay / pausa prossima canzone aumenter volume ridurre volume carta RFID presente I primi quattro comandi sono chiari, mentre l\u0026rsquo;ultimo deve essere un po\u0026rsquo; spiegato. Ho aggiunto uno switch per sapere quando è inserita una carta RFID per poter risparmiare il cosumo d\u0026rsquo;energia e attivare il lettore solo quando necessario.\nQuesta è la configurazione di ESPhome:\nsubstitutions: display_name: Ci Player esphome: name: ci-player-power platform: ESP32 board: firebeetle32 logger: api: password: !secret esphome_secret ota: password: !secret esphome_secret wifi: ssid: !secret wifi_ssid password: !secret wifi_password spi: clk_pin: GPIO18 mosi_pin: GPIO23 miso_pin: GPIO19 rc522_spi: cs_pin: GPIO21 reset_pin: GPIO22 binary_sensor: - platform: gpio pin: number: 25 id: ci_player_power_play name: ${display_name} Play filters: - delayed_off: 10ms - platform: gpio pin: number: 26 id: ci_player_power_next name: ${display_name} Next filters: - delayed_off: 10ms - platform: gpio pin: number: 14 id: ci_player_power_volume_up name: ${display_name} Volume up filters: - delayed_off: 10ms - platform: gpio pin: number: 27 id: ci_player_power_volume_down name: ${display_name} Volume down filters: - delayed_off: 10ms - platform: gpio pin: number: 4 id: ci_player_power_card_presence name: ${display_name} Card presence filters: - delayed_off: 10ms - platform: rc522 uid: AB-35-B5-22 name: ${display_name} Playlist 1 - platform: rc522 uid: 1B-8E-B6-22 name: ${display_name} Playlist 2 - platform: rc522 uid: 5B-AE-A2-22 name: ${display_name} Playlist 3 - platform: rc522 uid: 20-25-5C-2F name: ${display_name} Playlist 4 Automazioni in Home Assistant # Il collegamento tra il box di comando e gli speaker Sonos è fatto da due automazioni di Home Assistant. L\u0026rsquo;esperienza e la gestione sono rese migliori grazie alle seguenti variabili:\ninput_boolean.ci_player_blocco: è un interruttore per bloccare la possibilità di comandare gli speaker. Utile quando la bambina non fa la brava o deve dormire. input_number.ci_player_volume_min: il valore minimo del volume. Attualmente è possibile solo il volume minimo o massimo. input_number.ci_player_volume_max: il valore massimo del volume input_number.ci_player_delay: ritardo d\u0026rsquo;esecuzione tra un comando e l\u0026rsquo;altro. Così la bimba riesce ad ascoltare qualcosa input_select.ci_player_playlist: ultima playlist ascoltata input_select.ci_player_speaker: scegliere lo speaker da comandare con la scatola di comando La prima automazione si occupa di gestire i comandi (gli interruttori) e la seconda modifica la playlist da ascoltare in base alla scheda RFID inserita.\nIl contenuto delle playlist è gestito tramite l\u0026rsquo;app di Sonos e devono essere visibili come sorgente audio quando si aggiunge la card media player in Lovelance della cassa Sonos.\nGestione comandi # alias: Ci-player POWER - comandi description: PLAY - NEXT - VOLUME trigger: - platform: state entity_id: binary_sensor.ci_player_power_play from: \u0026#39;off\u0026#39; to: \u0026#39;on\u0026#39; id: play - platform: state entity_id: binary_sensor.ci_player_power_next from: \u0026#39;off\u0026#39; to: \u0026#39;on\u0026#39; id: next - platform: state entity_id: binary_sensor.ci_player_power_volume_down from: \u0026#39;off\u0026#39; to: \u0026#39;on\u0026#39; id: volume_down - platform: state entity_id: binary_sensor.ci_player_power_volume_up from: \u0026#39;off\u0026#39; to: \u0026#39;on\u0026#39; id: volume_up condition: - condition: state entity_id: input_boolean.ci_player_blocco state: \u0026#39;off\u0026#39; action: - choose: - conditions: - condition: state state: \u0026#39;on\u0026#39; entity_id: binary_sensor.ci_player_power_play sequence: - choose: - conditions: - condition: template value_template: \u0026gt;- {{ is_state(states(\u0026#39;input_select.ci_player_speaker\u0026#39;), \u0026#39;playing\u0026#39;) }} sequence: - service: media_player.media_play_pause data_template: entity_id: \u0026#39;{{ states (\u0026#39;\u0026#39;input_select.ci_player_speaker\u0026#39;\u0026#39;) }}\u0026#39; default: - service: media_player.select_source data_template: source: \u0026#39;{{ states(\u0026#39;\u0026#39;input_select.ci_player_playlist\u0026#39;\u0026#39;) }}\u0026#39; entity_id: \u0026#39;{{ states(\u0026#39;\u0026#39;input_select.ci_player_speaker\u0026#39;\u0026#39; 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Oppure cambiare la playlist scegliendo la musica che preferisce.\n","date":"29.09.2021","externalUrl":null,"permalink":"/article/2021-comando-bambini-per-sonos/","section":"Articles","summary":"","title":"Comando per bambini per speaker Sonos","type":"article"},{"content":"Quando ci si fa prendere dalle smart home non si riesce più a smettere e si vuole automatizzare tutto. Io ho iniziato dalla seconda casa in montagna e poi mi sono fatto prendere. In questo post voglio raccogliere le mie esperienze nella gestione della seconda casa, in particolare con Home Assistant.\nIl grosso problema è che il router LTE non ha un indirizzo IP pubblico e devo sfruttare un VPN per poter accedere dall\u0026rsquo;esterno alla rete della seconda casa.\nsoluzione 1 - VPN e logica separata # Il mio primo tentativo è stato con un collegamento VPN tra le due case creando una rete locale unica. La logica di controllo e automazione erano nella mia casa primaria.\nLa soluzione ha funzionato per un certo periodo, poi il router LTE cinese ha iniziato a non più funzionare correttamente e il VPN saltava regolarmente.\nsoluzione 2 - Router VPN dedicato # Non mi sono più fidato del router cinese e ho quindi cercato una soluzione più affidabile. Ho trovato un progetto (RaspAP) che trasforma un Raspberry Pi in un router VPN con una comoda interfaccia web.\nAnche questa soluzione dopo un certo periodo iniziava ad avere problemi, la situazione era stana perché adesso il problema era la wireless. Credo che il problema era dovuto ad alcuni nodi della rete e non da RaspAP.\nsoluzione 3 - Seconda istanza di Home Assistant # La terza (e spero ultima) iterazione del design prevede una nuova istanza di Home Assistant nella seconda casa. Questi sono i motivi principali:\nseconda integrazione ZHA per i sensori Zigbee (è possibile averne solo una per installazione di HA) gestione minima anche senza collegamenti internet resilienza e controllo alternativo in mancanza del collegamento VPN Non sono ancora super contento dei sensori Zigbee, perché ogni tanto si scollegano e non so il motivo. Però nelle due case uso dei sensori per le porte che s\u0026rsquo;è funzionano sono molto comodi.\nIl grosso cambiamento che ho fatto è stato prendere un router FritzBox (il modello FRITZ!box 6820v3 LTE) e fargli fare solo il router e access point per la wireless. All\u0026rsquo;unica presa di rete LAN ho collegato il Raspberry con HA. Ho cambiato il VPN da OpenVPN a Wireguard usando direttamente l\u0026rsquo;add-ons di Home Assistant. Così dalla casa primaria posso raggiungere l\u0026rsquo;istanza di HA e tutti i componenti presenti nella rete. L\u0026rsquo;unico svantaggio è che solo HA può accedere alla rete principale.\nPoi grazie a l\u0026rsquo;integrazione remote Home Assistant presente in Hacs è possibile collegare due istanze di HA. Deve essere installata nell\u0026rsquo;istanza primaria di HA e ci si collega alla seconda. Dopo è possibile visualizzare tutte le entità, dispositivi, automazioni, ecc ecc. Si può anche limitare le entità visibili, oppure aggiungere un prefisso a tutte le entità aggiunte, così da evitare conflitti con quelle già esistenti.\nLa possibilità di avere delle automazioni che girano in locale nella seconda casa mi permettono di aumentare la resilienza, avendo delle possibilità aggiuntive anche quando il VPN non funziona. Così ho creato delle automazioni che controllano regolarmente dei file .json su un sito. Nei file ci sono dei comandi che mi permettono di eseguire delle funzionalità basi che sono assolutamente indispensabili. Se non riesco a raggiungere Home Assistant attraverso il VPN, cambio i valori nel file di comando e se la seconda casa ha l\u0026rsquo;accesso a internet lo eseguirà alla prima occasione.\nSpero adesso di aver trovato la soluzione definitiva al mio problema.\n","date":"22.08.2021","externalUrl":null,"permalink":"/article/2021-gestione-casa-secondaria-con-home-assistant/","section":"Articles","summary":"","title":"Gestione casa secondaria con Home Assistant","type":"article"},{"content":" Finalmente ho trovato come far funzionare il Wake on LAN da Guacamole in docker, guarda questa guida. Se vuoi installare Guacamole con il database Postgres guarda questa guida. Accedere da remoto a un terminal SSH o a una sessione grafica con VNC/RDP può essere molto utile. In particolare se i device sono molti e se si cambia regolarmente la postazione di lavoro. Guacamole è una delle soluzioni open source sul mercato. Purtroppo non c\u0026rsquo;è un singolo container docker da installare e non è facile trovare una guida completa per l\u0026rsquo;installazione dall\u0026rsquo;inizio alla fine.\nQui sotto ho creato una piccola guida per l\u0026rsquo;installazione di Guacamole con un database mysql per la gestione degli utente e l\u0026rsquo;integrazione con Traefik per avere un collegamento https.\nRequisiti # Installazione funzionante di Traefik e relativi certificati per https (vedi esempio di base) Accesso con SSH alla macchina dove è installato docker Procedura per l\u0026rsquo;installazione # Database mysql # Generare il file di inizializzazione per il database mysql (potrebbe servire sudo) docker run --rm guacamole/guacamole /opt/guacamole/bin/initdb.sh --mysql \u0026gt; initdb.sql Il file generato deve essere passato (collegato come volume) al database per importare la struttura necessaria per Guacamole\nLanciare e creare il container del database (potrebbe servire sudo)\ndocker-compose up -d guacamole-db Guacamole # Creare i due container di Guacamole lanciando il seguente comando (potrebbe servire sudo). Viste le dipendenze dei vari container, verranno creati entrambi. docker-compose up -d guacamole Guacamole è funzionante e puoi collegarti all\u0026rsquo;interfaccia all\u0026rsquo;indirizzo: https://guacamole.example.com I dati per il primo login sono:\nuser: guacadmin password: guacadmin Ti consiglio di duplicare l\u0026rsquo;account di default e crearne uno nuovo di amministratore. Poi eseguire il login con il nuovo account e cancellare quello di default.\n2FA per Guacamole # Dalla versione 1.3.0 TOTP è integrato nel container docker (PR 471), purtroppo la documentazione non è ancora stata aggiornata.\nQuando l\u0026rsquo;installazione di Guacamole è funzionante è consigliato attivare l\u0026rsquo;autentificazione a 2 fattori (2FA).\nAggiungere il parametro TOTP_ENABLED: 'true' al container guacamole. Al primo login verrà presentato il QR per attivare il 2FA e verrà richiesto d\u0026rsquo;immettere un codice per confermare.\nDocker compose # guacd: image: guacamole/guacd container_name: guacd hostname: guacd restart: unless-stopped volumes: - /volume1/docker/guacamole/guacd/drive:/drive:rw - /volume1/docker/guacamole/guacd/record:/record:rw guacamole: image: guacamole/guacamole container_name: guacamole hostname: guacamole restart: unless-stopped depends_on: - guacd - guacamole-db environment: GUACD_HOSTNAME: guacd MYSQL_HOSTNAME: guacamole-db MYSQL_DATABASE: guacamole_db MYSQL_USER: guacamole_user MYSQL_PASSWORD: ${GUACAMOLE_PASSWORD} #TOTP_ENABLED: \u0026#39;true\u0026#39; links: - guacd labels: - \u0026#39;traefik.enable=true\u0026#39; - \u0026#39;traefik.http.routers.guacamole.rule=Host(`guacamole.${DOMAIN}`)\u0026#39; - \u0026#39;traefik.http.routers.guacamole.entrypoints=web-secure\u0026#39; - \u0026#39;traefik.http.routers.guacamole.tls=true\u0026#39; - \u0026#34;traefik.http.routers.guacamole.tls.certresolver=certificato\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.routers.guacamole.tls.domains[0].main=*.${DOMAIN}\u0026#34; #- \u0026#34;traefik.http.routers.guacamole.tls.options=myTLSOptions@file\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.routers.guacamole.service=guacamoleService\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.routers.guacamole.middlewares=guacamoleMdl\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.middlewares.guacamoleMdl.addprefix.prefix=/guacamole\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.services.guacamoleService.loadBalancer.server.port=8080\u0026#34; guacamole-db: image: mysql/mysql-server container_name: guacamole-db hostname: guacamole-db environment: MYSQL_USER: guacamole_user MYSQL_PASSWORD: ${GUACAMOLE_PASSWORD} MYSQL_DATABASE: guacamole_db restart: unless-stopped volumes: - ./initdb.sql:/initdb.sql\t#DB configuration file - /volume1/docker/guacamole/database:/var/lib/mysql/:rw Crediti Foto di Steve Buissinne da Pixabay\n","date":"13.07.2021","externalUrl":null,"permalink":"/article/2021-install-guacamole-on-docker-with-2fa/","section":"Articles","summary":"","title":"Installa Guacamole su Docker con Traefik e 2FA","type":"article"},{"content":"","date":"1.07.2021","externalUrl":null,"permalink":"/tags/firewall/","section":"Tags","summary":"","title":"Firewall","type":"tags"},{"content":"","date":"1.07.2021","externalUrl":null,"permalink":"/tags/nat/","section":"Tags","summary":"","title":"Nat","type":"tags"},{"content":"","date":"1.07.2021","externalUrl":null,"permalink":"/tags/opnsense/","section":"Tags","summary":"","title":"Opnsense","type":"tags"},{"content":"","date":"1.07.2021","externalUrl":null,"permalink":"/tags/pfsense/","section":"Tags","summary":"","title":"Pfsense","type":"tags"},{"content":"Ho alcuni servizi all\u0026rsquo;interno della mia rete che sono ospitati su un server locale. Alcuni di questi sono disponibili esternamente, mentre altri solo internamente. Sul DNS del pfSense ho configurato l\u0026rsquo;indirizzo locale per tutti i servizi, mentre sul DNS pubblico sono configurati solo i servizi accessibili da internet.\nIn questo periodo di home working sono sempre collegato alla rete di casa con il portatile del lavoro. Quando lavoro il laptop si collega al VPN dell\u0026rsquo;ufficio e viene modificato il DNS (quello locale non è più disponibile). Così ogni volta che voglio accedere ai miei servizi in locale il DNS riporta l\u0026rsquo;indirizzo IP pubblico.\nNormalmente i router fanno un redirect automatico, quello che ho ricevuto non lo fa. Inoltre come buona parte dei router standard degli ISP ci sono poche possibilità di configurazione e il laptop aziendale è completamente bloccato, quindi non mi resta che trvoare una soluzione con pfSense. Ho provato a cercare una soluzione e ho trovato molti suggerimenti su internet. Anche se la configurazione era la stessa a me non funzionava, tutto per colpa di un piccolo dettaglio.\nEsempio di rete Configurazione su pfSense e OPNsense # Prima di andare a configurare NAT e Virtual IP (VIP) si devono modificare le impostazioni avanzate dei firewall.\nImpostazioni per pfSense # System \u0026gt; Advanced nel tab Firewall \u0026amp; NAT attivare l\u0026rsquo;opzione Enable automatic outbound NAT for Reflection\nImpostazioni per OPNsense # Firewall \u0026gt; Impostazioni \u0026gt; Avanzate attivare l\u0026rsquo;opzione Automatic outbound NAT for Reflection\nConfigurazione # Adesso è possibile seguire le molte guide/post presenti su internet ed eseguire la configurazione sul proprio firewall.\nCreare un Virtual IP interfaccia: LAN tipo: IP alias indirizzo: indirizzo IP pubblico (esempio 1.2.3.4) subnet: /32 Creare un inoltro porta con NAT interfaccia: LAN destinazione: indirizzo IP pubblico (esempio 1.2.3.4) porte: a seconda del bisogno (esempio 443), oppure tutte le porte inoltra a: indirizzo IP server (esempio 192.168.2.2) reflection: use system default per pfSense o enable per OPNsense Applicare le configurazioni e testare. Vi consiglio di definire l\u0026rsquo;indirizzo di destinazione del server come alias (sotto il menu Firewall), così se dovete spostare il server dovete cambiare l\u0026rsquo;indirizzo in un solo punto e tutte le voste regole del firewall e NAT sono aggiornate.\nCrediti Foto copertina di Bruno /Germany da Pixabay\n","date":"1.07.2021","externalUrl":null,"permalink":"/article/2021-redirect-traffic-to-a-local-address/","section":"Articles","summary":"","title":"Redirect del traffico per un IP pubblico verso uno locale","type":"article"},{"content":"","date":"1.07.2021","externalUrl":null,"permalink":"/tags/virtual-ip/","section":"Tags","summary":"","title":"Virtual Ip","type":"tags"},{"content":"","date":"7.05.2021","externalUrl":null,"permalink":"/tags/gateway/","section":"Tags","summary":"","title":"Gateway","type":"tags"},{"content":"","date":"7.05.2021","externalUrl":null,"permalink":"/tags/lora/","section":"Tags","summary":"","title":"Lora","type":"tags"},{"content":"","date":"7.05.2021","externalUrl":null,"permalink":"/tags/things-network/","section":"Tags","summary":"","title":"Things Network","type":"tags"},{"content":"","date":"7.05.2021","externalUrl":null,"permalink":"/tags/ttn/","section":"Tags","summary":"","title":"Ttn","type":"tags"},{"content":"Il tempo passa in fretta e quattro anni volando a una velocità incedibile. Sembrava ieri quando ho partecipato a una campagna su Kickstarter per un gateway LoRaWAN e la possibilità di partecipare a una rete LoRa globale. The Things Network permette di partecipare a una rete LoRa globale mettendo a disposizione dei gateway sfruttabili da tutti.\nMi è sempre piacuta come filosofia e così 4 anni fa ho acquistato il mio primo vero gateway LoRa, ci stavo provando già da un po\u0026rsquo;, ma l\u0026rsquo;hardware che usavo era molto limitante (un solo canale rispetto agli 8 normali). Appena arrivato il pacco a casa mi sono subito precipitato a piazzarlo. Grande sorpresa, in Ticino il mio era il primo gateway ad apparire sulla cartina di TTN. Non era e non è ancora tutt\u0026rsquo;ora obbligatorio pubblicare il gateway sulla mappa, così ho provato a girare con un nodo LoRa per vedere se riuscivo a trovarne uno non pubblico. Ma niente, il Ticino non era ancora coperto da TTN, salvo attorno a casa.\nAttualmente gestisco due gateway e una manciata di sensori. Nel corso dell\u0026rsquo;anno TTN migrerà le applicationi e i gateway su una nuova piattaforma (Stack V3). Così una sera ho iniziato a migrare alcune applicazioni sul nuovo Stack e ho avuto una grande sorpresa. I dati trasmessi dai sensori di casa non sono ricevuti solo dal mio gateway, ma anche da un\u0026rsquo;altro. Così ho guardato sulla mappa di TTN per capire di chi poteva essere, ma nulla in zona. Però seconda sorpresa: in Ticino i gateway pubblicati sono parecchi, ed è bello vedere come la rete è cresciuta in questi anni. Dal mio primo gateway a ben 16 gateway pubblici e chissà quanti altri disponibili e non pubblicati.\nI gateway TTN pubblici del Ticino ","date":"7.05.2021","externalUrl":null,"permalink":"/article/2021-ttn-in-ticino/","section":"Articles","summary":"","title":"TTN in Ticino","type":"article"},{"content":"Molte guide per la configurazione di server SSH consigliano vivamente di eliminare il login con le password e passare a delle chiavi per server esposti a internet. Ho iniziato a sfruttare questa comodissima e sicura alternativa per il login quando mi sono interessato di Borg.\nPoi un giorno su Twitter ho visto questo tweet e mi sono interessato a mTLS.\n🇫🇷 Community Contribution 👉 Sécuriser #Traefik avec du mTLS by Romain Boulanger https://t.co/TofOPAYVYC\n\u0026mdash; Traefik Labs (@traefik) March 26, 2021 Mi sono interessato per capire cosa premette di fare mutual TLS o abbreviato mTLS e perchè molti consigliano (come per SSH) di aggiungerlo ai siti privati esposti a internet. Così è possibile proteggere un sito esposto senza la necessità di accedere tramite un VPN (soluzione comunque migliore). Però non sempre si riesce ad usare un VPN causa blocchi sui firewall oppure non è possibile installare software sul computer aziendale.\nDetto molto in parole semplici, basta creare un certificato e installarlo nel browser che si vuole usare.\nIdea # Voglio implementare mTLS su tutti i servizi ai quali accedo con HTTP e non ho chiamate da device diversi da un browser. In primis tutti i siti ai quali accedo da internet. Grazie a Traefik posso creare un collegamento sicuro TLS e poi aggiungere mTLS, poi l\u0026rsquo;applicazione stessa presenterà il proprio login quando richiesto.\nSpero che funzioni anche con Home Assistant e la sua applicazione per smartphone.\nCertificati # Se usi Cloudflare salta i prossimi passaggi e passa al sotto capitolo.\nPrima di tutto dobbiamo generare i certificati per i client. Purtroppo la strada non è così diretta come per le chiavi SSH e prima si deve creare una CA o certificate authority. La CA si occupa di firmare i certificati dei client.\nmkdir ca # generare una chiave privata openssl genrsa -aes256 -out ca/ca.key 4096 # generare un certificato CA openssl req -new -x509 -sha256 -days 1095 -key ca/ca.key -out ca/ca.crt Adesso si può passare al certificato client.\nmkdir client # generare una chiave privata openssl genrsa -out client/client.key 4096 # generazione di un Certificate Signing Request (CSR) openssl req -new -key client/client.key -sha256 -out client/client.csr # generazione del certificato client openssl x509 -req -days 365 -sha256 -in client/client.csr -CA ca/ca.crt -CAkey ca/ca.key -set_serial 1 -out client/client.crt # generazione del .p12 (file unico certificato + chiave) openssl pkcs12 -export -clcerts -in client/client.crt -inkey client/client.key -out client/client.p12 Attivare mTLS e certificati per Cloudflare # Cloudflare crea un piccolo problema visto il sistema di cache e proxy per mascherare il server origine. La comunicazione da internet al server web viene divisa in due, da internet al server Cloudflare e da Cloudflare al server web. Il client in internet non vede il certificato del server origine, perchè la comunicazione è terminata sui server Cloudflare.\nCi sono due possibilità per risolvere il problema (con vantaggi e svantaggi):\nsi disattiva la cache e il proxy PRO: certificato mTLS configurato come descritto sopra CON: l\u0026rsquo;IP di casa sarà visibile a tutti si configurano i certificati di Cloudflare PRO: IP di casa mascherato CON: il sito non è consultabile in locale all\u0026rsquo;interno della rete di casa Ho scelto la prima soluzione per poter accedere direttamente in locale al sito protetto da mTLS, anche in mancanza di internet.\nConfig Traefik # Sfrutto la configurazione di Traefik che ho pubblicato sul mio repository su GitHub. Basta aggiungere queste opzioni alla configurazione base di Traefik (nel file FileProvider/file-provider.toml).\n[tls.options] [tls.options.myTLSOptions] [tls.options.myTLSOptions.clientAuth] caFiles = [\u0026#34;client.crt\u0026#34;] # aggiungere tutti i certificati client necessari [\u0026#34;client1\u0026#34;,\u0026#34;client2\u0026#34;] clientAuthType = \u0026#34;RequireAndVerifyClientCert\u0026#34; Si possono aggiungere più certificati client in base ai bisogni o alla segnmentazione che si vuole fare.\nAl container Traefik in docker si deve aggiungere il collegamento ai certificati (per ogni certificato aggiunto nel file .toml):\nvolumes: ... - /your/path/cert/client/client.crt:/client.crt:ro Ora è possibile lanciare il docker-compose per ricreare il container di Traefik e attivare mTLS\nDocker # Traefik è pronto, ora è il turno dei container ai quali si vuole aggiungere mTLS. Se il container è già ok basta aggiungere una sola riga ed il gioco è fatto! Qui sotto ho messo l\u0026rsquo;esempio del container whoami.\nwhoami: image: containous/whoami container_name: whoami labels: - \u0026#34;traefik.enable=true\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.routers.whoami.rule=Host(`whoami.${DOMAIN}`)\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.routers.whoami.entrypoints=web-secure\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.routers.whoami.tls.certresolver=certificato\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.routers.whoami.tls.domains[0].main=*.${DOMAIN}\u0026#34; - \u0026#34;traefik.http.routers.whoami.tls.options=myTLSOptions@file\u0026#34;\t# la riga speciale da aggiungere per mTLS La riga da aggiugngere è:\n- \u0026#34;traefik.http.routers.CAMBIARE_NOME_ROUTER.tls.options=myTLSOptions@file\u0026#34; # ATTENZIONE cambiare il nome del router a seconda della propria configurazione Ricreare il container e prova a raggiungere il sito con il tuo browser. Adesso c\u0026rsquo;è un problema, a seconda del browser appare un errore (Brave, Chrome) o non appare niente (Firefox). Ma così potete testare che mTLS funziona correttamente.\nSi può testare tutto con il terminal con il seguente comando:\ncurl -sv https://whoami.example.com --cert client/client.crt --key client/client.key Aggiungere i certificati al browser # Nelle impostazioni del browser cercate certificati e dovete trovare il menu per importare i certificati. Nel browser Brave/Chrome il menu si chiama Gestisci certificati, mentre in Firefox devi cercare Mostra certificati. Selezionate il file con l\u0026rsquo;estensione .p12. Ora potete richiamare il sito e la prima volta vi verrà richiesto quale certificato volete inviare al server. Se adesso la pagina si apre, complimenti hai configurato mTLS.\nProblema cache del browser # Ho avuto alcuni problemi durante i vari tentativi di far funzionare i certificati mTLS e mi sono ritrovato ad avere dei certificanti non funzionanti in Chrome e gli stessi in Firefox funzionavano correttamente. Sono riuscito a trovare la soluzione qui.\nOppure meglio creare un profilo di test, così da poter fare tutti i disastri possibili senza perdere tutti i propri dati nel browser.\nAggiungere i certificati in Android (esempio Samsung) # Scaricare il file formato .p12 sullo smartphone android. Nel menu Impostazioni \u0026gt; Dati biometrici e sicurezza \u0026gt; Altre impostazioni di sicurezza \u0026gt; Installa da memoria dispositivo \u0026gt; Certificato utente app e VPN. Selezionare il certificato appena scaricato e installarlo. Dopo aver inserito la password per sbloccarlo e dato un nome vi basta visitare il sito.\nAggiungere i certificati in iOS # Non sono un grande utilizzatore di iOS quindi ho trovato questa guida.\nMio commento # Una volta capito il meccanismo del mutual TLS e il suo funzionamento con Traefik aggiungerlo ai vari container è un gioco da ragazzi, molto più semplice di un 2FA con Authelia. Naturalmente non è tutto rosa e fiori percHè come in ogni soluzione ci sono svantaggi. Questi iniziano quando non si usa il browser ma delle applicazioni dedicate come sullo smartphone, in questi scenari è difficile implementare mTLS.\nQueste sono le mie esperienze con alcuni tipi di servizi, naturalmente il funzionamento dipende dal tipo di utilizzo che faccio io:\nHome Assistant: funziona se usato con il browser e non con la Companion app (una PR è aperta). Non funzionano più le chiamate http da device non supportano mTLS. Al momento è più importante poter utilizzare l\u0026rsquo;app e quindi non uso mutual TLS. Grafana: funziona senza problemi Nodered: funziona senza problemi Plex: vista l\u0026rsquo;esperienza con HA non ho neanche provato, non so se è possibile installare certificati sulla TV Unifi: funziona senza problemi Ho notato che l\u0026rsquo;esperienza di utilizzo dei certificati client risulta migliore con Firefox rispetto ai browser basati Chromium (Brave, Chrome, \u0026hellip;). In Firefox si può dire al browser di ricordare la scelta e quindi non si è confrontati al avvio con la richiesta del certificato da usare. Questo mi dispiace perchè con Brave mi trovo bene.\nVi consiglio di provare anche voi mutual TLS.\nCrediti Ispirazione articolo da guida di Romain Boulanger Foto copertina di Rúben Gál da Pixabay\n","date":"10.04.2021","externalUrl":null,"permalink":"/article/2021-esempio-mtls-con-traefik/","section":"Articles","summary":"","title":"Esempio mutual TLS con Traefik","type":"article"},{"content":"","date":"10.04.2021","externalUrl":null,"permalink":"/tags/mtls/","section":"Tags","summary":"","title":"MTLS","type":"tags"},{"content":"","date":"21.03.2021","externalUrl":null,"permalink":"/tags/backup/","section":"Tags","summary":"","title":"Backup","type":"tags"},{"content":"","date":"21.03.2021","externalUrl":null,"permalink":"/tags/borg/","section":"Tags","summary":"","title":"Borg","type":"tags"},{"content":"Trovo l\u0026rsquo;idea di base di HomeAssistant fantastica, cioè di avere la proprima smart home in locale e non nel cloud . Purtroppo nel creare il mio primo setup di HA non ho trovato nessuna soluzione che mi soddisfacesse per eseguire in locale (sul mio NAS) il backup (o in linguaggio HA, snapshot). L\u0026rsquo;unica soluzione che ho trovato ricercando sui vari siti era quella di usare un add-on per fare il backup su Google Drive.\nMa perchè fare tutti gli sforzi per tenere tutto in locale e poi \u0026ldquo;regalare\u0026rdquo; i dati a Google? L\u0026rsquo;altro giorno mi sono accorto di una cosa che mi ha dato la marcia in più per cambiare il prima possibile. Io ho sempre caricato gli snapshot su Google Drive proteggendoli con una password, ma da alcune release di HA c\u0026rsquo;è l\u0026rsquo;opzione di eseguire uno snapshot prima del upgrade. Peccato che questo snapshot viene eseguito senza password.\nHo deciso di passare tutti i miei backup da Google Drive a Borg backup. Volendo c\u0026rsquo;è la possibilità di fare un backup offsite su Borg Base (con 10Gb gratis e degli interessanti piani a pagamento). Usare questo servizio non è un problema perchè Borg di base cripta tutti i dati e il provider non riesce ad interpretarli. Io ho già la mia soluzione con un NAS Synology con Borg backup e dei backup offsite.\nRequisiti # un server SSH con Borg backup Borg backup add-on in Home Assistant # Esiste un add-on di uno sviluppatore che integra in Home Assistant Borg backup. Io ho creato un fork per aggiungere una funzione supplementare (cleaning degli snapshot), ho anche fatto un PR per integrare il tutto nel repository principale (attualmente non ancora approvato).\nAd ogni esecuzione dell\u0026rsquo;add-on si esegue il backup sul server Borg.\nConfigurazione # La configurazione qui d\u0026rsquo;esempio si basa sul mio fork, ma è valida anche per l\u0026rsquo;add-on originale.\nNella schermata Supervisor \u0026gt; Negozio dei componenti aggiuntivi, cliccare sui 3 puntini in alto a destra poi su Repository. Incollare il link del repository https://github.com/frigi83/hassio-borg_backup e cliccare su aggiungi\nNella schermata Negozio dei componenti aggiuntivi è apparsa una nuova casella Borg Backup, cliccateci sopra e poi cliccate un installa.\nNella schermata del add-on aggiungere tutti i parametri del tab Configurazione, qui c\u0026rsquo;è un esempio. I tuoi valori dipenderanno dalla tua configurazione.\nuser: username host: borg.backup.example.com port: 22 path: ./data/hassio archive: hassio passphrase: GENERARE_UNA_PASSWORD\t# SALVATELA IN UN POSTO SICURO, altrimenti ciao backup prune_options: \u0026#39;--keep-daily=8 --keep-weekly=5 --keep-monthly=13\u0026#39; local_snapshot: 3 Avviare l\u0026rsquo;add-on dal tab Informazioni\nNel tab Registro appare la chiave generata per Hassio (vedi esempio sotto), copiarla nel file .ssh/authorized_keys come una nuova riga sul server SSH con Borg. In questo esempio si deve copiare ssh-ed25519 AAAAC3.....U0i hassio.\n[15:15:00] INFO: A public/private key pair was generated for you. [15:15:00] NOTICE: Please use this public key on the backup server: [15:15:00] NOTICE: ssh-ed25519 AAAAC3NzaC1lZDI1NTE5AAAAIHRHnaf0uiRPxVYKJ8PcfK5GJLz/omuZYS5627v1+U0i hassio [15:15:00] INFO: Trying to initialize the Borg repository. Così al prossimo avvio del add-on ci si può collegare al server SSH e avviare il backup\nConfigurazione automazione # Questo add-on non si auto esegue e quindi serve un automazione per eseguire lo snapshot e poi eseguire il backup. Ho creato un\u0026rsquo;automazione unica che prima esegue lo snapshot e poi dopo un ritardo di 2 ore esegue il backup.\nalias: Borg Backup description: \u0026#39;\u0026#39; trigger: - platform: time at: \u0026#39;03:25:00\u0026#39; condition: [] action: - service: hassio.snapshot_full data: {} - delay: hours: 2 minutes: 0 seconds: 0 milliseconds: 0 - service: hassio.addon_start data: addon: ea8a4296_borg_backup\t# MODIFICARE SECONDO IL PROPRIO HASSIO mode: single Funzione aggiuntiva # Nel mio fork come detto ho aggiunto una funzione, che permette di fare il clean dei vecchi snapshot presenti su Home Assistant. Questi file possono raggiungere anche parecchie centinaia di Mb, nel mio caso si parla di circa 500Mb per ogni snapshot. Per Borg non è un problema grazie alla deduplicazione, mentre in locale si può riempire abbastanza velocemente la memoria.\nGrazie al parametro local_snapshot si può definire quanti snapshot devono rimanere su Home Assistant al termine del backup. Nel esempio sopra vengono mantenuti i 3 snapshot più recenti, tutti gli altri sono eliminati.\nVorta # Si può aggiungere la stessa configurazione su Vorta, così da poter accedere ai vari backup da un\u0026rsquo;altra postazione, in caso di necessità di ripristino. Vi consiglio di farlo subito e non aspettare il momento del bisogno. Importante è salvare in un posto sicuro la passphrase per poter ricuperare i backup, senza questa password non è possibile ricuperare i backup.\nFoto articolo di: Bethany Drouin da Pixabay\n","date":"21.03.2021","externalUrl":null,"permalink":"/article/2021-borg-backup-home-assistant/","section":"Articles","summary":"","title":"Borg Backup in Home Assistant","type":"article"},{"content":"Al giorno d\u0026rsquo;oggi è facile e poco costoso ottenere delle SIM per applicazioni da gestire a distanza, situate spesso in luoghi remoti. Io ho una casa in montagna che voglio, a due ore di macchina da dove abito. Li la corrente può saltare ogni tanto, oppure il collegamento con l\u0026rsquo;antenna del provider non sempre funziona bene.\nIn uno di questi casi mi è capitato di perdere il collegamento con il Raspberry che mi fa da VPN router. Cosa fare per evitare queste situazioni? Un riavvio di solito aiuta sempre, o come dicono in tedesco: \u0026ldquo;reboot tut immer gut\u0026rdquo;. Ma come fare se non si ha più la comunicazione? Si attiva un watchdog sul Raspberry. Alcuni si chiederanno cos\u0026rsquo;è un watchdog, perchè non tutti hanno programmato dei microcontrollori. Lì è nato il watchdog che permette di riavviare il microcontrollore se il programma si blocca, spesso ero un timer da resettare regolarmente e se non veniva fatto in tempo allora tutto si riavviava.\nEsempio pratico # Abbiamo un Raspberry che quando funziona normalmente riesce a raggiungere il nostro router all\u0026rsquo;indirizzo 192.168.1.1. Il watchdog verifica con un ping regolari ogni 30 secondi la possibilità di raggiungere l\u0026rsquo;IP del router, se non è possibile si procede con un reboot del Raspberry.\nPassaggi per il Raspberry # Installare watchdog sul Raspberry, quindi in una finestra del terminale o in SSH eseguire il seguente comando:\nsudo apt install watchdog Creare o modificare il file di configurazione di watchdog\nsudo nano /etc/watchdog.conf Copiare o mdificare i seguenti parametri per eseguire il ping di 192.168.1.1 ogni 30 secondi.\nping = 192.168.1.1 # IP da testare repair-binary = /usr/sbin/reboot # comando da eseguire in caso di problemi admin = root interval = 30 # intervollo del ping (deve essere \u0026lt; di 59) realtime = yes priority = 1 Avviare il servizio watchdog e testare lo stato:\nsudo service watchdog start sudo service watchdog status Salvate il file e riavviate il Raspberry e provate a interrompere il collegamento per verificare che il watchdog funzioni.\nsudo reboot Osservazioni # Il comando da eseguire in caso di problemi può essere differente da un reboot, potete modificare il valore di repair-binary con il vostro comando.\nSi possono aggiungere multipli indirizzi IP da verificare\nCi sono parecchie configurazioni che possono essere eseguite, consultate il manuale con il comando man watchdog e man watchdog.conf\nEsistono delle HAT per avere un watchdog hardware, che permettono di essere indipendenti dal OS. Perchè potrebbe capitare che il watchdog software sia bloccato da qualche processo\nCrediti foto di copertina: foto di Benjamin Nelan from Pixabay\n","date":"12.03.2021","externalUrl":null,"permalink":"/article/2021-watchdog-raspberry/","section":"Articles","summary":"","title":"Configurare watchdog su Raspberry Pi","type":"article"},{"content":"","date":"12.03.2021","externalUrl":null,"permalink":"/tags/raspberry/","section":"Tags","summary":"","title":"Raspberry","type":"tags"},{"content":"Ma serve veramente fare un backup? La mia risposta è: assolutamente si! Quante volte grazie ai salvataggi sono riuscito a evitare grandi problemi e la perdita di informazioni importanti. Avere un sistema di backup automatico è ancora più importante, perchè se lo facciamo manualmente è di sicuro la prima attività che rimandiamo. Ma quando ci serve poi è troppo tardi.\nNegli ambienti Unix like (Linux, macOS,\u0026hellip;) esiste un sistema molto comodo e veloce: Borg backup. Veloce e anche molto efficace nel non occupare troppo spazio. Quest\u0026rsquo;ultimo punto è importante per me perchè oltre i backup sul mio NAS regolarmente copio tutto su un server esterno (off-site backup). Server che è a pagamento e quindi devo cercare di ridurre il bisogno di spazio.\nProblema con Synology # I NAS Synology sono ottimi e li trovo anche molto stabili, perfetti per gestire i miei dati di casa. Tra le multiple opzioni offerte purtroppo però non c\u0026rsquo;è Borg. Questo non è un grosso problema perchè posso usare Samba per fare il backup, ma Samba non mi ha mai convinto.\nSu Synocommunity esiste un pacchetto già pronto per Borg, ma non è molto aggiornato. Cosa fare?\nBorg backup server su Docker # Aggirare il problema è possibile grazie a Docker, creando un container con un server SSH e Borg (il mantainer di Borg non vuole creare un container ufficiale). Ma mantenere un\u0026rsquo;immagine sempre aggiornata, per un amatore con poco tempo libero, non è facile. Quindi basta customizzare un container già presente, in questo caso ho preso OpenSSH di Linuxserver.io.\nCreare il proprio server Borg su Docker (how to) # Ecco la ricetta per creare il proprio server SSH e Borg.\ndocker-compose # Grazie a docker-compose è possibile creare il container e ricrearlo se ci sono aggiornamenti. Su questo mio repository ci sono alcuni esempi di come si può usare (traefik in questo caso no serve).\nbackup-server: image: linuxserver/openssh-server container_name: backup-server environment: - PUID=CHANGE_YOUR-UID-NUMBER - PGID=CHANGE_YOUR-GID-NUMBER - TZ=CHANGE_YOUR_TIME_ZONE - PUBLIC_KEY=CHANGE_SSH-CLIENT-PUB-KEY - SUDO_ACCESS=false - PASSWORD_ACCESS=false - USER_NAME=CHANGE_USER-NAME volumes: - /volume1/docker/backup/config:/config ports: - 12222:2222 Cambiare tutte le variabili e i volumi secondo il proprio sistema. La chiave pubblica SSH del client può essere creata direttamente da Vorta (vedi il prossimo capitolo). Il UIDe GIDpossono essere letti nel sistema host di docker lanciando il comando ìd.\nscript # Nella cartella /config che è collegata con il container creare una nuova cartella: /config/custom-cont-init.d. In questa cartella creare uno script, il nome è indifferente (esempio: borg.sh).\n#!/bin/bash echo \u0026#34;**** installing borg backup ****\u0026#34; apk add --no-cache borgbackup Il container di Open SSH è aggiornato regolarmente e ad ogni aggiornamento del container e riavvio dello stesso verrà installata l\u0026rsquo;ultima versione di Borg backup presente nel repository di Alpine Linux.\nAggiungere una cartella /config/data (o in un\u0026rsquo;altra posizione) per raccogliere i dati dei backup.\nVorta # Sul mio computer Ubuntu uso Vorta come interfaccia grafica per gestire i backup. Sono un po\u0026rsquo; pigro nel usare alcuni sistemi solo con linea di comando, in particolare se non li uso tutti i giorni (perchè mi dimentico i comandi).\nTra le funzioni carine che trovo in Vorta (oltre a Borg Backup) ci sono:\npossibilità di scegliere se eseguire o no il backup in base al Wifi (utile per quando si fa roaming con il telefono) programmare l\u0026rsquo;esecuzione automatica visualizzazione dei backup eseguiti mounting dei vari punti di ripristino per consultare i singoli file Prossimi passi # gestire i backup di Home Assistant con Borg creare procedura per il backup dei raspberry pi Foto di: Bethany Drouin da Pixabay\n","date":"10.03.2021","externalUrl":null,"permalink":"/article/2021-borg-backup-docker/","section":"Articles","summary":"","title":"Borg Backup server in Docker","type":"article"},{"content":"I recenti cambi dei termini di Whatsapp hanno portato parecchie persone a trovare alternative e provare vari servizi come Telegram e Signal. Io usavo già da un po\u0026rsquo; Telegram, ma i previsti cambiamenti non mi piacciono e quindi ho deciso di passare a Signal.\nAttualmente (9.3.2021) l\u0026rsquo;applicazione desktop di Signal parte come applicazione normale e non può essere minimizzata ad icona di sistema. Nelle impostazioni non c\u0026rsquo;è possibilità di selezionare questa opzione. Però la possibilità c\u0026rsquo;è ed è nascosta in questo Issue su Github.\nProcedura per Ubuntu # Aprire l\u0026rsquo;applicazione Applicazioni d'avvio e aggiungere Signal. Nella riga comando è possibile aggiungere il seguente comando e il gioco è fatto!\nsignal-desktop --start-in-tray Salva e riavvia per testare se funziona.\nProcedura per Windows 10 # Premere WIN + R e lanciare il seguente comando:\nshell:startup Identificare il collegamento per l\u0026rsquo;applicazione Signal, se non è presente aggiungerlo. Aprire le Proprietà (tasto destro del mouse sul collegamento) e nella casella Destinazione aggiungere alla fine la seguente opzione di esecuzione: --start-in-tray. Qui sotto è riportato un esempio.\n# ESEMPIO IL LINK POTREBBE ESSERE DIVERSO C:\\Programs\\signal-desktop\\Signal.exe --start-in-tray Applicare le impostazioni e il gioco è fatto. Anche in questo caso puoi riavviare per testare.\nImmagine di copertina: torstensimon da Pixabay\n","date":"9.03.2021","externalUrl":null,"permalink":"/article/2021-signal-ridotto-ad-icona/","section":"Articles","summary":"","title":"Eseguire Signal desktop ridotto ad icona","type":"article"},{"content":"In Home Assistant visualizzo alcune immagini di webcam presenti in zona della mia casa in montagna. A volte è interessante capire com\u0026rsquo;è stato la meteo nelle ultime ore.\nCosì ho cercando un po\u0026rsquo; su internet alcune possibili soluzioni, ma non ho trovato un\u0026rsquo;integrazione utile. Così ho esteso la ricerca e ho trovato questo spunto.\nIdea di base # La webcam è configurata come camera generic e un automazione salva a cadenza regolare le immagini in una cartella specifica. Durante la notte un\u0026rsquo;altra automazione crea il timelapse e cancella i file delle immagini.\nConfigurazione di base # Prima di tutto si deve aggiungere la seguente configurazione nel file configuration.yaml per permettere di salvare le foto della webcam. Nel esempio sotto la cartella è /config/photo. Questo esempio si riferisce ad hass.io, altrimenti potrebbe essere necessario togliere la cartella /config.\nhomeassistant: allowlist_external_dirs: - \u0026#34;/config/photo/\u0026#34; Automazione - salvare foto webcam # Questa automazione permette di scaricare ogni 30 minuti una foto della webcam scelta. La condizione scatta le foto solo quando c\u0026rsquo;è luce, io ho aggiunto anche però qualche foto prima dell\u0026rsquo;alba e dopo il tramonto.\nLe foto sono salvate in una cartella dedicata e hanno un nome in base alla data e l\u0026rsquo;ora (per ordinarle in seguito).\nalias: Take photo from webcam description: \u0026#39;\u0026#39; trigger: - platform: time_pattern minutes: /30 condition: - condition: sun before: sunset before_offset: \u0026#39;01:00:00\u0026#39; after: sunrise after_offset: \u0026#39;-01:00:00\u0026#39; action: - service: camera.snapshot data: filename: \u0026gt;- /config/photo/webcam1/webcam1_{{ now().strftime(\u0026#34;%Y%m%d-%H%M\u0026#34;) }} entity_id: camera.generic_camera mode: single Configurazione - comandi shell # Nella configurazione di HA aggiungere il seguente comando per generare il timelapse con ffmpeg (il coltellino svizzero della conversione video). Le opzioni importanti da modificare sono (per generare un video mp4):\n-framerate: in questo esempio il video verrà generato con 2 immagini al secondo -i: la cartella e il formato delle immagini scaricate -crf: la qualità del video generato, il valore deve essere tra 0 e 51 -y: il nome e la cartella dove creare il video Il secondo comando disponibile serve per cancellare le foto una volta generato il timelapse.\nshell_command: timelapse_webcam1: \u0026#39;ffmpeg -framerate 2 -pattern_type glob -i \u0026#34;/config/photo/webcam1/*.jpg\u0026#34; -c:v libx264 -crf 30 -pix_fmt yuv420p -y /config/www/webcam1/webcam1.mp4\u0026#39; delete_files_webcam1: \u0026#39;rm -f /config/photo/webcam1/*.jpg\u0026#39; Automazione - generare timelapse e cancellare file # Questa è l\u0026rsquo;automazione che si occupa di far eseguire i comandi descritti in precedenza. Nel mio caso faccio eseguire l\u0026rsquo;automazione durante la notte. Tra un comando ho aggiunto un ritardo di 30 min.\nalias: \u0026#39;Generate timelapse \u0026#39; description: \u0026#39;\u0026#39; trigger: - platform: time at: \u0026#39;00:30:00\u0026#39; condition: [] action: - service: shell_command.timelapse_webcam1 data: {} - delay: \u0026#39;00:30:00\u0026#39; - service: shell_command.delete_files_webcam1 data: {} mode: single Pagina HTML e visualizzazione in Lovelace # Questo è l\u0026rsquo;ultimo capitolo che permette di visualizzare nella schermata di Lovelace il video del timelapse creato. Aggiungere nella cartella /config/www/webcam1 il seguente file HTML chiamandolo webcam1.html.\n\u0026lt;!DOCTYPE html\u0026gt; \u0026lt;html\u0026gt; \u0026lt;head\u0026gt; \u0026lt;title\u0026gt;Webcam1 timelapse\u0026lt;/title\u0026gt; \u0026lt;meta charset=\u0026#34;UTF-8\u0026#34;\u0026gt; \u0026lt;meta name=\u0026#34;viewport\u0026#34; content=\u0026#34;width=device-width, initial-scale=1.0\u0026#34;\u0026gt; \u0026lt;link rel=\u0026#34;stylesheet\u0026#34; href=\u0026#34;https://cdn.plyr.io/3.6.3/plyr.css\u0026#34;\u0026gt; \u0026lt;meta http-equiv=\u0026#34;Cache-Control\u0026#34; content=\u0026#34;no-cache, no-store, must-revalidate\u0026#34; /\u0026gt; \u0026lt;meta http-equiv=\u0026#34;Pragma\u0026#34; content=\u0026#34;no-cache\u0026#34; /\u0026gt; \u0026lt;meta http-equiv=\u0026#34;Expires\u0026#34; content=\u0026#34;0\u0026#34; /\u0026gt; \u0026lt;/head\u0026gt; \u0026lt;body\u0026gt; \u0026lt;video id=\u0026#34;player\u0026#34; poster=\u0026#34;video.jpg\u0026#34; autoplay loop muted\u0026gt; \u0026lt;source src=\u0026#34;webcam1.mp4\u0026#34; type=\u0026#34;video/mp4\u0026#34; size=\u0026#34;720\u0026#34;\u0026gt; \u0026lt;/video\u0026gt; \u0026lt;script src=\u0026#34;https://cdn.plyr.io/3.6.3/plyr.js\u0026#34;\u0026gt;\u0026lt;/script\u0026gt; \u0026lt;script\u0026gt;const player = new Plyr(\u0026#39;#player\u0026#39;);\u0026lt;/script\u0026gt; \u0026lt;/body\u0026gt; \u0026lt;/html\u0026gt; Nella dashboard di Lovelance basta aggiungere una card per un iframe con i seguenti valori. Nell\u0026rsquo;URL della card del iframe si deve sostituire la cartella di base /config/www/ con /local/.\ntype: iframe url: /local/webcam1/webcam1.html aspect_ratio: 80% title: Timelapse Webcam1 Conclusione # Grazie a questa configurazione ogni volta che si apre la dashboard il video del timelapse parte automaticamente. Il video però si riferisce alle immagini del giorno precedente. Se si dispone di abbastanza potenza di calcolo è possibile eseguire regolarmente la generazione del video, on-demand è però difficile.\n","date":"24.01.2021","externalUrl":null,"permalink":"/article/2021-timelapse-in-home-assistant/","section":"Articles","summary":"","title":"Timelapse in Home Assistant","type":"article"},{"content":"Una lettera della Swisscom arrivata due anni fa, ha creato un problema per la gestione del riscaldamento della casa in montagna. Perchè ci hanno comunicato della cessazione a fine 2020 del servizio GSM o 2G (vecchia generazione di telefonia). L\u0026rsquo;attuale modem presente nel modulo di comando installato 7 anni fa non è compatibile con il 3G o superiore e quindi era da sostituire. Ma con cosa?\nIl produttore svizzero del modulo ha in catalogo una nuova versione del modulo di comando al modico prezzo di 900 CHF. Un po\u0026rsquo; troppo per un semplice contatto e un termometro il tutto gestito con SMS.\nNell\u0026rsquo;era del IoT mi sono detto si può fare di meglio e magari anche di più. Alla peggio programmo io qualcosa con Arduino se non riesco a trovare niente. Mi sono messo a cercare alternative per un rimpiazzo uno a uno della soluzione esistente, ma nulla mi soddisfaceva. Un giorno per caso ho provato gli hub per la gestione delle smart home. In questo ambito le soluzioni open source sono parecchie, due in particolare hanno attirato la mia attenzione: OpenHAB e Home Assistant. Qui mi si è aperto un mondo.\nHo provato a installare entrambe le soluzioni per capire i vantaggi e svantaggi di una e dell\u0026rsquo;altra. Abbastanza velocemente ho abbandonato OpenHAB, perchè quasi tutto deve essere fatto tramite un file di configurazione. Fare la prima programmazione non sarebbe stato un problema, ma se in futuro devo modificare qualcosa devo studiare di nuovo tutto.\nHome Assistant non è la soluzione completamente opposta, però molti aspetti sono gestibili da un\u0026rsquo;interfaccia grafica. Le cose però che mi hanno fatto scattare il colpo di fulmine sono state essenzialmente due: le molteplici (si parla di oltre 1700 al momento) integrazioni già pronte e alcuni add-ons (applicazioni) pronte all\u0026rsquo;uso in un solo click. Naturalmente non tutto è rosa e fiori e anche in questo caso ci sono delle note grigie. Anche in questo caso si deve scrivere alcune linee di codice nel file di configurazione. L\u0026rsquo;aspetto che mi lascia un po\u0026rsquo; l\u0026rsquo;amaro in bocca è quello di non poter eseguire tutta la soluzione con Supervisor in Docker, questo è un aspetto più tecnico e legato a come ho organizzato il mio sistema di casa. Il Supervisor permette di: installare gli add-ons e creare delle snapshot per il backup. L\u0026rsquo;unico modo per sfruttare queste potenzialità è di installare Home Assistant con una delle immagini precompilate per alcune piattaforme, tra la più conosciuta c\u0026rsquo;è il Raspberry che però ha problemi dovuti alla continua lettura/scrittura della scheda SD (problema risolvibile con un SSD).\nHo deciso d\u0026rsquo;installare Home Assistant su un Raspberry Pi 4, perchè gli add-ons sono veramente comodi. Se poi un giorno troverò una soluzione alternativa per avere tutte queste potenzialità in docker la seguirò subito.\nMa per evitare super divagazioni ritorniamo al problema iniziale, il riscaldamento della casa in montagna. Ho iniziato a testare la soluzione a casa mia per capirne un po\u0026rsquo; i segreti e giorno dopo giorno mi sono innamorato di questo software. La creatività spesso è la sola limitazione, ma nel mio caso è il fattore WAF la limitazione maggiore.\nCosa gestisco in Home Assistant adesso:\nvari sensori ambientali (temperatura, umidità,\u0026hellip;) gestione della TV senza il telecomando a IR controllo della luce nella stanza della nostra bimba permettere alla bimba di controllare le casse Sonos senza il telefono e naturalmente il riscaldamento della casa in montagna Grazie a Home Assistant e alcune conoscenze di rete riesco a controllare la casa in montagna come se fosse una semplice stanza di casa mia (site to site VPN). Così ho una sola istanza di HA e si trova sempre vicino a me in caso di necessità. La casa in montagna è collegata ad un router wifi con una scheda SIM (ho optato per una scheda di Digital Republic), il tutto poi è collegato con una VPN al mio router di casa. Così le due case sono nella stessa rete e la gestione è un po\u0026rsquo; più semplice.\nPrima d\u0026rsquo;iniziare questa avventura ero molto scettico (e lo sono ancora) sulle smart home. In particolare sulla gestione delle case tramite internet e i suoi problemi legati alla mancanza d\u0026rsquo;internet o dei servizi dei vari provider. Inoltre che fine fanno i vari dati? Con Home Assistant tutto resta all\u0026rsquo;interno di casa tua. Se non funziona qualcosa, vuol dire che hai sbagliato qualcosa tu.\nHardware gestito con Home Assistant # Attualmente a casa mia gestisco ho configurato HA per comunicare il seguente hardware:\ncasse Sonos sensori Xiaomi BLE sensori Xiaomi Zigbee sensori LoraWAN (The Things Network) smart relé Shelly lampadina e telecomando IKEA telecamera TAPO Tp-Link telecomando virtuale Broadlink rete Unifi microcontrollore ESP32 con un mio programma Conclusione # Devo dire che sono contento di questa esperienza con Home Assistant e quello che sono riuscito a creare. Non sempre è facile, però ti permettere di collegare tutto con tutto. Se siete chiusi a casa e volete automatizzare qualcosa a casa, provate! Proverò a scrivere alcuni approfondimenti su alcune presonalizzazioni che ho implementato.\n","date":"24.01.2021","externalUrl":null,"permalink":"/article/2021-esperienza-con-home-assistant/","section":"Articles","summary":"","title":"La mia esperienza con Home Assistant","type":"article"},{"content":"La pandemia è il solito tema onnipresente in tutti i discorsi di questi giorni. Questo non è da meno, ma semplicemente come spunto di partenza per il mio progetto per le vacanze di natale 2020.\nIn questo anno particolare dettato dalla pandemia e dalle varie chiusure ci si deve reinventare. I blocchi degli allenamenti e dei tornei mi forzano a trovare alternative al curling. Poi grazie a Twitter mi è venuta in mente un\u0026rsquo;idea. Perché durante le mie vacanze di natale non provo a programmare un sito per aiutare l\u0026rsquo;allenamento dello sweeping a casa?\nNon sono un programmatore ma un semplice amatore che adora imparare qualcosa di nuovo nell\u0026rsquo;ambito delle tecnologie informatiche. Due piccioni con una fava, coniugate il mio sport preferito con uno dei miei hobby.\nNon voglio dilungarmi in spiegazioni tecniche su perché ho scelto una cosa rispetto all\u0026rsquo;altra. Il sito che ho creato è raggiungibile all\u0026rsquo;indirizzo: sweeping.frigi.ch.\nNon è perfetto e non è terminato. Ci sono parecchie cose che si possono fare, ma ahimè il tempo a disposizione non è tanto. Però il tutto è stato creato sulla base open source e quindi tutto il codice è disponibile liberamente. Se qualcuno ha le capacità può aiutarmi nel far evolvere questo sito. Non si deve per forza essere dei programmatori, tutti possono aiutare per esempio con le traduzioni (il mio inglese è pessimo).\nSmaltite anche voi il panettone di natale e sconfiggiamo da casa questo virus (restando in forma).\n","date":"13.01.2021","externalUrl":null,"permalink":"/article/2021-sweeping-training/","section":"Articles","summary":"","title":"Curling Sweeping Training","type":"article"},{"content":" Ho usato per un po\u0026rsquo; Authelia, ma ho avuto il problema con alcuni servizi.\nVi cosiglio di usare invece dei certificati cliente (mTLS) e seguire questa guida.\nDurante il mio ultimo giorno di vacanza mi sono imbattuto in un tweet con una guida interessante su traefik e OAuth.\nGoogle OAuth with Traefik - Secure SSO for Docker Serviceshttps://t.co/QjGA6b7Tn3 pic.twitter.com/ussXNNBzko\n\u0026mdash; SimpleHomelab (@SimpleHomelab) June 3, 2020 Si spiega l\u0026rsquo;utilizzo di un container Docker che permette di rigirare le richieste di login a Google. Fino a questo punto interessante, ma ho già realizzato questa soluzione e pubblicato su GitHub tutte le configurazioni. Verso la fine si fa riferimento a un\u0026rsquo;altro container che non fa parte della guida, ma che è usato dagli autori: Authelia.\nCos\u0026rsquo;è Authelia? Breve ricerca in Google ed ecco la risposta: un server di autenticazione open-source installabile in un container Docker. Mette a disposizione una pagina di login e mette a disposizione le seguenti ulteriori misure di protezione: autenticazione 2 fattori (2FA) e Single Sign-On (SSO). Bello! Così posso essere indipendente da provider esterni e gestire tutto localmente. L\u0026rsquo;opzione dell\u0026rsquo;utilizzo della chiave fisica per 2FA mi piace tantissimo,infatti io uso da un po\u0026rsquo; di tempo una Yubikey.\nTornato a casa mi metto a testare e provare configurazioni varie e voilà la configurazione funziona. Alcune ore di lavoro in più mi permettono di pubblicare su GitHub un esempio di configurazione per chi fosse interessato. Integrando un esempio di SSO con l\u0026rsquo;applicazione Grafana.\nSono molto contento della soluzione, che mi porta una maggiore flessibilità nella gestione della mia rete di casa.\n","date":"28.06.2020","externalUrl":null,"permalink":"/article/2020-sso-and-2fa-for-traefik-and-docker-container/","section":"Articles","summary":"","title":"SSO and 2FA for Traefik and Docker containers","type":"article"},{"content":" TLTR # Ho creato su GitHub un repository con esempi di configurazione di traefik (versione 2.x). Trovi dei file docker-compose e la guida per utilizzare l\u0026rsquo;esempio al meglio.\nArticolo # Ho scritto il post in inglese così da condividere le informazioni con il maggior numero di persone. Puoi cambiare la lingua in alto a destra.\nBuon divertimento!\n","date":"9.06.2020","externalUrl":null,"permalink":"/article/2020-traefik-examples/","section":"Articles","summary":"","title":"Esempi di configurazione per Traefik 2.x","type":"article"},{"content":"Non sono un grande sviluppatore di siti e non ho problemi ad ammetterlo. Mi piace avere uno spazio dove poter \u0026ldquo;strusare\u0026rdquo; e condividere quello che faccio.\nUn sito web non si crea da solo e quando ti ci metti un po\u0026rsquo; i problemi aumentano esponenzialmente. Puoi crearlo basandoti su piattaforme disponibili gratuitamente (dove naturalmente il prodotto sei tu, perché loro devono guadagnare) come WordPress, Blogger e tanti altri.\nIl mio primo sito l\u0026rsquo;ho programmato con Front Page di Microsoft (attorno al 2001), ero giovane e non capivo ancora niente d\u0026rsquo;informatica. Il design di siti all\u0026rsquo;ora era molto monolitico e statico. Quando volevi fare qualcosa di più dinamico allora si parlava di Flash.\nQualche anno più tardi nel 2008 ho deciso di acquistare l\u0026rsquo;attuale dominio e di creare il mio sito. Le scelta da fare era tra WordPress, Drupal o Joomla. Dopo vari tentativi mi sono lanciato su Joomla perché integrava meglio quello che avevo bisogno: un blog, una galleria fotografica e l\u0026rsquo;hosting di video. Sono passati oramai 12 anni e tanti update e alcuni cambi di template sono stati necessari. In questo lasso di tempo ho capito sempre di più cosa significa gestire un sito e tutto quello che gli gira attorno (spazio, database, versioni, \u0026hellip;).\nA inizio della crisi dovuto al corona virus mi sono ripromesso di aggiornare con contenuti ma anche graficamente e sotto il cofano il mio sito, che era fermo da un bel po\u0026rsquo;. Un po\u0026rsquo; per caso mi sono imbattuto in un tweet di Infomaniak (il mio hosting) che parlava di Hugo. Si parla di un sistema automatico per caricare un sito web tramite GitHub.\nUn petit guide adapté à Infomaniak pour lancer un site avec @GoHugoIO, ça peut toujours servir 👍🏻 Avez-vous déjà testé ce framework ? https://t.co/0iXfooZzda https://t.co/tC6qXsTJGO\n\u0026mdash; Infomaniak (@infomaniak) May 20, 2020 Visto che sono un amante strusone ho deciso di approfondire un po\u0026rsquo;, ma cos\u0026rsquo;è veramente Hugo? In termini semplici è un generatore di siti statici. Tutto chiaro, no? Molti siti al giorno d\u0026rsquo;oggi sono generati dinamicamente, ma questo non aiuta a capire la differenza. Quindi proviamo a fare un esempio. Un computer richiede una pagina di un sito (esempio https://frigi.ch/esempio) a un server. Il server chiede al database tutte le informazioni legate alla pagina richiesta. Ricevute le informazioni viene creata una pagina in html contenente le informazioni, alla quale viene aggiunto lo stile grafico del sito. Quando tutto questo è pronto verrà inviato al computer che ha fatto la richiesta. Un sito statico invece non ha un database e non deve creare le pagine a ogni richiesta. Tutte le pagine sono generate in precedenza in base alla configurazione.\nNon ci vuole un informatico per capire che i siti statici sono nettamente più veloci rispetto agli altri. Ma non solo, sono anche più sicuri perché hanno una superficie d\u0026rsquo;attacco minore, perché serve solo un server html e basta. Questo tipo di framework è utile per semplici siti (come il mio) che presentano dati che non cambiano. Non è adatto per un sito che si occupa di trading o di dati live.\nInoltre non è adatto a tutti perché qualche piccola nozione d\u0026rsquo;informatica aiuta nella configurazione e gestione. Anche se gli esempi e le nozioni richieste non sono da master in informatica. Il sistema di pagine statiche fa pensare agli albori d\u0026rsquo;internet e al mio primo sito. Sembra un passo in dietro, ma non è così. Perché gli attuali sistemi hanno una potenza maggiore grazie alla flessibilità nel creare contenuti e per un sito statico questo può sembrare un controsenso.\nInstallate velocemente hugo sul tuo computer con il comando snap install hugo. Nella cartella di sviluppo del tuo sito digita il comando per creare il sito: hugo new site nome-del-sito. Puoi aggiungere un tema tra i tanti disponibili e subito puoi testare sul tuo computer il tuo nuovo sito. Lanciando il comando hugo server -D il tuo sito viene compilato e reso disponibile in locale all\u0026rsquo;indirizzo http://localhost:1313. La potenza di questo sistema risiede nella compilazione istantanea. Modifichi un documento e lo salvi, in pochi millisecondi le modifiche sono pronte e le puoi testare con il tuo browser. Basta perdere ore a configurare un sistema di test in locale o remoto e tutto il tempo perso a spostare i file da dove sviluppi al sistema di test.\nIn poco tempo sono riuscito a configurare il mio sito con Hugo e ho migrato i vecchi post da Joomla. Ho impiegato un po\u0026rsquo; più di tempo a configurare correttamente GitHub. In particolare l\u0026rsquo;aspetto per la compilazione e caricamento automatico delle modifiche al salvataggio di nuovi post. Se vuoi creare qualcosa di semplice e il tuo hosting non ti offre tanto, questa è un\u0026rsquo;ottima alternativa. Provala!\n","date":"5.06.2020","externalUrl":null,"permalink":"/article/2020-ritorno-futuro-o-al-passato/","section":"Articles","summary":"","title":"Ritorno Futuro? O al passato?","type":"article"},{"content":"Quanto può essere fastidioso leggere un sito ed essere confrontato con tante (troppe) pubblicità? Molti siti sono estremamente pieni di pubblicità che potrebbero fare avere delle crisi epilettiche anche a chi non ne soffre. Da molto uso Firefox e Chrome con un Adblocker per bloccare tutto quello che rallenta il computer. Si perchè su macchine poco performanti tutte queste reclame rallentano pesantemente le prestazioni e navigare in internet e fare qualcos\u0026rsquo;altro diventa un calvario.\nDa un anno ho iniziato a pianificare l\u0026rsquo;indipendenza dai big del IT per riappropriarmi dei miei dati e della privacy. Sulla lista ci sono varie applicazioni da sostituire, tra le quali anche il browser. Chrome era la mia prima scelta per la navigazione di tutti i giorni.\nDurante le ricerche sulle varie alternative ho scoperto due possibili alternative: Vivaldi e Brave. Entrambi sono fantastici perchè hanno la privacy nel codice. Io ho scelto Brave per i seguenti motivi:\nAdblocker integrato Basato su Chrome Estensioni di Chrome utilizzabili senza problemi (comodo per Bitwarden) Ricompensa con BAT per pubblicità Prima ho detto che sono un po\u0026rsquo; annoiato dalla montagna di pubblicità presente su alcuni siti. Capisco che spesso é l\u0026rsquo;unico finanziamento, però ogni tanto è troppo. Brave ha un sistema opzionale per visualizzare delle pubblicità che non annoiano e in particolare non ti tracciano. Inoltre questo sistema paga chi guarda le reclame con dei BAT (Base Attention Tocken) che poi possono essere devoluti a chi merita.\nBrave ha appena festeggiato i 15 milioni di utenti attivi al mese.\n5 years ago, @BrendanEich \u0026amp; @brianbondy co-founded Brave. Today we passed 15 million monthly active users and 5 million daily active users. Also, 1,530 privacy-preserving ad campaigns in 1 year. Thank you to our users \u0026amp; looking forward to our next 5 years! https://t.co/zFAo3IcI9N\n\u0026mdash; Brave (@brave) June 1, 2020 Io lo uso su tutti i miei computer e anche sul telefono. In quasi un anno di utilizzo sono molto soddisfatto di questa scelta. Mi manca solo la possibilità di condividere tra i vari computer i tab aperti. Ma questa piccola mancanza non cambia il mio giudizio su Brave e lo continuerò ad usare. Provate anche voi.\n","date":"3.06.2020","externalUrl":null,"permalink":"/article/2020-brave-il-browser-del-2020/","section":"Articles","summary":"","title":"Brave il browser del 2020","type":"article"},{"content":"","date":"3.06.2020","externalUrl":null,"permalink":"/tags/pensieri/","section":"Tags","summary":"","title":"Pensieri","type":"tags"},{"content":"","date":"3.06.2020","externalUrl":null,"permalink":"/tags/privacy/","section":"Tags","summary":"","title":"Privacy","type":"tags"},{"content":"","date":"22.05.2020","externalUrl":null,"permalink":"/tags/blog/","section":"Tags","summary":"","title":"Blog","type":"tags"},{"content":"Caro Mauro,\nti scrivo questa lettera dal passato per ricordati questo periodo della storia durante il quale le cose sono cambiate. Hai iniziato a scrivere questo testo a inizio aprile 2020 e poi l’hai completato a fine maggio dello stesso anno.\nIl Corona virus o COVID-19 è partito dalla Cina con una rapida espansione in tutto il mondo. Arrivato in Italia a pochi passi da casa tua, ha cambiato la vita tua e della tua famiglia. Si sono bloccate le frontiere e anche l’economia in alcuni ambiti si è fermata per un po’. L’oro si è trasformato in mascherine e disinfettante che tutti hanno iniziato a conoscere.\nLa confederazione e il cantone hanno imposto un blocco degli eventi e delle varie attività, per ridurre le iterazioni tra le persone. La riduzione dei contatti ha permesso di ridurre l’impatto di questo virus e rallentare la diffusione. Sono state definite delle fasce di persone più a rischio e sono state sviluppate regole per proteggerle. Purtroppo tutti i nonni di Alice rientrano nella categoria a rischio. Prima delle restrizioni (non obbligatorie, ma raccomandate) la tua bambina passava tre mattine a settimana dai nonni, così da permettere a Stefania e a te di poter lavorare.\nLa tua Alice non ha ancora compiuto i due anni e ha appena iniziato a correre, parlare. Lei però non capisce ancora la situazione e non è possibile spiegarle il motivo di tanti cambiamenti. La prima cosa che abbiamo notato è la mancanza dei nonni che suonavano il campanello tre volte la settimana. Il campanello suona, ma è il postino o quello dei vicini che si sente bene. A ogni suono la piccola parte gridando: “NONNO!”. La porta di casa però non si apre e non si esce, che delusione.\nLa modalità di “visita” dei nonni è passata da tre mattine a settimana a una video chiamata tutte le sere dopo cena. La velocità di adozione di questa tecnologia da parte di Alice è stato sorprendente, tanto che dopo neanche una settimana è stato impossibile fare delle foto o video con il telefonino. Perché la piccola peste appena si accorge del telefono molla tutto e arriva gridando: “NONNO!”. Con Alice in macchina sei andato qualche volta dai tuoi genitori a prendere o portare qualcosa e lei ha riconosciuto la strada. Tanta è la gioia e guai a non farla scendere dalla macchina. I nonni sono lì ma non li possiamo avvicinare (solo il fido Quiz). Il cancello che ci separa non si apre mai e anche se Alice lo indica facendo capire che deve essere aperto, non succede niente. Delusione e tristezza per tutti.\nL’aiuto mancante dei nonni ti ha obbligato con Stefania a trovare soluzione alternative, perché entrambi avete continuato a lavorare da casa, ma avete anche dovuto curare la bambina al 100%. Entrambi avete dovuto abbassare la percentuale di lavoro potervi occupare di lei. Ma ancora più difficile è stato occuparsi di Alice con tutto chiuso, si perché è stato chiuso qualsiasi posto dove andavi per farla sfogare e stancare. Sono stati chiusi tutti gli spazi come: parchi giochi, pre-asilo, la Filanda e tanti altri. Oppure adesso per fare la spesa si può entrare uno solo (senza bambini). Quindi il problema logistico di organizzazione sono aumentati. Sembra un po’ di fare il gioco della capra, del cavolo e del lupo, ma questa volta con: bambina, lavoro e spesa.\nNon so se ti ricordi, ma hai anche prestato servizio per la protezione civile. Prima hai controllato gli accessi all’OBV di Mendrisio e poi hai risposto al telefono della hotline cantonale. Il personale del EOC è stato fantastico e ci ha coccolato troppo bene. Credo di essere ingrassato per tutto il mangiare che ci hanno portato. Lì hai visto tanti aspetti della situazione particolare che si è creata nel cantone, da quelli negativi a quelli positivi. Come la gente che ti ha ringraziato per il lavoro svolto a guardia dell’ospedale. Altre persone però non hanno capito niente dei grandi sacrifici chiesti a tutti.\nQuando leggerai questo testo spero che tutto sia tornato alla normalità come prima del virus. Magari qualcosa resterà e allora potrai dire: “ai miei tempi questo si poteva fare tranquillamente”.\nTanti saluti dal passato\nMauro\n","date":"22.05.2020","externalUrl":null,"permalink":"/article/2020-capsula-del-tempo-corona-virus/","section":"Articles","summary":"","title":"Capsula del tempo corona virus","type":"article"},{"content":"La nascita di mia figlia quasi un anno fa mi ha fatto riscoprire la voglia di fotografare e di migliorare quello che avevo fatto fin\u0026rsquo;ora. Prima di tutto dovevo capire gli errori fatti, perché solo così si può fare un passo in avanti. Questo mi ha portato a guardare parecchi video su Youtube e leggere vari articoli per capire cosa potevo/dovevo fare. La prima cosa che ho dovuto fare è stata passare in manuale o semi manuale, così da prendere il controllo della mia apparecchiatura fotografica. Quando ho iniziato a fotografare in digitale non avevo grandi problemi a catturare i miei soggetti, cuccioli di cane sempre in movimento, perché lavoravo di giorno. Quindi la luce del sole mi permetteva di avere dei buoni risultati anche con lenti non di qualità. Il tempo passa e anche il tipo di foto che faccio. La luce è passata da tanta a poca e i soggetti sono sempre in movimento, bambini che giocano o bambini un po\u0026rsquo; più grandi che giocano a curling. Il flash non è una delle opzioni praticabili e quindi ho dovuto imparare a gestire tutte le impostazioni della macchina fotografica (modalità manuale) per riuscire a immortalare i momenti migliori. Un\u0026rsquo;altro dei passi che non volevo fare (principalmente per pigrizzia) è quello di fotografare solo in RAW, per poi elaborare le foto a casa con il computer. Questo passaggio richiede del tempo (tanto), che varia inversamente alla qualità delle foto prese. In ogni caso comunque l\u0026rsquo;operazione richiede più tempo rispetto al semplice scaricare le foto dalla scheda di memoria, scegliere le più belle, comprimerle e caricarle sul mio sito.\nIl ritocco delle foto in RAW richiede l\u0026rsquo;utilizzo di un software apposito, ma quale? Su YouTube quasi tutti parlano di Adobe Lightroom, un programma della famiglia del più conosciuto Photoshop. Una volta pagavi per la versione del programma e tutto andava bene fino a quando ti servivano delle nuove funzioni. Da un po\u0026rsquo; di tempo Adobe è passata al modello abbonamento, che rende molto di più. Tu paghi qualcosa (quasi 150 CHF) ogni anno e puoi scaricare sempre l\u0026rsquo;ultima versione. Questo indipendentemente da quanto tu utilizzi il sistema e se sei un utente occasionale, peggio per te. Questo non ti mette al riparo di problemi legali (vedi articolo).\nCome molti sanno io uso da parecchi anni solo Linux a casa e come la maggior parte dei software sono sviluppati per Windows e Mac, ed è anche il caso di Lightroom. Ho cercato su vari forum se far girare Lightroom con Wine su Linux poteva essere un opzione oppure no. La ricerca si è quindi spostata su alternative a Adobe Lightroom e in particolare qualcosa di più Linux friendly. La sorpresa è stata tanta, ma per Linux esistono tantissime alternative. Due sono i software che ho deciso di analizzare in dettaglio: Rawtherapee e Darktable. I vantaggi base di questi software sono:\nfunzionano su vari OS (Linux, Windows e MacOS) il loro funzionamento non è distruttivo (non modificano il file immagine originale), ma creano dei piccoli file sidecar con le modifiche sono open source Ci sono poi delle differenze tra le due soluzioni, ma in linea di massima sono entrambe molto valide, leggeri e reattivi anche su hardware non recente. La mia scelta è poi ricaduta su Darktable per un motivo principale: è possibile creare delle maschere per applicare alcuni effetti solo su zone specifiche.\nIl mio nuovo metodo di lavoro mi permette di concentrarmi sulle foto più belle e non sulla quantità. Un aspetto però lo devo ancora migliorare, la tendenza a esagerare ritocccando troppo le immagini, o spingendo un po\u0026rsquo; troppo agli estremi i valori di alcuni effetti. Questo rende alcune foto un po’ troppo finte, ma sto migliorando.\nSu YouTube forse non ci sono così tanti video tutorial come per la suite di Adobe, però posso consigliare questa serie di Bruce Williams che spiega i singoli moduli di Darktable. Sono in inglese, ma parla molto bene e si può provare ad usare il traduttore automatico di YouTube. Sul sito di Darktable il manuale in pdf è disponibile anche in italiano.\nSe lo sviluppo dei file RAW non fa parte delle vostre priorità, magari vi può interesare la parte di gestione di grandi quantità di foto. Con la possibilità di avere varie collezioni e filtri per ritrovare tra le vostre tante foto. Quindi vi consiglio in ogni caso di scaricarlo e provarlo.\n","date":"16.05.2019","externalUrl":null,"permalink":"/article/2019-elaborazione-foto-open-source-darktable/","section":"Articles","summary":"","title":"Elaborazione foto Open Source - Darktable","type":"article"},{"content":"","date":"16.05.2019","externalUrl":null,"permalink":"/tags/foto/","section":"Tags","summary":"","title":"Foto","type":"tags"},{"content":"","date":"16.05.2019","externalUrl":null,"permalink":"/tags/open-source/","section":"Tags","summary":"","title":"Open Source","type":"tags"},{"content":"Sono passati 8 mesi da quando abbiamo fatto uno splendido viaggio in Canada con alcuni membri del Curling Club Chiasso e Wädenswill Zimmerberg. L\u0026rsquo;esperienza è stata bellissima, ma questo me lo immaginavo già prima di partire e per questo volevo creare un ricordo di questa avventura. Principalmente per me, ma anche per chi ha vissuto in prima persona e per chi non vi ha partecipato. Subito dopo il viaggio mi sono messo al lavoro per assemblare il tutto. Non sono un professionista in questo ambito e ho un altro lavoro, quindi il tempo a disposizione non è tanto. Tutto questo ha allungato il tempo di realizzazione, però dopo alcuni mesi di lavoro finalmente dal computer è uscito un filmato di ben 30 minuti.\nNon è stato facile resistere tutti questi mesi, senza farlo vedere a nessuno. Inoltre piacerà a tutti come ovviamente piace a me? O i 30 minuti di filmato sono troppi e dovevo concentrare il tutto in molto meno per non far addormentare nessuno?\nDurante la prima proiezione pubblica ero molto agitato, resteranno tutti svegli dopo aver gustato tanta buona \u0026ldquo;polenta e \u0026hellip;\u0026rdquo; al Grotto Bundi?\nA prima vista inoltre mi sembrava che nessuno ha dormito. Io il video lo conosco quasi a memoria perché oltre ad averlo prodotto me lo sono già gustato parecchie volte. Ma rivederlo e discuterne con chi ha partecipato è stato ancora più bello.\nNon mi resta che rendere disponibile il video a chi non ha potuto gustarselo al Grotto Bundi. Buona visione! (ATTENZIONE il video è abbastanza grande, se lo guardate con lo smartphone vi consiglio di guardarlo con un collegamento WiFi o con un abbonamento dati illimitato)\nBassa definizione\nYour browser does not support the video tag. Alta definizione\nYour browser does not support the video tag. ","date":"22.11.2018","externalUrl":null,"permalink":"/video/2018-un-ricordo-dal-canada/","section":"Videoes","summary":"","title":"Un ricordo dal Canada","type":"video"},{"content":"In ogni telefilm c’è sempre la puntata con il flash back che riporta i protagonisti in dietro nel tempo, ed è così anche per questo scritto. Siamo in volo sopra l’oceano atlantico in direzione di Zurigo e la maggior parte dei passeggeri è immersa nel sonno, tranne uno che sta scrivendo. I protagonisti della nostra serie televisiva sono alcuni membri del Curling Club Chiasso e del Curling Club Wädenswil-Zimmerberg e le scene sono girate in Canada per il viaggio organizzato da Manuel Noseda in occasione del 50mo dei due club.\nParte il flash back e ci ritroviamo a pochi chilometri dall’aeroporto di Zurigo il 1° di marzo 2018, un incidente e la neve (mica tanta) caduta in occasione dell’estrema puntualità di Andrea Lenzin hanno ritardato l’arrivo di alcuni membri della comitiva (tra cui il capo gita). Fortunatamente nello stesso ingorgo è bloccato anche l’equipaggio del nostro aereo, permettendo a tutti i nostri di prendere l\u0026rsquo;aereo in direzione di Toronto.\nToccato il suolo Canadese si sono riscontrati altri piccoli problemi, sono partiti 21 elementi e all’uscita se ne sono contati 18. Due sono bloccati per la dichiarazione doganale con l’accusa d’importare marron glacé (un presente per dei nostri avversari canadesi), un altro invece è stato posto in stato di fermo prima della dogana poi è evaso sfuggendo al controllo delle guardie locali ed è stato riacciuffato al controllo successivo e rispedito alla partenza come il gioco dell’oca (ma per sua fortuna non rispedito in Svizzera).\nCena comune per festeggiare l’inizio di questa avventura alla conquista e scoperta del curling canadese e non solo. Un\u0026rsquo;occasione per molti membri della spedizione che per la prima volta hanno messo piede nella patria dello sciroppo d’acero. Il primo giorno ha permesso di scoprire un po‘ Toronto turisticamente girata a gruppetti formatesi spontaneamente. Alla sera ci siamo spostati tutti al High Park Club, club di curling e tennis fondato nel lontano 1911 e con un modesto numero di soci: 750. Qui abbiamo partecipato con 5 squadre svizzere alla HPC Continental Cup. Torneo speciale nella formula che prevede una sfida a curling tradizionale, 2 a doppio (non per forza misto come alle olimpiadi) e un’ultima sfida a Skin Game. Ad ogni partita i vincitori ricevono anche dei soldi, cosa strana per noi ma anche per alcune squadre locali. L’esperienza è stata particolare prima di tutto per il livello di gioco, ma anche per la formula di gioco molto interessante che ha permesso a tutti di sperimentare il doppio e lo Skin Game (a Chiasso sarebbe impossibile da provare). Dopo un’altra giornata libera un gruppo di persone si è recato allo stadio a guardare una partita di NBA della locale squadra dei Raptor (ci interessava di più l’hockey ma le date non combaciavano). Esperienza abbastanza scioccante per chi è abituato a vedere una partita di hockey alla Valascia o alla Resega. Il pubblico era attivo durante le pause o i timeout che durante il tempo di gioco e lo era ancora di più in presenza delle telecamere. L’ultimo giorno a Toronto ha visto una sfida amichevole tra quattro team della Svizzera e altrettanti del Royal Canedian Curling Club, nato più di 125 anni fa come club di biciclette poi convertito al curling. Due brevi partite da 4 end ci hanno fatto capire che ci serve un bel po‘ di allenamento, perché c’è stato un solo vincitore tra gli svizzeri, il team di Thomas Hess. Neanche l\u0026rsquo;intervento del coach Noseda ha permesso di migliorare il rendimento dei nostri.\nIn pullman ci siamo recati alle cascate del Niagara, appena presa la magnifica stanza d’albergo con vista sulle cascate ci siamo incamminati per vederle più da vicino. Alcuni hanno anche approfittato del tempo per sfruttare la jacuzzi per due persone presente in ogni stanza. Ripartiti dalle cascate del Niagara in direzione aeroporto per volare verso Regina nel Saskatchewan. Li ci aspetta un giorno e mezzo di curling di alto livello, perché abbiamo la possibilità di vedere i campionati maschili canadesi o anche detti Brier. Uno stadio con almeno 6000 spettatori tutti interessati al nostro sport è una cosa difficile da vedere in Svizzera. Ma oltre allo sport sul ghiaccio c’è anche la festa vicina nel Patch, dove si possono incontrare i giocatori e scambiare due parole con loro. Alcuni membri sono riusciti a fare una foto con Brad Gushue e dargli un gagliardetto del CCC (vincitore della finale), consegnato anche ad un altro che però ha richiesto la firma di tutti i presenti prima di accettare il dono. Gli svizzeri hanno dato un po‘ di spettacolo suonando il corno delle alpi sul palco del Patch e rilasciando interviste a dei giornalisti. Inoltre discussioni e scommesse con i vicini degli spalti hanno reso l’esperienza ancora più bella.\nNon abbiamo potuto restare fino alla finale dei Brier perché ci aspettavano a Saskatoon per la parte finale del nostro viaggio. Viaggio in pullman spettacolare sulla pianura imbiancata del Saskatchewan, qui si dice che è possibile vedere un cane che scappa anche il giorno seguente talmente è piatto (non perché congela viste le temperature). La meteo ci ha sempre accompagnato e regalato delle giornate stupende. Durante la cena al ristorante dell’albergo Laurie Burrows e Carol Keesey ci hanno prima presentato il programma culturale e sportivo dei giorni seguenti, poi ci hanno messo alla prova con domande sul curling e il Canada. Ma chi sono queste due persone? Laurie è un allenatore di curling e in passato ha allenato anche alcune squadre svizzere tra cui il team di Silvana Tirinzoni. Mentre Carol è stata presidente della federazione di curling di Saskatoon\nIl loro programma prevedeva una parte culturale al mattino e poi alcune ore di gioco sul ghiaccio nella seconda parte di giornata. Ci hanno portato a una riserva indiana per mostrarci la caccia al bisonte, oppure a una specie di Ballemberg locale con ricostruzioni di case e ambienti risalenti al 1910. Il lato sportivo ci ha portato a giocare al Nutana Curling Club per un allenamento tra svizzeri e dello shopping nell\u0026rsquo;annesso negozio. Poi abbiamo potuto sfidare dei canadesi al CN Cluring Club (il curling club dei ferrovieri) con persone simpaticissime. Poi Laurie ci ha fatto fare pratica al Sutherland Curling Rink per spiegarci qualche trucchetto e prepararci per la sfida finale del giorno seguente. Ultimo giorno in Canada con mattinata tranquilla di televisione per vedere la semifinale dei Brier e capire chi poteva sfidare il team Canada in finale. A fine partita sono iniziare le sfide a curling tradizionale e una gara di tiri più vicino al centro della casa. Al termine delle partite tutti davanti alla tele per gustarsi la finale dei Brier.\nÈ ora di chiudere le valigie e recarsi in aeroporto per il lungo viaggio di ritorno con un primo volo di 3 ore da Saskatoon a Toronto e poi da Toronto a Zurigo per altre 8 ore di viaggio. Tutto sembrava funzionare normalmente quando Murphy si è svegliato e ha bloccato il sistema informatico di Air Canada bloccando al check-in 3 membri. I vari tentativi di riavviare il sistema non sono serviti e così si è passati alla buona vecchia carta e penna. Tutti pronti a partire ma il personale non ci chiama per l’imbarco che prima viene spostato di un\u0026rsquo;ora e poi ancora di un’altra fino al cancellamento del volo. Così in massa ci rivolgiamo al desk per capire cosa si può fare per riportare 19 svizzeri in patria (due sono partiti il giorno prima senza problemi). Dopo parecchie ore ci viene consegnato un buono per un albergo nelle vicinanze dell’aeroporto. Viste le poche ore di sonno della notte precedente per dormire meglio in aereo e la lunga attesa nessuno aveva voglia di giocare ancora a curling o di andare in centro a fare un giro. Il giorno seguente ci siamo recati in aeroporto per il secondo tentativo di partenza e tutto è filato liscio con il sistema informatico che ha permesso di stampare i biglietti per tutti.\nTutte le persone che abbiamo conosciuto sul ghiaccio e fuori ci hanno accolto stupendamente tutti interessati alla nostra avventura in Canada. Dopo le sfide con i locali abbiamo sempre spiegato la nostra situazione del ghiaccio e tutti meravigliati ci hanno fatto i complimenti per il gioco dimostrato su questi ghiacci quasi perfetti. Durante questi confronti abbiamo anche giocato a trova le differenze tra Canada e Svizzera. Un esempio può essere la dimensione di un club considerato piccolo quando i membri raggiungono le 500 unità. Oppure tutti molto sorpresi dal fatto che siamo noi a fare il peable e a portare i sassi sul ghiaccio, qui sono tutti abituati al ice meister.\nIl viaggio è stato stupendo e tutti hanno ringraziato Manuel Noseda per l\u0026rsquo;ottimo lavoro svolto sperando che il prossimo si possa fare prima dei festeggiamenti del 60mo.\nTrailer\nYour browser does not support the video tag. ","date":"7.04.2018","externalUrl":null,"permalink":"/video/2018-viaggio-in-canada-riassunto-e-trailer/","section":"Videoes","summary":"","title":"Viaggio in Canada riassunto e trailer","type":"video"},{"content":"Quando qualcuno scopre che gioco a curling, le domande che mi fa sono sempre le stesse. Sempre, è matematico. Se ci fosse qualche antropologo là fuori che vuole approfondire il fenomeno, si accomodi pure…\n“No dai, che figata! Pazzesco, giochi a curling!… Ma che è?”\nPer farla breve, il curling è come le bocce, ma sul ghiaccio. L’obiettivo è quello di mettere quante più stone (pietre, dai che questa era facile) possibile vicino al centro della house (il bersaglio dall’altra parte del campo). E detto così sembra tutto molto facile, uno sport che qualunque ubriaco può praticare. Se non fosse che il campo è lungo 45 metri, i sassi pesano quasi 20 chili, come gioco di strategia è paragonabile agli scacchi e il ghiaccio è sempre tuo nemico.\n“Tu lanci i sassi o spazzi con la scopa?”\nTutti fanno tutto. La squadra è composta da quattro persone, ciascuna delle quali con una bassissima considerazione di sé e del proprio tempo e con ruoli specifici. Ognuno lancia due sassi e poi va ad aiutare a ‘spazzare’.\n“Non sembra molto faticoso…”\nLo è, ma (di nuovo) dipende dal ruolo e dall’intensità che uno ci mette, tanto che alcuni atleti russi sono stati beccati dall’antidoping alle Olimpiadi. Anche se mi rendo conto che il doping non è decisamente il migliore attestato di difficoltà che questo fantastico sport meriti. O la migliore pubblicità…\n“Sì ma è noioso. Non si capisce niente.”\nQualunque sport è noioso se non si conoscono le regole più elementari, nessuno escluso. Ci sono partite di calcio (o di basket, o di football americano, o golf) che farebbero addormentare anche il più grande degli appassionati. Dipende dalla partita, dai giocatori coinvolti, dall’entusiasmo del pubblico, dalla posta in palio.\n“Vabbè ma sarete quattro cretini a giocarci.”\nSì, è vero. Purtroppo qui in Italia il movimento del curling è relegato al nord, a pochi impianti distribuiti tra Piemonte, Veneto e Trentino-Alto Adige. Questo però non è per forza uno svantaggio: tutti si conoscono, o tutti hanno sentito parlare delle altre squadre, e, alle giuste condizioni, tutti possono giocare contro tutti. Qualche anno fa i ragazzi della Nazionale Italiana erano venuti a Torino per partecipare ad un torneo e ho avuto il piacere di giocarci contro.\n“E com’è finita?”\nLascia perdere… Prossima domanda?\n“È così conosciuto a livello internazionale?”\nDipende dai Paesi. In Scandinavia è LO sport per eccellenza, in Canada è il secondo sport nazionale dopo l’hockey, in Svizzera si contano più giocatori nella sola Luzern che in tutta Italia. In Russia… lasciamo perdere di nuovo.\n“E l’Italia è forte?”\nFacendo un paragone con il calcio, l’Italia maschile è la 14° nazione al mondo, stando al ranking della World Curling Federation, esattamente come siamo 14° nel ranking FIFA. La differenza è che il curling va alle Olimpiadi (qualificazione storica), mentre la Nazionale di Calcio non va ai mondiali (ne abbiamo già parlato). Sicuramente per essere uno sport con così poco seguito a livello nazionale avere una squadra che gioca alle Olimpiadi è motivo di orgoglio e prestigio (daje ragazzi).\nE arrivati a questo punto della conversazione di solito le domande finiscono e si finisce a parlare di altre amenità.\nL’industria del cinema continua a produrre cinepanettoni o film del calibro di “50 sfumature di”. Per quale motivo? Evidentemente c’è qualcuno (molta gente, stando ai dati del botteghino) che apertamente calunnia e discredita questi film per poi, camuffati con impermeabile lungo, baffi finti e parrucca, affollare le sale dei cinema. Lo stesso discorso si può fare con il curling. Perché il curling è uno sport olimpico, quando molta gente non lo ritiene nemmeno uno sport? E per quale motivo è uno degli sport più seguiti e apprezzati, quando è solo “bocce sul ghiaccio”?\nPerché il curling è uno sport divertente sia da guardare che da praticare, sebbene molti non lo ammetteranno mai neanche sotto tortura. Perché il suono di una bocciata perfetta è da orgasmo auditivo. Perché se dici ai tuoi amici che hai scopato per tre ore sei un eroe (scusate, battuta volgarotta da curler). Perché è uno dei pochi sport in cui esiste e viene rispettato il terzo tempo (la squadra che vince di solito paga da bere all’altra), dove la convivialità la fa da padrone. Perché è impossibile prendersi sul serio, già solo per il fatto di giocarci.\nSe qualcuno di voi avesse altre domande, fosse interessato a provare (a gratis, si intende), a spendere ben due ore di un proprio giovedì sera per capire come funziona questo meraviglioso e bistrattato sport, non esitate a scrivermi.\nLuca Negro\nSorgente: https://thepasswordunito.com/2018/02/20/il-curling-e-lunico-sport-di-cui-abbiamo-bisogno/\nLicenza: CC BY-NC-ND 4.0\n","date":"21.02.2018","externalUrl":null,"permalink":"/article/2018-il-curling-e-l-unico-sport-di-cui-abbiamo-bisogno/","section":"Articles","summary":"","title":"Il curling è l’unico sport di cui abbiamo bisogno","type":"article"},{"content":"This is my second version of the curling training stopwatch. The major improvements in comparison to the older version are: better power management, stable software and new control function.\nThe new system has two photocells, where the master of the system is the stop one. The start photocell is a slave, like the other module. There are two ways to show the information from the system: first one with a smartphone connected via Bluetooth to the Stop photocell. The second one is a dedicated slave module (like the Start photocell) where the communication between modules is made with a nRF24l01 (I use the version with pa+lna). In my redesign I only updated the software of my old display module but I didn’t do any other change because I chose to develop a better Android app to show the information.\nCommunication between photocells # The first version of my code used the TMRh20 RF24 library for Arduino. That was OK but the communication between more than 2 elements is more complicated. So I decided to use on top of this library another library to simplify the read and write between elements. The second library is the RF24G, it manages and simplifies the communication between up to 6 nodes. Now you don’t need to open/close the pipes before writing/reading.\nPower management # Version one of the hardware was powered by a 9V battery. It was compact and with the right voltage for a 5V board. The disadvantage of this kind of battery is that it doesn’t have big capacity. To power the modules I opted for 6 x AA batteries in a case with a 9V battery connector. This allows me to use cheap but with more capacity batteries. Thanks to a design without lithium battery, I don’t have to add a safety circuit to control the battery voltage.\nTo save some more energy from the Arduino it is possible to switch the power of the optic barrier (12V power supply with a DC/DC converter).\nI decided to use the Arduino Mini Pro instead of the 5V Arduino Nano, because the TTL voltage is 3.3V and the clock is only 8MHz.\nHardware (pro module) # 1 x Arduino Mini Pro 3.3V (not the 5V version) 1 x LD1117V33 voltage regulator 1 x TMR 1-0512 DC/DC converter 5V to 12V\n1elp x optic barrier 1 x nRF24l01+ 1 x HC-06 Bluetooth module (only for the Stop parts) 1 x 4N35 optocoupler Various Resistor and capacitor, check the schema. PCB Change Bluetooth name of the HC-06 # It is possible to change the Bluetooth visible name and connection PIN of the HC-06 module. According to the datasheet you need some few AT commands and it is personalized. This is the code to change name and PIN, use the same Serial speed for the module and for the PC connection (default is 9600).\n# Android app\nI am not a software engineer and I need some help, because Android Studio is for me too complicated. Like the old version the Android app is written with App Inventor and then published on the Play store from Google.\nOpen points # The optics barrier that I use is quite expensive (compared to the rest of the circuit). It would be nice to have an other solution, cheap but stable (no adjustments needed from the user). Do you have any suggestions? Sleep mode are not yet implemented in the code for Arduino A new Andoid app with new functions, like statistics for player training. Is someone willing to do this? ","date":"20.08.2017","externalUrl":null,"permalink":"/article/2017-curling-stopwatch-diy/","section":"Articles","summary":"","title":"Curling stopwatch DIY","type":"article"},{"content":"scritto per www.curlingclubchiasso.ch\nGrandi festeggiamenti sabato 25 marzo alla pista del ghiaccio di Chiasso. Due società del comune hanno celebrato assieme il 50mo anno di sport a Chiasso. Il Curling Club Chiasso e il Club Pattinaggio Chiasso hanno dedicato una giornata a spegnere le candeline. Prima parte di giornata dedicata al curling con un torneo che ha visto 10 squadre sfidarsi in tre partite da 6 end. Tra i partecipanti alcuni giovani membri della società al loro primo anno d\u0026rsquo;esperienza. Ospiti anche delle squadre di Lugano ed Ascona che hanno raggiunto Chiasso carichi di Spirit of Curling (principi fondamentali per questo sport).\nInizio di giornata un po\u0026rsquo; umido che ha causato qualche goccia di acqua che si è condensata sul tetto. Malgrado questo inconveniente il ghiaccio si è presentato molto veloce. Durante le altre partite l\u0026rsquo;effetto condensa si è arrestato visto l\u0026rsquo;innalzarsi della temperatura esterna. I tre turni di gioco ha decretato vincitrice la squadra Bruno Banani del CCC, secondo rango per il CC Lugano, e terzo rango per i CR4 Curling Team. Poi in ordine di classifica: Apéro Team, Team Fiore, Brütt Team, Ladies+1, Soci di Sass, Sottosopra e Rüzzasass. Gli amici del CC Lugano hanno consegnato al CCC un simpatico omaggio per il compleanno del club.\nAl termine del torneo si è tenuta una piccola sfilata dei membri del CCC e del CPC, il tutto presentato da Davide Riva che ha anche intervistato brevemente i presidenti dei due club. Al termine della sfilata il Club Pattinaggio Chiasso ha allietato i presenti con uno splendido gala. Il folto pubblico che ha riempito ogni angolo degli spalti e del bordo pista ha potuto applaudire le evoluzioni degli atleti sul ghiaccio. I giovani pattinatori hanno sorpreso gli spettatori formando una torta con le candeline. Il festeggiamento è proseguito con un\u0026rsquo;ottima grigliata.\nLa stagione per il CCC non si conclude qui, infatti il primo aprile ben quattro squadre saranno impegnate nel campionato ticinese che quest\u0026rsquo;anno si svolgerà in trasferta a Flims. Alcune partite saranno trasmesse in diretta su Youtube sul canale della federazione ticinese. Altro appuntamento a fine aprile con il torneo Primavera organizzato dal CCC alla Resega di Lugano. Alla manifestazione saranno presenti 150 giocatori di curling di tutta la Svizzera e non solo.\nYour browser does not support the video tag. ","date":"28.03.2017","externalUrl":null,"permalink":"/article/2017-50-anni-di-curling-a-chiasso/","section":"Articles","summary":"","title":"50 anni di curling a Chiasso","type":"article"},{"content":"","date":"28.03.2017","externalUrl":null,"permalink":"/tags/50mo/","section":"Tags","summary":"","title":"50mo","type":"tags"},{"content":"","date":"28.03.2017","externalUrl":null,"permalink":"/tags/ccc/","section":"Tags","summary":"","title":"Ccc","type":"tags"},{"content":"","date":"11.03.2017","externalUrl":null,"permalink":"/tags/colonia/","section":"Tags","summary":"","title":"Colonia","type":"tags"},{"content":"","date":"11.03.2017","externalUrl":null,"permalink":"/tags/sav/","section":"Tags","summary":"","title":"Sav","type":"tags"},{"content":"Una volta si toglievano le vecchie bobine dagli scatoloni per riguardare i filmati di una volta e pensare quanto tempo è passato. Adesso è un po\u0026rsquo; difficile farlo perché con l\u0026rsquo;era digitale difficilmente si mettono dischi rigidi negli scatoloni. Ogni tanto però i file possono essere riguardati ed è quello che mi è capitato. Così vi propongo alcuni vecchi video che ho ritrovato.\nBuona visione! Non dimenticate di preparare prima i pop corn.\nHo ripubblicato l\u0026rsquo;articolo perché ho aggiornato il sistema di pubblicazione dei video, così possono essere condivisi su Facebook e Twitter.\nIniziamo da quelli più vecchi dei corsi di sci della SAV come questa serie del 2004 Your browser does not support the video tag. Corso di sci SAV del 2006-07\nYour browser does not support the video tag. Colonia Vacallo - Bottega TeleCatto 2007\nYour browser does not support the video tag. Corso di sci SAV 2007-08\nYour browser does not support the video tag. Corso di sci SAV 2008-09\nYour browser does not support the video tag. Colonia Vacallo - Bottega TeleCatto 2009\nYour browser does not support the video tag. Corso di sci SAV 2009 - Telegiornale\nYour browser does not support the video tag. Corso di sci SAV 2009-10 (ultima serata)\nYour browser does not support the video tag. Corso di sci SAV 2010-11\nYour browser does not support the video tag. Colonia Vacallo 2011 - foto\nYour browser does not support the video tag. Corso di sci SAV 2011-12 - TRAILER\nYour browser does not support the video tag. Corso di sci SAV 2011-12 - GIGETTO\nYour browser does not support the video tag. Corso di sci SAV 2011-12 - FILM\nYour browser does not support the video tag. ","date":"11.03.2017","externalUrl":null,"permalink":"/video/2017-vecchi-filmati-riscoperti/","section":"Videoes","summary":"","title":"Vecchi filmati riscoperti","type":"video"},{"content":"Mi sono ritrovato in una situazione particolare, il mio GPS per il Geocaching non riusciva più ad avvarsi e restava bloccato nel caricare i dati. Quindi ho provato a cercare in lungo e in largo su Google come fare il factor reset del Garmin etrex touch 35. Ma tutti i risultati riportavano la procedura software quando il menu è raggiungibile. Nel mio caso questa procedura è assolutamente inutile, perché il menu non si carica. Ho provato anche ad aggiornare il software con Garmin Express, ma dopo più di un\u0026rsquo;ora di aggiornamento nessun cambiamento.\nDopo una live chat (in inglese) con l\u0026rsquo;assistenza della Garmin sono riuscito a ripristinare il tutto. Come? Con un factory reset un po\u0026rsquo; nascosto e che descrivo qui sotto. Così se mi servirà in futuro so come fare.\nProcedura:\nAccendere il GPS Appena appare il testo in basso (non il logo della Garmin), premere la parte in alto a sinistra dello schermo touch Apparirà abbastanza velocemente una richiesta di cancellazione dei dati, accettarla e il gioco è fatto ","date":"9.03.2017","externalUrl":null,"permalink":"/article/2017-factory-reset-di-un-garmin-etrex-touch-35/","section":"Articles","summary":"","title":"Factory reset di un Garmin etrex touch 35","type":"article"},{"content":"","date":"9.03.2017","externalUrl":null,"permalink":"/tags/geocaching/","section":"Tags","summary":"","title":"Geocaching","type":"tags"},{"content":"Lunedì 13 febbraio è andata in onda la sfida tra il CCC e la trasmissione televisiva #celapossofare, programma della RSI che va in onda tutti i lunedì alle 20:10 su RSI LA 2. I due presentatori hanno sfidato Stefania e Mauro, quest\u0026rsquo;ultimo ideatore del challenge.\nDopo una breve introduzione ai fondamenti del curling (slide, sweeping) è iniziata la sfida vera e propria, oltre a quella di stare in piedi sul ghiaccio. La gara prevedeva una prova tra due squadre da due giocatori che si affrontavano in una mini partita da un solo end e due sassi per giocatore. L\u0026rsquo;hammer è stato concesso agli ospiti e quindi non si è fatto nessun lancio della moneta. Il team del CCC era rappresentato da Stefania e Mauro, mentre quello della RSI era formato da Caterina Righenzi e Edy Pedrini, i due presentatori della trasmissione.\nIl risultato della sfida non ve lo sveliamo, ma potete scoprirlo guardando il video qui sotto. Oppure potete guardare l\u0026rsquo;intera puntata che è disponibile a questo indirizzo.\nYour browser does not support the video tag. Ringraziamo Caterina e Edy per aver accettato sfida e vi invitiamo volentieri per la rivincita.\nDa: www.curlingclubchiasso.ch\n","date":"16.02.2017","externalUrl":null,"permalink":"/video/2017-il-ccc-sfida-rsi-celapossofare/","section":"Videoes","summary":"","title":"Il CCC sfida RSI #celapossofare","type":"video"},{"content":"Molte persone mi credono un grande sportivo, ma io in realtà non lo sono mai stato e questo i miei genitori lo possono confermare. Da giovane ho praticato quasi tutti gli sport praticabili a Vacallo e dintorni. La mia prima esperienza dopo le biglie è stata con il basket, praticato da quasi la totalità dei miei vicini. Carriera durata pochissimi anni, visto che lo sgomitare contro l’avversario per accaparrasi la palla non era di sicuro il mio punto di forza.\nPassato alla sezione atletica della SAV ho messo in evidenza più che altro l’aspetto creativo, quando il monitore ci dava il via libera per tirare fuori il materiale dal magazzino della palestra per creare un percorso da eseguire in seguito. Durante le gare invece le sentivo dai miei (se venivano a vedermi), “ma perché ti sei fatto superare da quello svizzero tedesco?” e dopo aver ricuperato il fiato ho dovuto spiegare che l’altro aveva tagliato strada.\nMa il meglio di me l’ho dato durante una corsa campestre, aneddoto sempre rievocato in famiglia quando si parla della mia carriera sportiva. Il mio allenatore mi aveva detto che appena dopo la partenza alla prima curva si doveva sgomitare un po’ per non restare imbottigliato alla fine del gruppo. Naturalmente il consiglio non è stato seguito e quindi dopo pochi secondi di gara il mio rango alla fine della corsa era abbastanza chiaro, almeno per la parte di classifica occupata. Il meglio della storia però arriva a fine gara, quando ho parlato un po’ troppo e ho detto ai miei (dopo alcuni chilometri di corsa): “non sono neanche stanco, potrei correre un altro giro”. La scena dei cartoni animati dove uno è rincorso da un altro non c’è stata, ma mio papà se poteva mi sotterrava lì.\nIl fisico a quei tempi c’era e non era male per alcuni tipi di sforzi, quello che mancava completamente era la testa e un pizzico di agonismo per raggiungere certi obiettivi. Passato il tempo e cambiato alcune scuole, ho cambiato anche alcuni sport. Alcuni cambiamenti ho dovuto farli per colpa degli orari che non combaciavano. Comunque ci sono state esperienze con il tiro con l’arco e poi con l’unihockey. Nel primo caso la disciplina mi piaceva e riuscivo adagio adagio a migliorare, perché una componente che aiutava tanto era la calma e quella a volte ne ho tonnellate da vendere.\nIl periodo del tecnicum a Bienne invece è stato solo un periodo di sfogo sportivo, praticando una specie di unihockey giocato con i taglialegna; per evitare il confronto stavo in porta. La pausa si è accentuata durante il mio periodo di lavoro a Berna. Questo è stato uno dei motivi che mi ha spinto al rientro in Ticino a cercare qualcosa da fare. Grazie a Sportissima ho scoperto uno sport che mi ha sempre affascinato alla televisione: il curling.\nQuesto sport è quasi fatto su misura per me, perché non c’è contatto fisico diretto con l\u0026rsquo;avversario, l’aspetto tattico è importante e comunque c’è un bel fair play sul ghiaccio. Aspetti che è difficile trovare in altri sport. Infatti adesso sono parecchi anni che lo pratico e mi piace sempre di più. Il movimento curlistico ticinese è molto piccolo e non sono tante le persone che ci girano attorno e proprio questo piccolo numero non permette di avere un ottimo ricambio di persone.\nIncredibilmente nel primo anno di gioco si riesce in poco tempo a crescere e a poter giocare decentemente. Infatti siamo stati affiancati a dei giocatori navigati e abbiamo partecipato al torneo interno per la qualificazione ai campionati ticinesi. Passata la selezione ci siamo ritrovati a rappresentare il CCC e dopo due giornate di gioco abbiamo sfiorato il podio. La stagione successiva grazie alla spinta di qualcuno mi sono messo al comando di una squadra (skip), il team era formato da giovani giocatori.\nDopo un inizio difficile e tante batoste ricevute, abbiamo iniziato a ingranare e a vincere qualche torneo. Poi l’ultima stagione è iniziato il periodo più difficile. Un membro della squadra ha dovuto affrontare una dura battaglia nella vita privata. Quindi gli equilibri nel team sono cambiato. Ora mi ritrovo a dover formare ogni volta una squadra e ricercare i giocatori per le varie occasioni. Chiamare a destra e sinistra per trovare qualcuno che ha tempo e voglia di giocare. Questo comporta ogni volta del tempo per capire i giocatori e capire come posso richiedere i tiri e quali devo cercare di evitare.\nQuesta ricerca continua di compagni mi fa perdere la voglia di giocare. Come direbbe il Karoubian, crispas, ho trovato una disciplina che mi piace e vorrei praticare ma non riesco a trovare compagni di avventura che condividono gli stessi interessi. Il peccato in questo sport è proprio questo, manca un ricambio sufficiente di giocatori e spesso quelli che ci sono non hanno la possibilità di uscire a fare tornei per colpa della famiglia o del lavoro.\nCosa fare?\n","date":"10.02.2017","externalUrl":null,"permalink":"/article/2017-gli-sport-di-squadra/","section":"Articles","summary":"","title":"Gli sport di squadra","type":"article"},{"content":"Weekend impressionante quello appena passato. Sabato giornata tremenda con acqua a più non posso e solo alcune schiarite verso sera. Mentre domenica giornata di sole senza neanche una nuvola e dopo un risveglio un po\u0026rsquo; umido e fresco la giornata si é scaldata come le castagne nelle padelle. Il 16 ottobre si è tenuta la sagra della castagna a Vacallo. Questo non é un appuntamento fisso annuale per Vacallo, perché questa manifestazione migra di anno in anno per i vari paesi della valle. Infatti l\u0026rsquo;ultima edizione a vacallo si é tenuta nel 2006.\nQuest\u0026rsquo;anno ho potuto girare per la festa con la mia macchina fotografica e la gopro a fare qualche foto e video. In questo video ho raccolto alcuni momenti della giornata. Buona visione.\nYour browser does not support the video tag. ","date":"17.10.2016","externalUrl":null,"permalink":"/video/2016-sagra-della-castagna-2016-a-vacallo/","section":"Videoes","summary":"","title":"Sagra della castagna 2016 a Vacallo","type":"video"},{"content":"Molti anni fa mentre eravamo un giro in montagna con degli amici sulla Greina, abbiamo scoperto uno strano gioco di scatole nascoste. Poi non ho più approfondito la cosa fino a quest\u0026rsquo;anno, quando ho deciso di provare a installare l\u0026rsquo;applicazione sul mio telefono. Ma cosa ho installato? Si chiama Geocaching ed è una caccia al tesoro mondiale che sfrutta il GPS. Si può usare l\u0026rsquo;app sul telefono, oppure utilizzando un apparecchio GPS. Con questi mezzi si cercano vari tipi di tesori sparsi per tutto il mondo.\nI tesori da cercare sono di differenti tipi, i traditional sono delle scatole nascoste alle coordinate indicate. All\u0026rsquo;interno della scatola si può trovare un libretto o foglio (logbook) da firmare per confermare l\u0026rsquo;effettivo ritrovamento. Fino a qui sembra tutto molto semplice, però in realtà non lo é perché le \u0026ldquo;scatole\u0026rdquo; da cercare possono essere grandi come dei tappi di bottiglia. Aggiunto al fatto che la precisione dei telefonini o dei GPS varia da 3 a 12 metri (di raggio), quindi una volta individuata la zona con le coordinate si deve mollare il telefono e far partire la testa per trovare l\u0026rsquo;obbiettivo. Alcuni indizi nella descrizione fornita devo essere a volto decriptati e compresi per velocizzare il ritrovamento.\nGli altri tipi di Geocache disponibili oltre ai traditional sono: i mistery che richiedono la risoluzione di un enigma per individuare le coordinate finali; i multi invece richiedono il passaggio in varie coordinate per racimolare indizi che perme di calcolare la zona di ricerca finale. Questi ultimi tipi sembrano molto complicati rispetto al traditional, ma non è sempre così, perché ogni cache ha un punteggio per la difficoltà. Infatti possono esserci dei cache tradizionali facili da trovare, ma difficili da aprire.\nIl primo tentativo di cercare un cache (tesoro da ricercare) non é stato facile, perché dovevamo trovare un contenitore grande come quello dei rullini fotografici. La ricerca era da eseguire molto probabilmente in un muro a secco, ma visto che era la prima nostra ricerca abbiamo esitato molto. Il primo tentativo é stato infruttuoso perché non abbiamo trovato niente, inoltre era pieno di persone che passeggiavano e quindi non é facile nascondere la ricerca. Un secondo passaggio per caso mi ha permesso di individuare immediatamente l\u0026rsquo;oggetto della ricerca. É sorprendente quanti Geocache possono esserci vicino a casa vostra. Infatti nella nostra seconda spedizione (a piedi) abbiamo percorso parecchi chilometri passando da un nascondiglio all altro. Anche in montagna è possibile fare dei bei giri abbinando al escursione qualche ricerca. In Ticino abbiamo fatto un bel giro sul monte San Giorgio, in Valle di Muggio, ma sappiamo che ci sono tante altre possibilit, anche nel resto del mondo.\nGrazie al Geocaching abbiamo scoperto luoghi particolari, di alcuni non conoscevamo neanche l\u0026rsquo;esistenza. Infatti chi nasconde un Cache deve farlo in zone particolari che hanno un qualsivoglia interesse, così si possono scoprire fatti e cose interessanti. Questo hobby non permette solo di fare del movimento, perché grazie agli enigmi da risolvere o le possibilità di nascondigli, permette così di allenare anche la mente. Infatti la difficolta non é sempre nel individuare il cahe, ma riuscire a firmare il logbook.\nUna bella esperienza l\u0026rsquo;abbiamo fatta in Giappone quest\u0026rsquo;estate dove abbiamo fatto 3 settimana di vacanza. Oltre alla visite delle bellezze locali abbiamo fatto anche del Geocaching che ci ha permesso di conoscere persone e luoghi particolari. Un esempio di bel nascondiglio può essere quello illustrato nel immagine qui a fianco, eravamo a Hiroshima in una zona poco turistica e qui potremmo aprire una lunga parentesi delle situazioni che capitano durante la ricerca. Per non farla troppo lunga, quando cercavamo in questo luogo una locale che passava di lì in bicicletta si è fermata di colpo e ci ha subito chiesto se avevamo bisogno di un qualche aiuto. Ma torniamo al nascondiglio, l\u0026rsquo;immagine qui vicino riprende la zona dove è nascosto il cache (naturalmente la foto l\u0026rsquo;abbiamo fatta dopo il ritrovamento). In queste situazioni ci si deve chiedere: ma cosa è fuori posto o luogo qui? In questo caso, una piantina di plastica in questa aiuola; sotto di essa era interrato il contenitore con il foglio da firmare (vedi seconda fotografia).\nSe la cosa vi stuzzica fatemelo sapere che le prime volte vi accompagno, così che non vi demoralizzate subito. Questo è l\u0026rsquo;errore che abbiamo fatto noi, per fortuna che per caso al secondo passaggio l\u0026rsquo;ho trovato subito. Altrimenti quasi certamente la mia attività di geocacher si sarebbe subito conclusa.\nPotete trovare altre informazioni consultando il sito di Geocaching, dove potete anche visualizzare la cartina con tutti i cache. Anche quelli vicini a casa tua.\n","date":"5.10.2016","externalUrl":null,"permalink":"/article/2016-un-nuovo-modo-per-scoprire-il-territorio/","section":"Articles","summary":"","title":"Un \"nuovo\" modo per scoprire il territorio","type":"article"},{"content":"Giornata di ricordi e di sport a Sportissima 2016. Ricordi perché 5 anni fa ho scoperto (in Ticino) il curling e mi sono appassionato a questo sport. È stato bello far provare a tante persone le sensazioni strane che si provano a scivolare sul ghiaccio. Naturalmente le cadute non sono mancate, ma i blu fanno parte delle prime esperienze. Ho voluto filmare anche quest\u0026rsquo;anno chi si é messo a disposizione e chi ha provato. Quindi non mi resta che augurarvi buona visione.\nYour browser does not support the video tag. Video dell\u0026rsquo;edizione 2013 di Sportissima:\nYour browser does not support the video tag. ","date":"17.09.2016","externalUrl":null,"permalink":"/video/2016-sportissima-2016/","section":"Videoes","summary":"","title":"Sportissima 2016","type":"video"},{"content":"Ho già rotto le scatole a tutti quelli che mi stanno vicino raccontando di tutto su curling. Sono anche riuscito a potare i miei colleghi a fare un prova. Io non sono mai stato un grande sportivo, ma questa disciplina mi sta prendendo per vari aspetti che non sto qui ad elencare. Questo sport mi occupa anche nel tempo libero, quindi: quando non lavoro o quando non sono sul ghiaccio. Ultimamente ho avuto qualche problema nel regolarità nella velocità nel lancio dei sassi. Troppo corto o troppo lungo e questo mi ha spinto a realizzare un cronometro per misurare il tempo di uno slide.\nProgetto # Obiettivo: realizzare un cronometro per misurare il tempo da backline oppure teeline fino alla hogline, il risultato poi deve essere visualizzato su un display. Nello sviluppo poi ho aggiunto anche un app per il cellulare per visualizzare le stesse informazioni del display. Ho realizzato il mio cronometro creando un modulo per le fotocellule (ne servono due) e un modulo per il display. Quest\u0026rsquo;ultimo é ancora da definire se utile e debba restare in futuro, prima devo fare delle prove sul campo.\nHo provato a creare un sistema che rispettasse questi criteri:\nsemplice da installare\nsemplice da usare\nutilizzabile anche da una sola persona\nCosì ho sviluppato delle fotocellule che comunicassero tra di loro e con un display senza fili. Ho usato dei moduli nRF24L01 in combinazione con degli Arduino, perché hanno delle ottime librerie (https://github.com/tmrh20/RF24) che semplificano la programmazione. Io ho sfruttato la comunicazione punto a punto utilizzando la fotocellula di stop (posizionata alla hogline) come master per tutto il cronometro. Cosa significa? La fotocellula master comanda il gioco, ordinando alle altre cosa devono fare. Questo permette di ridurre al minimo i falsi allarmi, però complica un po\u0026rsquo; la programmazione.\nProgrammazione # Il cuore di tutto sono tre Arduino, i due che si occupano delle fotocellule hanno lo stesso programma e lo stesso hardware. La differenza é data da un\u0026rsquo;entrata se configurata a livello alto o livello basso. Il tutto é stato programmato seguendo questo principio:\nAccensione display\nAccensione e regolazione della fotocellula start (sulla backline o teeline)\nAccensione e regolazione della fotocellula stop (sulla hogline)\nLa fotocellula stop verifica la presenza dell\u0026rsquo;altra fotocellula, se non presente visualizza un messaggio di errore “Err” sul display (se presente). Altrimenti visualizza sul display un solo 0.\nDa questo momento la fotocellula start é armata e qualsiasi interruzione del fascio viene annunciato al master\nQuando la fotocellula start annuncia un interruzione parte il cronometro, che però non visualizza in tempo reale il valore sul display per non influenzare la persona che si allena.\nSe entro 5 secondi dalla partenza non vi é nessun segnale di stop, allora sul display viene visualizzato il messaggio di errore “Err”, altrimenti viene visualizzato il tempo misurato in secondi e centesimi (i millesimi non sono visualizzati)\nQuando appare un solo 0 sul display (dopo 5 secondi) allora é possibile partire con il tentativo successivo\nQuesto sistema non richiede nessuna interazione tra la persona che si allena e il cronometro. La scelta di visualizzare solo per 5 secondi il tempo misurato é stata fatta sul mio tavolo di casa, eventuali modifiche avverranno dopo la prova sul campo.\nHardware # Cercando su internet ho trovato un progetto simile per realizzare un cronometro come questo. La persona ha utilizzato per la parte delle barriere ottiche dei diodi laser con delle fotoresistenze per detettare l\u0026rsquo;assenza del laser. Ho realizzato dei test e il risultato non mi soddisfaceva, perché il laser era troppo concentrato e riflettendo sul catarifrangente ritornava quasi esattamente in direzione del diodo. Il cambiamento di valore era minimo e richiedeva una calibrazione iniziale (rendendo più complicata l\u0026rsquo;installazione). Ho optato quindi per dei sensori ottici usati nel automazione che risultano più cari, ma sono molto più affidabili e semplici da installare. Lo svantaggio di questi sensori é che in base al modello soffrono un po\u0026rsquo; le distanze, quindi non tutto l\u0026rsquo;hardware é adatto allo scopo. Mentre per il laser questo non era un problema.\nLe restanti componenti che ho usato sono dei moduli dedicati per la funzione. Come il modulo nRF24L01 che ho usato per la comunicazione wireless, come descritto in precedenza. Il display invece é collegato a un driver per semplificare la gestione di un display con 4 digit, che si chiama TM1637. Con due collegamenti per i dati e un protocollo (per Arduino esiste una libreria) é possibile gestire il display, senza preoccuparsi del aggiornamento continuo del display o dei registri per il controllo dei display. Un tale modulo riduce drasticamente anche l\u0026rsquo;hardware e il cablaggio necessario.\nHo usato anche un modulo bluetooth JY-MCU e la libreria SoftwareSerial per creare una porta seriale fittizia (non hardware) e collegare direttamente il modulo bluetooth. Questo tipo di modulo non necessita di nessuna configurazione, basta collegare correttamente il Tx e Rx e il gioco é fatto. Lo svantaggio é che il nome visibile tramite bluetooth non é configurabile.\nApp Android # Ho creato anche un applicazione per Android per visualizzare i valori registrati e per registrare le statistiche per tre giocatori. Rispetto al software per Android in questo caso ho sfruttato un sistema di programmazione a blocchi chiamato App Inventor (http://ai2.appinventor.mit.edu/). L\u0026rsquo;app si collega al modulo del display e visualizza quello che riceve il display. Dopo le prove sul campo deciderò se tenere il modulo display o rimpiazzare il tutto con un\u0026rsquo;applicazione. Se dovesse essere il caso allora il modulo display non servirebbe più e il modulo bluetooth verrebbe spostato nella fotocellula stop.\nAllegati # Nella mia filosofia del condividere tutto, vi metto a disposizione tutto il mio lavoro. Vi prego solo di farmi sapere in che club/pista il mio lavoro é servito a qualcosa. Quindi scrivetemi a: curling@frigi.ch.\nModulo fotocellula\nSchema elettrico\nProgramma Arduino\nModulo display\nSchema elettrico\nProgramma Arduino\nApplicazione cellulare\nDownload app Clonclusioni # Anche questo piccolo progetto mi ha permesso di apprendere nuove conoscenze. Eventuali modifiche, aggiornamenti, miglioramenti avverranno dopo le prove che farò nei prossimi giorni sul ghiaccio. Naturalmente pubblicherò tutto qui. Sperò che a qualcuno possa interessare il tutto.\n","date":"25.02.2016","externalUrl":null,"permalink":"/article/2016-cronocurling-chronocurling/","section":"Articles","summary":"","title":"Cronocurling - Chronocurling","type":"article"},{"content":"","date":"25.02.2016","externalUrl":null,"permalink":"/tags/progetto/","section":"Tags","summary":"","title":"Progetto","type":"tags"},{"content":"Raccolgo in una pagina alcuni degli articoli pubblicati nelle ultime settimane sul giornale l\u0026rsquo;Informatore (settimanale del mendrisiotto).\nTorneo sociale del CC Chiasso (pubblicato il 4.12.2015) # Scarica articolo\nTorneo Curlthon di Martigny (pubblicato il 11.12.2015) # Scarica articolo\nTorneo del amicizia ad Ascona (pubblicato il 18.12.2015) # Scarica articolo\nTorneo della Befana a Faido (pubblicato il 7.1.2016, CdT) # Scarica articolo\n","date":"12.12.2015","externalUrl":null,"permalink":"/article/2015-rassegna-stampa/","section":"Articles","summary":"","title":"Rassegna stampa","type":"article"},{"content":"","date":"30.11.2015","externalUrl":null,"permalink":"/tags/allenamento/","section":"Tags","summary":"","title":"Allenamento","type":"tags"},{"content":" Introduzione # Sono conteto perché da qualche anno anche la mia ragazza si é appassionata allo sport che pratico (non da tanto tempo): il curling. Durante il primo anno di gioco assieme, ci siamo accorti che il suo delivery (la scivolata per lanciare il sasso) era sempre oltre la delivery line. Quindi in un periodo di vacanza mi sono ingnegniato per trovare una soluzione. Primo step naturalmente é Google, cosa si trova? Non molto, se non qualche video sullo slide di alcuni giocatori che hanno un punto laser sul sasso. Quindi ho voluto creare un sistema per analizzare con un punto laser lo slide, per capire dove sono gli errori e se si migliora. Per fare tutto questo servono gli step successivi.\nLa base del progetto - scomposizione # Puntatore laser Regolazione punto laser Ripresa video Analisi del delivery Questi sono i punti da affrontare per risolvere il problema e quindi il mio \u0026ldquo;progetto\u0026rdquo;.\nPuntatore laser - la base # Questo é il punto base per la buona riuscita del tutto e qui la ricerca é stata lunga. Prima pensavo di usare una semplice penna laser, poi avevo una livella laser semplice e ho provato a usare quella. Il primo problema da affrontare é (1) che il punto sia visibile su tutta la lunghezza dello slide (almeno 10m) e (2) il punto laser deve restare sempre alla stessa altezza sul sasso (o variare di poco) sempre lungo tutto lo slide. Il primo punto é facile da gestire, basta gestire la potenza del diodo laser. Mentre l\u0026rsquo;altro punto é un po\u0026rsquo; più difficile da gestire e non solo in verticale, perché anche la regolazione in orizzontale non é semplice. Perche a distanze di una certa importanza ogni millimetro in verticale o in orizzontale può risultare parecchi centimetri a 10-15 metri.\nHo risolto il problema sfruttando una livella laser, che come dice quasi il nome da solo, autolivella il punto laser in verticale. Questo permette di avere il punto rosso sempre alla stessa altezza su tutto lo slide, senza complicarsi in regolazioni assurde. Basta accendere la livella e si autoregola. Come prodotto ho scelto la Bosch GPL 3, che garantisce anche una bella portata (secondo le specifiche 30m). Questo tipo di soluzione é utile perché non infastidisce il giocatore, perché alcuni prodotti non generano solo un puntimo ma una croce che potrebbe finire negli occhi del giocatore. Inoltre il puntino resta sempre alla stessa altezza e non c\u0026rsquo;é il rischio che finisca negli occhi della persona (salvo caduta).\nRegolazione punto laser - la differenza # Sfruttando una livella per generare il punto laser uno degli assi (quello verticale) non é più indispensabile perché il sistema si autoregola. L\u0026rsquo;importante é che la livella sia posizionata ad altezza di sasso. Con legni di scarto di una primo tentativo ho creato un supporto ad U con un braccio per la regolazione orizzontale del punto laser.\nRegolazione orizzontale del punto laser Cavalletto per videocamera Perno di rotazione del braccio di regolazione Livella Bosch GPL 3 Il perno permette una regolazione precisa del punto laser, perché il braccio é più lungo dalla parte della vite rispetto a quello del puntatore. Il supporto a una forma ad U un po \u0026rsquo; allungata per proteggere la livella laser in caso che il sasso colpisca il supporto. Il braccio di regolazione permette di piazzare il supporto sul ghiaccio, facendo una regolazione sommaria. Con il braccio poi si esegue la regolazione di fino. Come scritto prima questa é la seconda versione del supporto, questa versione ha una regolazione accurata e semplice, ma ha lo svantaggio che può essere colpita da un sasso. Quindi per essere operativo si consiglia di essere almeno in due, uno fa lo slide e l\u0026rsquo;altro invece si occupa di deviare i sassi.\nRipresa video - la parte facile # Visto che la regolazione é precisa si possono fare delle riprese con qualsiasi apparecchio: cellulare, videocamera e webcam. L\u0026rsquo;ideale é avere un apparecchio che possira riprendere a parecchi fotogrammi al secondo (consiglio almeno 30), visto che uno slide dura in media dai 2 ai 3 secondi. Io uso una \u0026ldquo;vecchia\u0026rdquo; telecamera. Il consiglio é quello di piazzare il cavalletto della videocamera sopra il supporto il più in linea con il raggio laser, ma anche il più in basso possibile così da avere la migliore visuale.\nAnalisi del delivery - la cigliegina # Analizzare un video con una telecamera e la televisione è possibile, ma non sempre ottimale. Perché un delivery dura solo tra i due e quattro secondi. Quindi è difficile analizzare nel dettaglio tutte le fasi, perché è difficile gestire la velocità di riproduzione. Queste funzionalità posso essere adempiute egregiamente da applicazioni per telefoni o computer. Però spesso queste sono a pagamento è molto costose. Ci sono anche alternative open source che sono gratuite. Io preferisco queste non per il costo ma per la filosofia del open source. Ho trovato un programma che permette di analizzare i filmati in slow-motion e di analizzare alcuni punti, come il tracciamento di alcuni punti. Il programma permette anche di registrare direttamente i video da una o più telecamere contemporaneamente. Come si chiama? Kinovea ed è scaricabile dal sito www.kinovea.org, purtroppo per il momento è disponibile solo per Windows. Però se c\u0026rsquo;è qualche bravo programmatore, può prendere il codice e fare una versione per ubuntu é il benvenuto.\nNel mio tempo libero ho creato un programma che analizzasse lo spostamento del punto laser in rapporto al sasso. La creazione del programma ha richiesto parecchio tempo ed è ancora in uno stato embrionale. Il software che ho scritto analizza il segnale di una telecamera e analizza lo slide e visualizza in un grafico lo spostamento del punto. Purtroppo non registra ancora nessun video e non è ancora prevista come funzione. Lo sviluppo che prevedo è di eseguire un analisi offline dei video registrati precedentemente e di visualizzare la stabilità con un grafico. Ho sviluppato il software con programmi liberi e quindi ognuno può modificare il codice e pubblicare una versione migliore (non ci vuole molto, visto che non sono un programmatore).\nInstallazione di Delivery Laser # La base di partenza per l\u0026rsquo;installazione del software è richiesto un computer con l\u0026rsquo;ultima versione di Ubuntu (scaricabile da http://www.ubuntu.com/desktop). Ho cercato di creare il software il più semplice da installare, ma ho dovuto trovare il compromesso e usare una libreria che non si può installare dal sistema di pacchetti di Ubuntu.\nPrima di tutto si deve istallare la libreria OpenCV scaricando la libreria da questo indirizzo (serve la versione 3.0). Le istruzioni per l\u0026rsquo;installazione si trovano in questa pagina. Questa installazione può essere saltata se la versione della libreria in ubuntu é maggiore o uguale alla 3.0, attualmente (il 7.12.2015) la versione del pacchetto scaricabile dal Ubuntu Software Center é la 2.4.9.\nAdesso si é pronti per l\u0026rsquo;installazione del pacchetto che ho creato.\nIspirato da queste fonti # http://www.curling.ca/blog/2008/09/22/video-analysis-101/ https://www.youtube.com/watch?v=z7eQAErR06I https://youtu.be/bkr3J5Vqmdw https://youtu.be/VTVy6VmciT0 ","date":"30.11.2015","externalUrl":null,"permalink":"/article/2015-analisi-del-delivery-nel-curling/","section":"Articles","summary":"","title":"Analisi del delivery nel curling","type":"article"},{"content":"","date":"7.06.2015","externalUrl":null,"permalink":"/tags/e-bike/","section":"Tags","summary":"","title":"E-Bike","type":"tags"},{"content":"Leggere certi titoli (\u0026ldquo;Un futuro più ciclabile per il territorio ticinese\u0026rdquo;) sui giornali in Ticino fa quasi ridere, come si fa a convertire i ticinesi ad abbandonare la macchina? Perché malgrado tutte le colonne (non solo causate dai frontalieri) si ostinano a prendere sempre il loro amato veicolo a 4 ruote. Io ne conosco qualcuno che da parecchi anni affronta come Indiana Jones le strade del Mendrisiotto e Luganese.\nIo ho fatto una mezza evoluzione per passare alle due ruote. Un mezzo passo perché da qualche mese ho preso una bicicletta elettrica. Quando lo dico, la reazione di tutti gli Indiana é una risata e la classica affermazione: \u0026ldquo;ma così é troppo facile\u0026rdquo;. Questa é la tipica risposta di un classico Indiana che non abbandona mai il suo mezzo a motore con 2 o 4 ruote, come in una relazione amorosa perfetta. Se poi mi incontrano con il mio mezzo e vedono che é un modello da donna con cestino ridono ancora di più.\nIo me ne frego e continua a farmi l\u0026rsquo;esperienza con il mio mezzo di trasporto. Si perché per me é un mezzo di trasporto e non un metodo per fare sport. Per me adesso la bici é il metodo primario di spostamento, per andare al lavoro, a fare la spesa o semplicemente per gli spostamenti nel Mendrisiotto. Così non mi faccio problemi se é elettrica o no, perché io la vedo come sostituzione di uno scooter. Quindi la mia scelta é anche ecologica, inoltre ne approfitto per fare un po\u0026rsquo; di movimento.\nIl nostro territorio non ha una conformazione delle più appropriate per favorire l\u0026rsquo;utilizzo delle biciclette, come potrebbe essere l\u0026rsquo;Olanda o paesi simili. Eppure grazie alle e-bike tutto é più accessibile, perché passare un attimo al Serfontana a prendere qualcosa non é più una tortura, per il trovare posteggio o per fare la salita al ritorno con una bici non elettrica. Quando vado a lavorare a Chiasso vedo tutte le macchine incolonnate lungo la tirata da Coldrerio al liceo di Mendrisio. Inoltre le macchine che vanno nel mio stesso senso di marcia non sono molto più veloci di quello che ci metto io. Quando vedo queste situazioni mi chiedo se solo una parte di tutte quelle persone andasse con una bicicletta, come faccio io, di quanto si ridurrebbe il traffico e quindi tutte le colonne.\nNaturalmente non é possibile aumentare il numero delle persone che prendono la bicicletta solo con le belle parole, ma servono anche un po\u0026rsquo; di fatti. Cosa serve? Prima di tutto serve la possibilità di poter acquistare le e-bike con un sussidio, non tutti i comuni lo concedono. Non permette di far esplodere gli acquisti, ma almeno permette di aiutare la scelta, perché comunque i prezzi si sono abbassati molto ultimamente. Di passi ne servono di più concreti e ancora più difficili da implementare, come tutta la parte di facilitazione. Questo é punto assai difficile da mettere in pratica, perché spesso chi deve pianificare e realizzare qualcosa é un Indiana e quindi non capisce i veri bisogni dei ciclisti. Uno degli esempi concreti che posso fare é quello delle stazione di Mendrisio, che dispone di un posteggio bici/moto invaso, principalmente dalla seconda categoria di veicoli. Questi veicoli intasano (io vorrei usare\u0026quot;infesciano\u0026quot;) anche l\u0026rsquo;unica tettoia che é \u0026ldquo;predisposta\u0026rdquo; per le bici. Quindi i vari ciclisti per poter posteggiare il proprio mezzo e ritrovarlo la sera o il giorno dopo sono costretti a legare la bici alla ringhiera del sottopassaggio. In questo caso basterebbe una di quei posteggi per le biciclette che permettono di legarle bene e impedisca il posteggio di scooter vari.\nHo iniziato a scrivere questo post per \u0026ldquo;festeggiare\u0026rdquo; i primi 400 km della mia super bike, solo che la stesura é durata qualche giorno in più del previsto e i chilometri sono già diventati 450. Perché se la meteo é favorevole mi muovo parecchio.\nPS: I chilometri sono aumentati a 500, malgrado un\u0026rsquo;assenza per lavoro.\nhttp://www4.ti.ch/dt/dstm/sm/temi/mobilita-aziendale/mobilita-aziendale/le-misure/\nhttp://informatore.ch/index.php/cronaca/475-al-lavoro-con\n","date":"7.06.2015","externalUrl":null,"permalink":"/article/2015-i-primi-400-km-e-bike/","section":"Articles","summary":"","title":"I primi 400 km e-bike","type":"article"},{"content":"Ieri in viaggio mi é stata presentata un\u0026rsquo;appllicazione molto interessante per i pendolari, in particolare per chi utilizza frequentemente i mezzi di trasporto pubblico. Io per esempio, viaggio spesso tra le solite 5-10 stazioni a orari irregolari. Non come quando andavo alla SAMB, che prendevo sempre tutti i giorni il treno delle 7.03 dal binario 3 a Mendrisio. Oggi per lavoro, cambio quasi tutti i giorni le tratte e non si sono sempre sicuri del binario e del orario. A volte si pensa: \u0026ldquo;Magari a quest\u0026rsquo;ora c\u0026rsquo;é il Regio Express\u0026rdquo; oppure \u0026ldquo;Uhm, ci sarà il Cisalpino?\u0026rdquo;.\nL\u0026rsquo;app delle FFS é una delle prime che installo sul mio telefono, perché come viaggiatore é utile sapere l\u0026rsquo;orario. Come applicazione é molto utile vista la possibilità di consultare l\u0026rsquo;orario ovunque e avere le informazioni sempre aggiornati anche sugli eventuali ritardi. Cambiando spesso il mio tragitto (quasi tutti i giorni) é difficile memorizzare nei campi \u0026ldquo;Da\u0026rdquo; e \u0026ldquo;A\u0026rdquo; le stesse stazioni. Il cambiamento non é sempre dei più facili, in particolare quando si é in movimento. Perché le tastiere degli smartphone non sono così comode come quelle (di una volta) dei Nokia e l\u0026rsquo;immissione del testo non risulta sempre super semplice.\nQuesti problemi possono essere risolti con l\u0026rsquo;app: Viadi (io non riesco mai a ricordarmi il nome senza leggerlo). Sviluppata da dei giovani zurighesi, sviluppatori tra l\u0026rsquo;altro dell\u0026rsquo;app di Meteosvizzera. Il principio e la struttura sono molto semplici e permettono in pochissimo tempo di capire il funzionamento. Ma cosa fa? La prima schermata é divisa in due, nella parte superiore ci sono i nomi di stazioni usate frequentemente (configurabili). Nella seconda parte invece avete delle proposte di fermate nei dintorni e due caselle per scegliere delle stazioni di partenza o arrivo non presenti nella schermata. Cosa si fa in questa schermata? Si fa uno swipe scegliendo la stazione di partenza e di arrivo per visualizzare l\u0026rsquo;orario (spiegazione corta). Spiegato meglio significa che appoggiando il dito sulla casella della stazione dalla quale vogliamo partire e trascinandolo fino alla stazione di destinazione. Appena si lascia il dito ci vengono visualizzati i prossimi collegamenti tra queste stazioni. La presentazione delle informazioni avviene in modo veloce e subito comprensibile (per collegamenti che richiedono dei cambi). Con uno scroll verso l\u0026rsquo;alto o il basso poi si posso caricare i collegamenti precedenti o successivi. Come dicevo la presentazione é carina e semplice, perché si hanno tutte le informazioni utili per i pendolari semplicemente a portata di un o swipe. Naturalmente per informazioni più dettagliate sul collegamento, come l\u0026rsquo;obbligo di riservazione, la possibilità di portare biciclette o la presenza di un ristorante serve l\u0026rsquo;app ufficiale delle FFS.\nLa dimensione dei rettangoli si può definire nella finestra impostazioni, come é possibile aggiungere un immagine alle varie fermate. Qui sotto potete trovare 2 schermate che ho preso dal mio telefono. È possibile testare l\u0026rsquo;applicazione per 30 giorni gratuitamente e poi é richiesto un abbonamento di 3 franchi all\u0026rsquo;anno. Io la trovo veramente utile e molto intuitiva da usare. Personalmente poi adoro lo swipe, visto che sul mio telefono utilizzo Swype come tastiera. Tutte le informazioni che necessito sono velocemente accessibili per la presentazione, ma anche per la velocità di caricamento (a mio avviso più veloce di quella delle FFS). Usi i mezzi di trasporto pubblici? Provala!\n","date":"26.03.2015","externalUrl":null,"permalink":"/article/2015-orari-del-treno-rapidamente-viadi/","section":"Articles","summary":"","title":"Orari del treno rapidamente con Viadi","type":"article"},{"content":"","date":"26.03.2015","externalUrl":null,"permalink":"/tags/treni/","section":"Tags","summary":"","title":"Treni","type":"tags"},{"content":"Info: Leggi questo articolo con la musica che trovi sotto\nMi sono appena gustato su youtube le ultime partite della nazionale svizzera femminile di curling, che ha appena vinto i mondiali 2015 in Giappone. Durante e dopo le partite ho ripensato ai miei piccoli \u0026ldquo;mondiali\u0026rdquo; a livello regionale: i campionati ticinesi 2015 (sabato 21 marzo). Il livello e la preparazione non sono proprio comparabili, però nel nostro/mio piccolo hanno una certa importanza.\nPiccola cronaca della giornata, iniziamo dall\u0026rsquo;uscita di casa. Quando prima di arrivare alla macchina la mia ragazza mi dice: \u0026ldquo;Non ti arrabbi se oggi non gioco bene?\u0026rdquo;. In quel momento ti crolla il mondo addosso, perché tu ti stai \u0026ldquo;preparando\u0026rdquo; per le partite e lei si prepara già al dopo torneo. Tutto questo perché dopo il sorteggio la prima squadra da affrontare é Lugano Fabione composta in particolare da due personaggi molto validi. Però siamo riusciti a batterli dopo un inizio un po\u0026rsquo; sofferto.\nSubito dopo la prima partita il morale era già diverso e la domanda era già cambiata: \u0026ldquo;Neh che non ho giocato male?\u0026rdquo;. Infatti oltre le nostre aspettative, grazie al risultato, nella classifica parziale il primo rango era nostro. Solo che il sistema Schenkel usato per stilare le classifiche da un lato non é male (a seconda della posizione in classifica), ma l\u0026rsquo;unico modo per restare ad inizio classifica é quello di vincere. Perché appena perdi, perdi parecchie posizioni. Quindi quando provi a fare bene in una gara con un sistema simile, spesso ti crei della pressione per niente e sbagli. È un po\u0026rsquo; quello che abbiamo fatto nella seconda partita contro Ascona Werner. Solo grazie alle nostre partenze diesel, nella fase finale siamo riusciti a rimontare e agguantare con gli ultimi sassi un pareggio, a mio parere, almeno meritato (in particolare nella seconda metà della partita).\nA nostra grande sorpresa malgrado il pareggio abbiamo perso una sola posizione e durante il pranzo alcuni iniziano a capire che la vittoria della Chicchera 2015 non é stata solo fortuna. Ora però arriva la partita difficile contro Chiasso Manuel con in particolare Manuel Noseda e Andrea Lenzin, che per me sono un po\u0026rsquo; come i miei maestri, perché grazie al loro aiuto (durante la mia prima stagione) ho apprezzato ancora di più questo sport. Loro avevano un conto in sospeso con noi, perché alla prima partita di qualificazione interna al CC Chiasso ci siamo affrontati (battendoli). Piccolo aspetto non bello prima della partita, sono stati gli auguri \u0026ldquo;gufati\u0026rdquo; (assolutamente non velati) fatti da altri giocatori. Comunque la partita mi é piaciuta tanto perché fino al 7 end era apertissima (parità 5 a 5) e malgrado la stanchezza abbiamo retto bene. Poi purtroppo non siamo riusciti a piazzare dei sassi durante il 7 end e abbiamo incassato una casa da 4 (difficilmente ricuperabile all\u0026rsquo;ultimo end). Questa é stata un po\u0026rsquo; la batosta che non ci ha fatto più costruire niente durante l\u0026rsquo;ultimo end. Ma malgrado il risultato della partita e un 5o posto sulla classifica finale, sono assolutamente molto contento e fiero della mia squadra. Perché partendo da outsider in due occasioni questa stagione si é giocata il gradino più alto del podio. Naturalmente non si devono dimenticare i complimenti agli avversari per l\u0026rsquo;ottimo gioco dimostrato sul ghiaccio.\nNota conclusiva della giornata: adesso posso dormire dei sonni tranquilli perché so come mai quando si porta un bicchiere di Champagne alla bocca \u0026ldquo;viene da piangere\u0026rdquo;. Perché il bello del curling non é solo lo stare sul ghiaccio a giocare, ma anche lo stare con gli altri a ridere e scherzare fuori dal ring. Ah, adesso posso rispondere alla domanda: \u0026ldquo;Come ho giocato?\u0026rdquo;.\nYour browser does not support the audio element. Musica: Rainbow Treasure Quest di Grégoire Lourme (Licenza CC BY-SA 3.0CC BY-SA 3.0)\n","date":"23.03.2015","externalUrl":null,"permalink":"/article/2015-campionati-ticinesi-2015/","section":"Articles","summary":"","title":"Campionati ticinesi 2015","type":"article"},{"content":"","date":"23.03.2015","externalUrl":null,"permalink":"/tags/risultati/","section":"Tags","summary":"","title":"Risultati","type":"tags"},{"content":"","date":"23.03.2015","externalUrl":null,"permalink":"/tags/ticinesi/","section":"Tags","summary":"","title":"Ticinesi","type":"tags"},{"content":"","date":"16.03.2015","externalUrl":null,"permalink":"/tags/aggiornamento/","section":"Tags","summary":"","title":"Aggiornamento","type":"tags"},{"content":"Aggiornare o non aggiornare? Ma quando ti ritrovi la tua home-page piena di errori e solo per metà funzionante, la risposta é solo una: aggiornare. Perché mi sono trovato in questa situazione? In parole povere, ho fatto una cavolata (ma dovrei usare altre parole). Ma di quelle grosse, di quelle che non ti permettono un ripristino e l\u0026rsquo;unica soluzione é quella di ripartire da zero. Non ho cancellato tutto, perché i miei dati importanti sono salvati in varie copie. Il problema é che ho fatto aggiornare il motore del mio sito, un aggiornamento del tipo: mettere un motore di un Audi su una macchina a pedali. Questo é stato l\u0026rsquo;input per fare quello che ho sempre accantonato da parecchi mesi.\nI cambiamenti # Lo scopo principale che mi sono fissato, era di alleggerire tutta la struttura, spostando in archivio pagine e menu molto vecchi. Non ho cancellato niente, perché é un pezzo della mia storia e della mia filosofia. Alcuni aspetti non interesseranno a nessuno o magari sono un po\u0026rsquo; datati, ma magari nella vastità di internet a qualcuno potrebbero interessare. Oltre al principio generale ho deciso di rendere il tutto un po\u0026rsquo; più mobile-friendly e questo richiede più tempo. Perché non solo si costruisce un sito per essere guardato con il computer, ma si deve verificare che ogni aspetto funzioni con ogni tipo di schermo (computer, tablet e smartphone).\nAltri cambiamenti:\ntolti tutti i bottoni social (Facebook e Google+) tolta la possibilità di eseguire il login con Facebook spostate in archivio tutte le pagine di Ubiquity creata una struttura di tipo blog, nessuna selezione di articoli per la home page possibilità di aggiungere dei tag negli articoli e selezione degli articoli con lo stesso tag il template é responsive e si adatta alle dimensione degli schermi design semplice e pulito Problemi conosciuti:\ncon schermi piccoli é assai difficile far partire i filmati, spesso si apre un\u0026rsquo;altro sito. Soluzione: non schiacciare sul immagine play, ma schiacciare il più in basso possibile nella finestra del video. Questo é un bug del produttore del plugin. la visualizzazione della galleria fotografica non é ancora ottimizzata al 100% per gli schermi piccoli. La soluzione richiede parecchio lavoro (mio) il sito non é ancora pronto per più lingue Altri cantieri aperti # Oltre al aggiornamento del mio sito ho sempre tanti cantieri aperti e di nuovi si aprono ogni giorno. Uno di quelli principali é legato al curling e la creazione di alcuni strumenti per allenarsi nel delivery. Qui vorrei pubblicare tutte le informazioni per poter ricreare gli strumenti (schemi, codici, \u0026hellip;) e visto che l\u0026rsquo;ambiente curling di lingua italiana non é vasto vorrei tradurre le pagine in inglese. Un po\u0026rsquo; per nostalgia e un po\u0026rsquo; per bisogno, sto creando un telecomando semplice (con Arduino) per mia nonna che soffre di alzheimer. Questo lo sto facendo grazie a un progetto open e alle mie conoscenze.\n","date":"16.03.2015","externalUrl":null,"permalink":"/article/2015-aggiornamento-sito/","section":"Articles","summary":"","title":"Aggiornamento sito","type":"article"},{"content":"Il 30 e 31 gennaio abbiamo partecipato al torneo della Chicchera 2015 organizzato dal CC Chiasso. Quando abbiamo affrontato questo torneo eravamo un po\u0026rsquo; stanchi (ma carichi) dal weekend precedente, dove abbiamo giocato al torneo delle cameli organizzato dal CC Ascona. Noi non siamo di molte pretese e quando affrontiamo le gare il nostro primo obiettivo é quello di divertirci. Per fortuna, perché quasi tutte le partite che abbiamo giocato le abbiamo spesso iniziate incassando delle case pesanti. Però grazie alla costanza abbiamo rimontato quasi tutte le partite, tranne quella che abbiamo iniziato in vantaggio.\nLa sorpresa maggiore l\u0026rsquo;abbiamo avuta quando l\u0026rsquo;ultima partita é finita e tutti si congratulavano con noi. Io pensavo che era semplicemente perché avevo appena battuto il Lugano. Invece tutti gli altri avevano già fatto i calcoli per la classifica finale, risultato? Abbiamo vinto il torneo. Che emozione! La foto in questo post però l\u0026rsquo;abbiamo fatta perché volevamo avere una foto ricordo.\nLa classifica finale:\nChiasso 3 con Monica Fraschini, Stefania Pedrazzi, Nicola Fraschini e Mauro Frigerio Chiasso 2 con Stefano Fiscalini, Patrick Wälti, Gianluca Tescione e Athos Terzi Chiasso 1 con Paolo Pitton, Beat Wälti, Andrea Lenzin e Luca Romelli ","date":"14.03.2015","externalUrl":null,"permalink":"/article/2015-chicchera-2015/","section":"Articles","summary":"","title":"Chicchera 2015","type":"article"},{"content":" Bella idea per fare un po\u0026rsquo; di sport e di movimento. Purtroppo ho potuto partecipare solo l\u0026rsquo;ultimo giorno, durante il quale ho fatte qualche foto e video. I link e il piccolo filmato lo potete trovare qui sotto.\nGALLERIA FOTOGRAFICA\nYour browser does not support the video tag. Altri video che ho creato li potete trovare nella pagina dedicata.\n","date":"12.05.2014","externalUrl":null,"permalink":"/video/2014-svizzera-in-movimento-2014/","section":"Videoes","summary":"","title":"Svizzera in Movimento 2014","type":"video"},{"content":"Eccovi la quinta puntata del podcast.\nScarica la puntata in formato mp3 o ogg, oppure il copione (solo il mio commento).\nYour browser does not support the audio element. Gli ospiti di questa puntata sono:\nPiermario Bernaschina, ex presidente Monica Benedetti Domenico Casoli, ex presidente Attilio Cavadini, ex presidente La musica (sigle e stacchi) é stata fornita da www.beatpick.com e queste sono le tracce in ordine d\u0026rsquo;ascolto:\nJ.T.J.\u0026rsquo;s Jig di Sonic Impulse (sigla iniziale e finale, licenza CC BY-NC-SA 3.0) Tropics di Forged (musica di sottofondo, licenza CC BY-NC-SA 3.0) Gonna Let It Roll di James Burnevik (licenza CC BY-NC-SA 3.0) ","date":"17.08.2013","externalUrl":null,"permalink":"/article/2013-conosci-la-sav-puntata6-il-finale/","section":"Articles","summary":"","title":"Conosci la SAV? - Puntata 6: il finale","type":"article"},{"content":"","date":"17.08.2013","externalUrl":null,"permalink":"/tags/podcast/","section":"Tags","summary":"","title":"Podcast","type":"tags"},{"content":"","date":"17.08.2013","externalUrl":null,"permalink":"/series/conosci-la-sav/","section":"Series","summary":"","title":"Conosci La SAV?","type":"series"},{"content":"Eccovi la quinta puntata del podcast.\nScarica la puntata in formato mp3 o ogg, oppure il copione (solo il mio commento).\nYour browser does not support the audio element. Gli ospiti di questa puntata sono:\nPiermario Bernaschina, ex presidente Monica Benedetti La musica (sigle e stacchi) é stata fornita da www.beatpick.com e queste sono le tracce in ordine d\u0026rsquo;ascolto:\nJ.T.J.\u0026rsquo;s Jig di Sonic Impulse (sigla iniziale e finale, licenza CC BY-NC-SA 3.0) Tropics di Forged (musica di sottofondo, licenza CC BY-NC-SA 3.0) Something Unreal di Ex Norwegian (licenza CC BY-NC-SA 3.0) Driving di Blemish (licenza CC BY-NC-SA 3.0) ","date":"17.08.2013","externalUrl":null,"permalink":"/article/2013-conosci-la-sav-puntata5-le-manifestazioni/","section":"Articles","summary":"","title":"Conosci la SAV? - Puntata 5: le manifestazioni","type":"article"},{"content":"","date":"17.08.2013","externalUrl":null,"permalink":"/series/","section":"Series","summary":"","title":"Series","type":"series"},{"content":"Eccovi la quarta puntata del podcast.\nScarica la puntata in formato mp3 o ogg, oppure il copione (solo il mio commento).\nYour browser does not support the audio element. Gli ospiti di questa puntata sono:\nFrancesco Frigerio Monica Benedetti La musica (sigle e stacchi) é stata fornita da www.beatpick.com e queste sono le tracce in ordine d\u0026rsquo;ascolto:\nJ.T.J.\u0026rsquo;s Jig di Sonic Impulse (sigla iniziale e finale, licenza CC BY-NC-SA 3.0) Tropics di Forged (musica di sottofondo, licenza CC BY-NC-SA 3.0) It\u0026rsquo;s A Perfect Day For Fun di James Burnevik (licenza CC BY-NC-SA 3.0) Gipsy Train di Municipale Balcanica (licenza CC BY-NC-SA 3.0) ","date":"17.08.2013","externalUrl":null,"permalink":"/article/2013-conosci-la-sav-puntata4-campeggi-sav/","section":"Articles","summary":"","title":"Conosci la SAV? - Puntata 4: campeggi SAV","type":"article"},{"content":"Eccovi la terza puntata del podcast.\nScarica la puntata in formato mp3 o ogg, oppure il copione (solo il mio commento).\nYour browser does not support the audio element. Gli ospiti di questa puntata sono:\nDomenico Casoli, ex presidente Francesco Frigerio Attilio Cavadini, ex presidente Monica Benedetti La musica (sigle e stacchi) é stata fornita da www.beatpick.com e queste sono le tracce in ordine d\u0026rsquo;ascolto:\nJ.T.J.\u0026rsquo;s Jig di Sonic Impulse (sigla iniziale e finale, licenza CC BY-NC-SA 3.0) Tropics di Forged (musica di sottofondo, licenza CC BY-NC-SA 3.0) Driving di Blemish (licenza CC BY-NC-SA 3.0) ","date":"17.08.2013","externalUrl":null,"permalink":"/article/2013-conosci-la-sav-puntata3-le-feste-federali-di-ginnastica/","section":"Articles","summary":"","title":"Conosci la SAV? - Puntata 3: le feste federali di ginnastica","type":"article"},{"content":"Sto rientrando a casa con il treno e come spesso il viaggio di ritorno é assai lungo, perché anche oggi ho dovuto varcare le Alpi. Oggi sono stato a Goldau per spiegare a una cinquantina di colleghi della regione sud e centro cosa significa l\u0026rsquo;apertura della Galleria di Base del Gottardo e in seguito quella del Ceneri. In particolare le sfide che deve affrontare la (per il momento) piccola e giovane regione sud.\nDa oramai più di 10 anni viaggio regolarmente da Chiasso al nord delle Alpi e so cosa significa fare dei lunghi viaggi in treno. Ogni tanto m\u0026rsquo;immagino come potrebbe essere in futuro il viaggio, il metodo più semplice é chiudere gli occhi a Erstfeld per simulare la galleria. La cosa non va sempre a buon fine, perché mi addormento e quindi la simulazione si prolunga fino a Chiasso.\nNon vedo l\u0026rsquo;ora di poter aprire e gestire gli impianti elettrici e di telecomunicazione che sommergono la galleria. Poter viaggiare attraverso le Alpi e raggiungere il nord così velocemente. L\u0026rsquo;attesa per fortuna non é lunghissima e già tra 3 anni dovremmo essere pronti a gestire i primi treni di test. La cosa non é così semplice come sembra, perché la galleria é piena di tecnologia e sistemi di controllo, per garantire un viaggio in sicurezza a tutti e la massa di sistemi e le limitazioni rendono il nostro lavoro ancora più complicato e interessante. Facciamo tutto questo per permettere a tutti i nostri clienti di poter viaggiare senza problemi.\nCome detto tra 3 anni dobbiamo essere pronti al challange e nel frattempo dobbiamo: assumere nuovo personale, istruire il personale, costruire le basi logistiche e acquistare dei nuovi treni speciali per la manutenzione.\nCavoli che onore e poter dire di lavorare per un record del mondo. Voglio chiudere modificando il motto di Alptransit (“Costruiamo il futuro”) in: “Manteniamo il futuro”.\nEcco qualche foto della mia ultima visita in galleria a Faido.\nYour browser does not support the video tag. ","date":"17.06.2013","externalUrl":null,"permalink":"/article/2013-manteniamo-il-futuro/","section":"Articles","summary":"","title":"Manteniamo il futuro","type":"article"},{"content":"Eccovi la seconda puntata del podcast.\nScarica la puntata in formato mp3 o ogg, oppure il copione (solo il mio commento).\nYour browser does not support the audio element. Gli ospiti di questa puntata sono:\nDomenico Casoli, ex presidente Piermario Bernaschina, ex presidente Monica Benedetti La musica (sigle e stacchi) é stata fornita da www.beatpick.com e queste sono le tracce in ordine d\u0026rsquo;ascolto:\nJ.T.J.\u0026rsquo;s Jig di Sonic Impulse (sigla iniziale e finale, licenza CC BY-NC-SA 3.0) Tropics di Forged (musica di sottofondo, licenza CC BY-NC-SA 3.0) Start Over Again di Kevin McAdams (licenza CC BY-NC-SA 3.0) Two Is Better Than One di Mark Kano (licenza CC BY-NC-SA 3.0) ","date":"7.05.2013","externalUrl":null,"permalink":"/article/2013-conosci-la-sav-puntata2-la-tenuta-sportiva-e-le-sezioni/","section":"Articles","summary":"","title":"Conosci la SAV? - Puntata 2: la tenuta sportiva e le sezioni","type":"article"},{"content":"Eccovi la prima puntata del podcast.\nScarica la puntata in formato mp3 o ogg, oppure il copione (solo il mio commento).\nYour browser does not support the audio element. Gli ospiti di questa puntata sono:\nDomenico Casoli, ex presidente Piermario Bernaschina, ex presidente La musica (sigle e stacchi) é stata fornita da www.beatpick.com e queste sono le tracce in ordine d\u0026rsquo;ascolto:\nJ.T.J.\u0026rsquo;s Jig di Sonic Impulse (sigla iniziale e finale, licenza CC BY-NC-SA 3.0) Tropics di Forged (musica di sottofondo, licenza CC BY-NC-SA 3.0) Something Unreal di Ex Norwegian (licenza CC BY-NC-SA 3.0) Don\u0026rsquo;t Need You (Instrumental Version) di Mike Kotulka (licenza CC BY-NC-SA 3.0) ","date":"14.04.2013","externalUrl":null,"permalink":"/article/2013-conosci-la-sav-puntata1-la-nascita-e-i-primi-passi/","section":"Articles","summary":"","title":"Conosci la SAV? - Puntata 1: la nascita e i primi passi","type":"article"},{"content":"L\u0026rsquo;estate scorsa prima delle olimpiadi é stata trasmessa su Rete 3 una interessante programma radiofonico del mitico Federico Buffa: London Calling. La trasmissione preparava il cammino per le (di li a poco) olimpiadi di Londra, raccondando di puntata in puntata delle vecchie edizioni. Gli episodi riportati erano spesso (per me) degli avvenimenti carini e poco conosciuti.\nYour browser does not support the video tag. La cosa mi é piaciuta parecchio e durante i miei viaggi frequenti in treno mi sono messo in testa di proporre qualcosa di simile ma legato alla SAV. Non pretendo assolutamente di essere un giornalistra bravo come Federico, quindi ho adattato un po\u0026rsquo; il format al mio \u0026ldquo;giornalismo\u0026rdquo;. Nel 2008 la SAV ha festeggiato il suo 50mo di fondazione e per celebrare questo anniversario é stato creato un \u0026ldquo;documentario\u0026rdquo; e un libro. Durante la raccolta di informazioni per il libro, sono state fatte alcune interviste ai personaggi che hanno vissuto in prima persona certi eventi.\nSono riuscito ad entrare in possesso di queste registrazioni ed ho creato un podcast di 6 puntate. Raccontando, con la voce diretta di chi li ha vissuti, fatti curiosi sul passato della SAV.\nIl tempo libero a mia disposizione varia molto e ci sono voluti molti mesi per completare il progetto. Nel frattempo c\u0026rsquo;é stato il fallimento della SAV Basket (la SA). Questo mio lavoro vuole essere anche un piccolo ricordo su perché é nata la SAV e ricordare per quale motivo alcuni giovani hanno deciso di fondarla. Ultimamente siamo abbituati ad avere tutto e subito, forse dobbiamo fermarci un attimo a pensare e riflettere sul lavoro svolto da tanti volontari nell\u0026rsquo;arco di più di 50 anni.\nYour browser does not support the audio element. ","date":"8.04.2013","externalUrl":null,"permalink":"/article/2013-conosci-la-sav-podcast/","section":"Articles","summary":"","title":"Conosci la SAV? - Podcast","type":"article"},{"content":"","date":"4.04.2013","externalUrl":null,"permalink":"/tags/cani/","section":"Tags","summary":"","title":"Cani","type":"tags"},{"content":"Ultimamente ho trascurato molto il mio sito, non scrivo più articoli da tanto tempo. Questo articolo non avrei mai voluto scriverlo, anche se sono consapevole che prima o poi dovevo farlo.\nNella vita di un cane ci sono tre grandi fasi: cucciolo (con tutta la crescita), quella costante e l\u0026rsquo;ultima discendente. La prima parte di vita viola senza neanche accorgersi. Quando lo porti a casa è un cucciolo e qualche mese più tardi è già un grandone e ti chiedi se quello è il rospo che avevi portato a casa.\nLa fase di mezzo è quella che permette di gustarsi il cane, visto che é formato ed educato. Poi il passare del tempo fa il suo effetto e arriva l\u0026rsquo;ultima fase.\nGroucho é quasi sempre restato nella prima fase, dentro é sempre stato giovane e pimpante fino all\u0026rsquo;ultimo. La lingua é sempre stata la sua arma preferita, come Zorro e la sua spada. Bastava essere a portata ed eri fregato, perché era velocissimo. Grazie per tutti i momenti belli e meno belli che abbiamo passato assieme.\nLa fase calante grazie a lui é stata velocissima e non ci ha fatto soffrire. Mi dispiace tantissimo non aver potuto aiutarti fino all\u0026rsquo;ultimo, perché mi trovavo lontanissimo per lavoro.\nDormi bene, senza russare troppo forte ;-)\nYour browser does not support the video tag. ","date":"4.04.2013","externalUrl":null,"permalink":"/article/2013-ciao-cucciolo/","section":"Articles","summary":"","title":"Ciao cucciolo","type":"article"},{"content":"Sistemando alcune cose del mio trasloco, sono apparsi dei vecchi CD del 2008 con delle interviste sulla SAV. Sono delle interviste che sono state fatte per il 50mo della SAV, per riscoprire fatti e storie non scritte. Parte delle informazioni raccolte sono state scritte nel libro per la commemorazione.\nOltre ai CD nel trasloco ho ricuperato un computer, che ho deciso di trasformare in multimedia center per montaggio video e audio. Avere un PC e non poterci far niente é stupido, quindi mi sono inventato un possibile progetto. Dopo il video che ho fatto nel 2008 ho epnsato di realizzare un podcast per poter far ascoltare a tutti questi racconti. Un po\u0026rsquo; sullo stile di London Callining, trasmissione che racconta le olimpiadi e i sui retroscena.\nPrima di montare le varie puntate mi piacerebbe raccogliere i vostri pareri.\nVI INTERESSA? DEVO CONTINUARE? Fatemelo sapere per email, Twitter, Facebook, voce, sms, lettera e quello che volete.\nQuesto é solo un trailer:\nYour browser does not support the audio element. Altrimenti scarica il file.\n","date":"29.06.2012","externalUrl":null,"permalink":"/article/2013-conosci-la-sav-trailer/","section":"Articles","summary":"","title":"Conosci la SAV? - Trailer","type":"article"},{"content":"Anno di cambio gestione e il ritorno a sciare sulle nevi di Disentis.\nAnnata molto nevosa, di quelle che non si vedevano da anni. Infatti gli ultimi 2 giorni (tranne il 1.1.2012) la visibilità sulle piste era abbastanza ridotta.\nEcco 3 video che dovrebbero riassumere il corso di sci.\nCorso di sci SAV 2011-12 - TRAILER\nYour browser does not support the video tag. Corso di sci SAV 2011-12 - GIGETTO\nYour browser does not support the video tag. Corso di sci SAV 2011-12 - FILM\nYour browser does not support the video tag. ","date":"1.01.2012","externalUrl":null,"permalink":"/video/2012-corso-di-sci-disentis-201112/","section":"Videoes","summary":"","title":"Corso di sci disentis 2011/12","type":"video"},{"content":"Quanti cambiamenti!!! Da quando ho scritto il mio ultimo articolo per il sito ne sono capitate di cose, per questo cerco di fare un piccolo riassunto.\nIl cambiamento più importante è di sicuro legato al mio lavoro. Nel mio ultimo articolo scrivevo dei lavoratori ticinesi \u0026ldquo;costretti\u0026rdquo; a emigrare oltre la frontiera alpina. Qualche mese dopo in un momento no della mia vita, mi è arrivato un email magico. Era l\u0026rsquo;annuncio di un posto di lavoro presso i miei colleghi in Ticino. Dopo un mese di riflessioni decido di inviare la candidatura. Infatti, da settembre ho cambiato funzione e luogo di lavoro: Bellinzona. Adesso mi occupo di alcuni progetti delle FFS legate al tunnel di base del San Gottardo.\nIl cambiamento è stato abbastanza radicale, per esempio la sveglia: \u0026ldquo;normalmente\u0026rdquo; suona alle 5.10. Chi mi conosce sa che per me non è una cosa facile, ma adesso mi sto abituando, anche grazie al mio amico malefico. Adesso faccio il pendolare regolare e non settimanale come prima. Una cosa strana che mi capita adesso è che posso parlare e discutere con gli altri in italiano e quindi posso capire le cose! Non ha pezzo, come dice la pubblicità. Comunque la mia funzione non mi tiene lontano dalla Svizzera interna, infatti sto scrivendo quest\u0026rsquo;articolo di ritorno, guarda a caso, da Berna.\nIl lavoro in Ticino è assai diverso rispetto a \u0026ldquo;in dentro\u0026rdquo;, oltre alla lingua ci sono degli aspetti anche culturali. Adesso posso capire e approvare quello che mi è stato detto da alcune persone che hanno fatto il mio stesso passaggio/percorso. Nei prossimi anni mi aspettano delle belle sfide lavorative legate ai progetti che seguo. Cosa faccio? Spiegare tutto il lavoro é difficile, la spiegazione non é semplice neanche per chi conosce le FFS. Comunque in parole povere mi occupo di pianificare l\u0026rsquo;esercizio e la manutenzione delle reti di telecomunicazione all\u0026rsquo;interno del tunnel di base del Gottardo e del Ceneri. Calcolare quante persone e dove servono, come si svolge il lavoro in galleria, con quale cadenza. Per i primi 2 anni aiuto un collega di Lucerna che ha fatto il lavoro fino adesso e tra 2 anni andrà in pensione, poi sarà un mio lavoro al 100% (o magari lo sarà già prima). Nel tempo libero che mi resta, mi occupo dei progetti di collegamento tra FFS e tunnel di base del Gottardo, sempre per quanto riguarda telecomunicazioni.\nCon il mio ritorno in Ticino anche la mia vita privata cambia. Dopo anni di vita studentesca prima e da lavoratori giovani, mi sono abituato a degli stili di vita diversi rispetto a quelli dei miei genitori. Infatti ho cercato un appartamento in cui andare a vivere. L\u0026rsquo;appartamento é in allestimento, ma spero prima di natale di concludere l\u0026rsquo;allestimento (la vedo dura\u0026hellip;). Vivere in un appartamento da solo comporta vantaggi e svantaggi rispetto a stare a casa con i miei, inoltre per me é una cosa nuova, visto che ho sempre vissuto condividendo l\u0026rsquo;appartamento con qualcuno.\nUn obiettivo che mi sono fissato con il partire da Berna é quello di non larvare il mattino a letto e quindi mi sforzo di partire presto il mattino, per arrivare anche presto a casa la sera ed avere ancora tempo per fare qualcosa. Chi mi conosce sa che questo per me é uno sforzo immenso, ma ce la sto facendo.\nBasta parlare di lavoro, perché ci sono anche degli aggiornamenti nella mia vita privata. Con il rientro mi sono obbligato anche a fare qualche sport, o qualcosa che non mi facesse poltrire a casa tutte le sere. Quando ero a Berna andavo 1 o 2 volte a settimana in piscina, qui le possibilità erano un paio: piscina o arrampicata. Poi a inizio settembre c\u0026rsquo;é stata Sportissima, una manifestazione per promuovere il movimento e lo sport. Tra gli sport proposti quella giornata c\u0026rsquo;era anche il curling. Con l\u0026rsquo;amico Malefico abbiamo provato, per divertirci e ci é piaciuto. Infatti da metà ottobre ci alleniamo a Chiasso. È un bello sport, nel fare, sul e fuori dal campo. Guardandolo in televisione sembra facilissimo scivolare spingendo una pietra, oppure scopare una pietra che si muove sul ghiaccio.\n","date":"14.11.2011","externalUrl":null,"permalink":"/article/2011-grande-aggiornamento/","section":"Articles","summary":"","title":"Grande aggiornamento","type":"article"},{"content":"Mentre sto scrivendo quest’articolo per il mio blog in Ticino manca una settimana alle elezioni cantonali. Come ogni quattro anni, o in caso di votazioni sull’Europa e su temi legati ai posti di lavoro uno dei temi portanti per alcuni partiti, sono i frontalieri, che sempre secondo questi partiti rubano il lavoro ai ticinesi. Io non devo \u0026ldquo;lottare\u0026rdquo; ogni giorno con il Loris Bernasconi, eppure sono quasi un frontaliere pure io. La frontiera che deve varcare ogni settimana non é proprio ben definita dalle carte geografiche ma é un po\u0026rsquo; nella testa di tutti gli svizzeri. Questa frontiera si chiama San Gottardo. Sono un frontaliere interno, uno dei tanti che dal Ticino \u0026ldquo;migra\u0026rdquo; dal Ticino nella Svizzera interna. Non voglio fare discussioni sui frontalieri (interni o esterni), voglio semplicemente raccontare com\u0026rsquo;é \u0026ldquo;organizzato\u0026rdquo; un mio weekend tipo.\nTra tutti i ticinesi che lavorano al 100% in Svizzera interna devo ritenermi molto fortunato, perché il mio datore di lavoro sono le FFS. Ma prima di parlare di lavoro vi spiego da dove a dove pendolo. Il mio luogo di lavoro si trova nella capitale della Svizzera: Berna, dove lavoro dal 2006. Ogni weekend mi trasferisco a casa, che si trova in uno dei paesi più a sud della Svizzera: Vacallo, qui vivo dalla mia nascita.\nOra parliamo della trasferta, i due punti in linea d\u0026rsquo;aria distano l\u0026rsquo;uno dal altro solo 180 km circa. Purtroppo la Svizzera é piena di montagne e non sempre di tunnel, quindi viaggiando con i mezzi di trasporto pubblici o con un’auto non si può percorrere la strada più diretta. La via più corta in auto é di 300 km, mentre per i mezzi di trasporto é di circa 320-350 km. La grande differenza si ha nel tempo di percorrenza: in auto senza traffico servono 3 ore, con il treno invece 4 ore e mezza (fino a Chiasso).\nSiccome sono un dipendente FFS e comunque un amante dei treni, malgando la durata maggiore del viaggio, di prendere il treno. Anche perché grazie al mio portatile posso permettermi di lavorare in treno e quindi sfruttare un po\u0026rsquo; le ore di viaggio.\nVenerdì si sente odore di weekend, é ora di fare la valigia e rientrare (finalmente). Il mio treno parte alle 13.00 per Lucerna. Sì, parto cosi presto per questo mi ritengo molto fortunato, perché non tutti i datori di lavoro lo permettono. A che ora arrivo a casa? Un po\u0026rsquo; prima delle 18, perché non si deve dimenticare la posta da Chiasso a Vacallo. L\u0026rsquo;arrivo a casa non é simbolo per me di relax perché dopo aver depositato le valigie cambio i vestiti e mi appresto a uscire da casa, direzione Amici a 6 Zampe a Castel S. Pietro. È il club cinofilo che ho fondato con degli amici 2 anni fa, nel quale aiuto dando dei corsi per possessori di cani. Il corso del venerdì sera é per i cuccioli dai 2 ai 4 mesi e mi occupa fino alle 21. Affamato mi fiondo al ristorante vicino a casa a mangiare qualcosa, poi finalmente relax a casa dove incontro per la prima volta i miei genitori.\nIl sabato é un\u0026rsquo;altra giornata dedicata quasi interamente ai cani sempre nel club che ho fondato. Spesso la sera sono molto stanco per questo non mi muovo più da casa. Purtroppo il tempo non si può fermare e arriva anche la domenica. Questo é il giorno che mi resta, peccato però che non ho a disposizione tutta la giornata perché alle 16-17 mi devo già preparare per il rientro a Berna, partenza da casa verso le 18 e arrivo a Berna alle 23, notte fonda.\nOgni qual volta che non devo fare il viaggio di rientro a fine weekend, la domenica mi sembra molto strana e mi sembra che il weekend duri un’eternità.\nIn uno dei tanti viaggi che ho fatto ho cercato di calcolare quante volte sono passato vicino alla chiesetta di Wassen. Per chi non conosce bene le gallerie elicoidali del Gottardo, il treno passa 3 volte attorno alla chiesetta per abbassarsi o alzarsi e superare la montagna. Questo é il risultato:\n• 4 anni di lavoro a Berna + 3 di studio a Bienne\n• 40 weekend di media l\u0026rsquo;anno (ho tolto le vacanze più altre volte che posso restare in Ticino)\n• 2 viaggi per weekend\n• 3 volte per viaggio vedo la chiesa di Wassen\nRisultato: (4+3)*40*2*3 = 1680 volte (240 volte l’anno)\nQuest\u0026rsquo;anno mi avvicino a quota 2000.\nCon il passare del tempo la voglia di restare \u0026ldquo;fermo\u0026rdquo; in Ticino aumenta (salvo in periodo di elezioni). Chissà quando riuscirò a farlo.\nUpdate: Scritto in collaborazione con Stanchezza, gli errori gravi non dovrebbero più esserci. Grazie Paco!\n","date":"3.04.2011","externalUrl":null,"permalink":"/article/2011-il-giro-della-chiesa/","section":"Articles","summary":"","title":"Il giro della chiesa","type":"article"},{"content":"Ve la ricordate la trasmissione \u0026ldquo;Vieni via con me\u0026rdquo; trasmessa a novembre 2010? Nella trasmissione oltre ad alcuni monologhi di Saviano e di altri ospiti (come Benigni) venivano raccontate delle liste. Mi sono deciso pure io a farne una:\nvado via perché cosi ho scelto vado perché restando vicini ci si uccide resto perché non riesco ad andare via vado via perché il \u0026ldquo;scegli tu\u0026rdquo; mi ha stufato resto per la cara vado perché lottare sempre non fa per me resto per continuare la storia vado per capire ","date":"3.04.2011","externalUrl":null,"permalink":"/article/2011-vieni-via-con-me/","section":"Articles","summary":"","title":"Vieni via con me","type":"article"},{"content":"L\u0026rsquo;anno scorso mi ero promesso di non fare più il video del corso di sci di Disentis, perché ero stufo di usare sempre lo stesso stile e mi sarebbe piaciuto variare. Purtroppo il materiale che ricevevo per il montaggio non mi permetteva di fare questo cambiamento.\nQuest\u0026rsquo;anno mio fratello ha deciso di portare il suo computer per fare lui il montaggio. Visto che fare il monitore e montare il video non sono due cose che si combinano facilmente, perché anche se il video é corto richiede un sacco di tempo (anche se sai come si monta un video). Il 31 il video era montato solo in parte, ma era ancora da termianre. La scintilla é saltata e mi sono proposto di completare il video, con il mio vecchio stile.\nQuesto é il risultato che si é visto il 31 sera a Disentis:\nYour browser does not support the video tag. Nostalgia? Questi sono alcuni dei video che ho fatto.\nteatrino 2008 2006 e 2007 ","date":"1.01.2011","externalUrl":null,"permalink":"/article/2011-corso-di-sci-disentis-2010-11/","section":"Articles","summary":"","title":"Corso di sci Disentis 2010-11","type":"article"},{"content":"L\u0026rsquo;anno scorso mi ero promesso di non fare più il video del corso di sci di Disentis, perché ero stufo di usare sempre lo stesso stile e mi sarebbe piaciuto variare. Purtroppo il materiale che ricevevo per il montaggio non mi permetteva di fare questo cambiamento.\nQuest\u0026rsquo;anno mio fratello ha deciso di portare il suo computer per fare lui il montaggio. Visto che fare il monitore e montare il video non sono due cose che si combinano facilmente, perché anche se il video é corto richiede un sacco di tempo (anche se sai come si monta un video). Il 31 il video era montato solo in parte, ma era ancora da termianre. La scintilla é saltata e mi sono proposto di completare il video, con il mio vecchio stile.\nQuesto é il risultato che si é visto il 31 sera a Disentis:\nYour browser does not support the video tag. ","date":"1.01.2011","externalUrl":null,"permalink":"/video/2011-corso-di-sci-disentis-2010-11/","section":"Videoes","summary":"","title":"Corso di sci Disentis 2010-11","type":"video"},{"content":"L\u0026rsquo;entrata in vigore della nuova legge ha acceso un bel discorso sui nuovi corsi obbligatori (corsi OPAn). Molta gente é del idea che questi corsi servono solo per far soldi e non hanno nessuna utilità. Altri sono convinti del fatto che sono solo una perdita di tempo.\nIn questo articolo non voglio affrontare queste \u0026ldquo;polemiche\u0026rdquo;, ma ne voglio trattare una poco conosciuta ai non addetti del settore: la formazione che gli istruttori OPAn devono fare. Perché voglio parlare di questa formazione?\nPerché la formazione non é uguale per tutti. Ma partiamo dalla base. Il veterinario federale ha definito i requisiti che devono avere i candidati istruttori e i requisiti della formazione che devono seguire, questi ultimi requisiti sono definiti assai generalmente. La formazione agli istruttori non é data direttamente dal ufficio del veterinario federale, ma da enti che si sono annunciati allo stesso. L\u0026rsquo;UFV ha poi in seguito dato l\u0026rsquo;OK per eseguire o no la formazione di istruttori. La formazione varia da ente a ente, perché ognuno ha il suo metodo.\nMa chi sono gli enti che organizzano corsi per istruttori OPAn in Ticino? In Svizzera gli enti che organizzano questi corsi sono parecchi, in Ticino ordine per quantità ci sono 2 enti \u0026ldquo;principali\u0026rdquo;. Il primo é la SKG o SCS (Società Cinologica Svizzera) e il secondo é l\u0026rsquo;UCS (Unione Cinologica Svizzera). Dai nomi le due società sembrano uguali, ma sotto il nome cosa c\u0026rsquo;é?\nLa UCS é membro della UCI (United Kennel Clubs International, pagina in Wikipedia solo in inglese), mentre la SKG é membro della FCI (Fédération Cynologique Internationale, pagina in Wikipedia), tutto chiaro? Anche con questi nomi non é facile capirci qualcosa. Guardando le pagine di Wikipedia però ci si può fare un idea, la FCI é stata fondata nel 1911 e raccoglie federazioni di 80 paesi. La federazione gestisce le 350 razze canine. La UCI non dispone di una pagina in Wikipedia in italiano, fanno parte di questa unione membri da 17 nazioni. Credo che questo confronto a livello internazionale basti.\nNon riporto le varie cifre delle 2 società svizzere, ma ci tengo a riportare una parte del programma della UCS:\nIstruzione di base :\nSocializzazione e pre-educazione dei cuccioli\nEducazione completa dei cuccioli (richiamo, andatura senza guinzaglio, ricerca oggetti, protezione del padrone)\n(http://home.worldcom.ch/imeylan/programme_it.htm)\nLa cosa che mi spaventa come istruttore di gruppo cuccioli (in formazione) é la seguente: nel istruzione di un cucciolo ci si attende che il cucciolo sappia ricercare oggetti e proteggere il padrone. Ma stiamo scherzando? Facciamo l\u0026rsquo;esempio di una persona che é a spasso con il proprio cane e si avvicina un bambino. Questo bambino vuole accarezzare il cane senza chiedere al padrone se può (anche se non dovrebbe essere il caso), il cane crede che il bambino vuole minacciare il suo padrone e attacca il bambino.\nDopo la piccola divagazione voglio parlare di formazione vera e propria per gli istruttori OPAn. La UCS propone un corso su 18 materie d\u0026rsquo;insegnamento, di cui 12 fanno parte del esame. Il tutto in 14 giorni di corso.\nLa SCS propone una formazione un po\u0026rsquo; più complessa, prima di poter fare la formazione per diventare istruttore OPAn si deve fare il corso per istruttore responsabile di gruppo (IRG). Questa prima formazione prevede almeno 28 ore di parte teorica e 5 ore di parte pratica, con relativi esami (pratico e teorico). Quando si ha ottenuto questa brevetto bisogna aspettare 3 anni, nei quali si deve gestire un gruppo cinofilo (che comprende cani e persone). Solo a questo punto si può fare la formazione per istruttore OPAn, ci sono altri criteri che sono spiegati nei regolamenti. La durata di questa seconda formazione é simile alla prima, inoltre é richiesto un lavoro extra corso, una specie di tema da scrivere. Non é semplicissimo, basti pensare che nell\u0026rsquo;ultima sessione sono stati bocciati anche cinofili di lunga data, quindi non é una formazione che può fare chiunque.\nOgni possessore di cane può scegliere dove seguire i corsi OPAn. La scelta da fare é assai semplice: voglio imparare qualcosa di nuovo oppure voglio fare il corso perché sono obbligato dalla legge?\nSe la vostra scelta é stata la prima e avete capita la differenza tra le formazioni degli istruttori; allora potete controllare sul sito del veterinario federale la formazione che ha fatto l\u0026rsquo;istruttore che volete contattare, cosi:\nvisitate questo sito: http://bvet.bytix.com/plus/trainer/default.aspx?lang=it inserire il proprio CAP cliccate sui nome che appaiono sotto la cartina, oppure cliccate sui pallini rossi presenti sulla cartina controllare la formazione é consigliato che ci sia scritto: Ausbildung/Anerkennung: Società Cinologica Svizzera SCS contattate l\u0026rsquo;istruttore e buon corso! Un esempio per il Mendrisiotto:\nOppure altre informazioni sui corsi OPAn a questo llink.\nSe vuoi semplicemente passare il corso e lo devi fare perché sei obbligato dalla legge, meglio scegliere gli altri istruttori. Ma non ci si deve aspettare molto dai corsi.\n","date":"16.05.2010","externalUrl":null,"permalink":"/article/2010-cani-e-corsi-quali-scegliere/","section":"Articles","summary":"","title":"Cani e corsi, quali scegliere?","type":"article"},{"content":"","date":"16.05.2010","externalUrl":null,"permalink":"/tags/corsi/","section":"Tags","summary":"","title":"Corsi","type":"tags"},{"content":" Navigare in Internet non é la cosa più semplice che ci sia, in particolare a causa di tutti i virus e problemi che ci sono. Per iniziare da zero si dovrebbe parlare del sistema operativo, ma forse é prendere il discorso troppo alla larga ed é un discorso nel quale non voglio entrare. L\u0026rsquo;unica cosa che voglio aggiungere é: utilizzate Ubuntu\nFinita la parentesi iniziamo (che gioco di parole) con il browser, la base per una buona navigazione. Quale scegliere e di chi fidarsi? Tra i maggiori prodotti a disposizione io scelgo e promuovo Firefox. Questo browser é: opensource, disponibile sui maggiori OS, altamente personalizzabile, espandibile, sicuro e pratico. Molte cose della lista vi dicono poco, ma semplicemente per fare un esempio sulla sicurezza Internet Explorer (il browser di default in Windows) é uno dei browser meno sicuri e più attaccati.\nMolti si limitano ad installare il browser senza aggiungerci niente, che peccato! Uno dei vantaggi di Firefox é che si possono aggiungere delle estensioni e tra queste ce ne sono alcune proprio interessanti. La prima che installo e che consiglio a tutti é: Adblock Plus. Questa enstensione magica toglio gran parte della pubblicità che si trova sui siti, ve li ricordate tutti quei flash che appaiono quando guardi un sito di news? Con Adblock Plus spariscono e il caricamento delle pagine sarà più rapido (utile per connessioni lente).\nNel immagine c\u0026rsquo;é un piccolo confronto di www.tio.ch con e senza Adblock Plus, come si può vedere le due grandi pubblicità (con immagini flashanti) spariscono.\nGli amanti programmatori e sfegatati della CLI adoreranno di sicuro anche questa estensione: Ubiquity. Non scrivo molto su questa estensione, perché puoi trovare molto nelle altre pagine sul mio sito.\nLe estensioni indispensabile per chi guarda spesso video su Youtube e a volte vorrebbe scaricare il video appena guardato consiglio: Flash Video Downloader. Semplice e secondo me intuitiva.\nDa non dimenticare i vari dizionari per scrivere correttamente nelle differenti lingue, la lista completa é qui.\nGodetevi una bella navigazione su Internet e non dimenticatevi un antivirus aggiornato e un firewall, fanno sempre comodo.\n","date":"4.02.2010","externalUrl":null,"permalink":"/article/2010-come-navigare-nel-oceano-di-internet/","section":"Articles","summary":"","title":"Come navigare nell'oceano di Internet?","type":"article"},{"content":"","date":"4.02.2010","externalUrl":null,"permalink":"/tags/web/","section":"Tags","summary":"","title":"Web","type":"tags"},{"content":" Vi siete mai chiesti come costruire un razzo ad acqua, oppure un metal detector solo con una radio e una calcolatrice? No? Allora potete chiudere la pagina, se invece non ve lo siete mai chiesto, ma volete sapere come si fa continua pure a leggere.\nNavigado per il vasto oceano di internet alla ricerca di una soluzione per stabilizzare una piccola telecamera per fare delle riprese in movimento, mi sono imbattuto in un sito magico per gli amanti del bricolage e delle invenzioni semplici. Il sito Wonder How To raccoglie tanti video HowTo, i quali sono suddivisi i varie categorie come: computer, danza, elettronica, film, giochi e tanto altro.\nEcco l\u0026rsquo;esempio per creare un\u0026rsquo;antenna wireless del computer più potente:\nEd ecco una lista di alcuni progetti particolari:\nMetal detector con una radio e una calcolatrice Hovercraft per persone Aria condizionata con l\u0026rsquo;USB del computer Razzo ad acqua Mini frigorifero alimentato con l\u0026rsquo;USB Come svuotare una bottiglia di birra in 1 secondo (per bere a gratis) ","date":"2.02.2010","externalUrl":null,"permalink":"/article/2010-wonder-how-to-come-costruire-un-razzo-ad-acqua-ed-altro/","section":"Articles","summary":"","title":"Wonder How To - come costruire un razzo ad acqua ed altro","type":"article"},{"content":"Piccola chicca del corso di sci SAV a Disentis. Qualche monitore, in un momento di creatività estrema, ha partorito il seguente telegiornale con alcune notizie sul corso di sci. Questo video non é stato mostrato durante il corso e pochi sono a conoscenza della sua esistenza.\nYour browser does not support the video tag. ","date":"2.01.2010","externalUrl":null,"permalink":"/video/2009-telegiornale-del-26122009/","section":"Videoes","summary":"","title":"Telegiornale del 26.12.2009","type":"video"},{"content":" Il weekend (5 e 6 dicembre) ho concluso la parte teorica per diventare Istruttore di Gruppo Cuccioli. Il primo \u0026ldquo;piccolo\u0026rdquo; passo é stato fatto, piccolo perché manca ancora tutta la parte pratica e poi ancora un anno di esperienza. Questa formazione richiede dai 2 ai 3 anni per essere completata, non poco, però il risultato é molto gratificante. Grazie a questa formazione sto apprendendo il cane nelle sue prima settimane di vita. Questa é la fase cruciale, quello che accande nelle prime 16 settiman é molto importante, perché poi resterà per tutta la vita del cane. Ecco perché é molto importante che i corsi siano eseguiti da persone competenti, che hanno fatto una formazione specifica e mirata sui cuccioli. Persone che sono obbligate ad aggiornarsi regolarmente.\nDa un certo fastidio leggere che qualcuno ha ricevuto un brevetto per corsi OPAn e considera questo valido anche per i cuccioli dai 2 mesi. La cosa mi fa assai paura. Forse non tutti hanno capito cosa pretende questa nuova legge sui cani e la relativa applicazione in Ticino. Cerco ora di fare un piccolo riassunto sui vari corsi.\nL\u0026rsquo;educazione del cane inizia già alla sua nascita e nelle primissime settimane che passa con la sua mamma e l\u0026rsquo;allevatore. Non prima delle 8-10 settimane il cucciolo viene preso dal futuro padrone presso l\u0026rsquo;allevatore. Non dovrebbe essere l\u0026rsquo;unica visita, é consigliato visitare spesso la cucciolata quando é nata (qui si vedono i bravi allevatori). Tra la settimana 8 e 16 si può frequentare un gruppo cuccioli, andate solo nei campi riconosciuti e controllati.\nPoi si passa al gruppo cucciolini, cioé il gruppo per cani dai 4 ai 6 mesi. Questi corsi non sono ancora ben regolamentati e variano da cinofila a cinofila. Il cosiglio é quello di andare in una cinofila dove primo si continua il metodo usato nel gruppo cuccioli e secondo le persone vi conoscono già dal corso precedente. Così da poter permettervi di lavorare sui problemi già da subito. Quando un cane esce da questo corso dovrebbe essere già in grado di affrontare senza problemi un corso OPAn (e quasi prontissimo per passare il vecchio HHB).\nBuona parte del educazione del cane é avvenuta, quando il cane ha 6 mesi. I corsi che ci sono dopo sono per migliorare la base appresa fino a quel momento.\nI primi mesi di vita del cane sono quelli più inportanti, tutto quello che viene appreso, in positivo o negativo, resterà per tutta una vita.\n","date":"7.12.2009","externalUrl":null,"permalink":"/article/2009-corsi-per-cani-in-ticino-un-business/","section":"Articles","summary":"","title":"Corsi per cani in Ticino, un business?","type":"article"},{"content":"Ieri ero alla ricerca di alcuni dati su un vecchio harddisk e mentre cercavo quella cosa ne sono spuntate altre belle. Tra queste cose belle una chicca del corso di sci della SAV Vacallo del anno 2004/2005: il mitico teatrino con regista Crus. A chiamarlo cosi a molti non dirà niente, se però vi dico \u0026ldquo;No, no!\u0026rdquo;.\nBuona visione\nYour browser does not support the video tag. ","date":"28.11.2009","externalUrl":null,"permalink":"/video/2009-il-teatrino-del-corso-di-sci-200405/","section":"Videoes","summary":"","title":"Il teatrino del corso di sci 2004/05","type":"video"},{"content":"","date":"10.11.2009","externalUrl":null,"permalink":"/tags/alptransit/","section":"Tags","summary":"","title":"Alptransit","type":"tags"},{"content":"Gironzolando per la rete ho scoperto questa serie di video di un servizio de Le Iene. Guardandolo mi sono accorto di molte somiglianze con la nostra situazione in Svizzera.\nAttenzione Youtube ha eliminato i video. È bellissimo quando a un certo punto si mostra un cartellone dei lavori e sullo stesso ci sono tanti loghi di società diverse. Pensate che da noi Alptransit é diverso e nel filmato sono i soliti italiani che complicano le cose? Invece no, anche noi ci complichiamo le cose.\nFacciamo l\u0026rsquo;esempio del San Gottardo. Il progetto é affidato alla Alptransit San Gottardo SA, che é al 100% delle FFS. Le FFS saranno il futuro gestore del tunnel, però non lo costruiscono. Eh no, é chiaro che le FFS non possono bucare la montagna e costruire la parte in cemento del tunnel perché non ne hanno la capacità (tecnica e di personale). Però per tutto quello che riguarda la tecnica ferroviaria entra in gioco un terzo attore: la Transtec Gotthard. Il bello é che questo ultimo attore deve costruire secondo il progetto \u0026ldquo;grezzo\u0026rdquo; di Alptransit, ma in questo progetto preliminare non si dice che deve costruire con il metodo e i componenti che sono utilizzati dalle FFS. Quindi sta cap itando che questo nuovo tunnel che verrà costruito/allestito nei prossimi anni, dovrà essere riprogettato e modificato dalle FFS una volta che ne prenderanno possesso. Una tale mig razione prevede un dispendio di forze e soldi non indifferente, si può parlare tranquillamente di milioni.\nIl bello o lo scandalo é che le FFS vogliono portare queste modifiche adesso, che si sta facendo il progetto definitivo, ma non può: perché ATG (Alptransit Gottardo) non vuole modificare i contratti con TTG (Transtec Gotthard), a complicare di più le cose é che i soldi arrivano dal UFT e non dalle FFS, che pur essendo il futuro gestore può dire poco o niente.\nVi sembra normale? Buttare via tanti milioni (30-40) e poi qualcuno si chiede perché si deve aumentare il prezzo dei biglietti e abbonamenti.\nImmagine e diritti: SBB CFF FFS\n","date":"10.11.2009","externalUrl":null,"permalink":"/article/2009-alptransit-e-la-tav-qualcosa-in-comune/","section":"Articles","summary":"","title":"Alptransit e la TAV, qualcosa in comune?","type":"article"},{"content":"Quasi esattamente un anno fa c\u0026rsquo;é stato il festeggiamento del 50mo della SAV Vacallo (alcune foto sono qui). Per quell\u0026rsquo;occasione ho creato una specie di documentario, che ho proiettato la sera della cena di gala.\nIeri mi sono messo in testa di dover creare un piccolo trailer con alcune immagini particolari, un piccolo video per tutti.\nEccovi il filmato:\nYour browser does not support the video tag. Trailer Your browser does not support the video tag. Filmato Your browser does not support the video tag. Credits # Immagini: archivio SAV\nMontaggio, regia e produzione: Mauro Frigerio\nSoftware: kdenlive su Ubuntu 9.04\nMusica: Lords of the Sky di Celestial Aeon Project, distribuito sotto licenza CC-by-nc-sa (la stessa del video)\n","date":"22.10.2009","externalUrl":null,"permalink":"/video/2009-1-anno-dopo-i-50-anni/","section":"Videoes","summary":"","title":"1 anno dopo i 50 anni","type":"video"},{"content":"La colonia é quasi al termine, ma per non dimenticarla pubblico (ancora prima che i bambini vedano il risultato) un video fatto durante la bottega di Telecatto.\nQuesto video é stato pensato dai bambini, i monitori hanno solo pensato come farlo entrare nella cinepresa.\nYour browser does not support the video tag. Credits # Attori In ordine sparso:\nNicole Davide Anastasia Sebastiano Federica Nita Caroline Eleonora Alice Regia e testi # Paco De Lorenzi\nMontaggio e produzione # Mauro Frigerio\nMusica # di Professor Kliq scaricabile gratuitamente dal sito www.jamendo.com\n","date":"30.07.2009","externalUrl":null,"permalink":"/video/2009-filmato-bottega-telecatto/","section":"Videoes","summary":"","title":"Filmato bottega Telecatto","type":"video"},{"content":"La maggior parte della gente che legge il giornale, ascolta le notizie alla radio a alla televisione, lo sa già. Sabato mattina c\u0026rsquo;é stato il blocco per protesta alla stazione (internazionale) di Chiasso di un Cisalpino diretto a Zurigo.\nNon voglio rispiegare quello che é successo, faccio semplicemente un blob di link, per mostrare come le varie testate hanno commentato la notizia:\nTicinonews e sostegno del governo Ticinoonline RSI 20Minuten DRS (in questo articolo, giustamente, si nota il colmo della manifestazione) Le mie fotografie Voglio anche riportare 2 notizie che non hanno a che fare con la protesta, ma che sono legati alla Cisalpino SA.\nDal 14.12.2008 al 13.06.2009 il 45,5% degli ETR470 hanno fatto ritardo o sono stati soppressi. (da Cessoalpino) Il nuovo ETR si vedrà quando si vedrà, nessun nuovo termine sarà fissato per la messa in servizio di questi treni. A quando pare i livelli di pendolamento sull\u0026rsquo;asse del Gottardo sono fuori dalle norme. (fonte 20Minuten) Commento personale # Nel dopo manifestazione mi sono \u0026ldquo;divertito\u0026rdquo; nel leggere i commenti alla notizia. In particolare sotto l\u0026rsquo;articolo di Ticinonews. Per molta gente é difficile capire questa protesta, nella gente fanno veramente colpo le parole della Cisalpino che dice di avere a disposizione poco tempo e che il treno non ha mai fatto una sosta commerciale da quando é in servizio. L\u0026rsquo;ultima affermazione é corretta, l\u0026rsquo;ETR470 non ha mai fatto una sosta commerciale a Chiasso e nessuno si é lamentato tanto perché i collegamenti giornalieri erano pochi e perché c\u0026rsquo;erano tanti altri collegamenti. Dicembre 2008 ha cambiato tutto, Chiasso é diventata una stazione regionale e non ferma quasi più un treno IC, IR o EC (salvo eccezioni a orari impossibili).\nLa solita affermazione sul tempo della sosta non può essere digerita per vari motivi:\nSecondo Cisalpino 2 minuti non sono sufficienti (il TGV a Vallorbe ferma 1 minuto e il CIS a Lugano 2) Secondo i nostri amici non ci sono abbastanza persone che salgono o scendono a Chiasso. Ma come? Secondo le statistiche ci sono solo 8 persone per treno, 2 minuti o meno sono più che sufficienti per salire e scendere. Questo dimostra che la Cisalpino SA ha paura di riempire i treni diretti a Chiasso, con pendolari che disturbino gli altri passeggeri (come mai sono solo i pendolari che fanno casino?). A Chiasso ci sono le persone, ma non sono quelle che fanno guadagnare tanti soldi alla Cisalpino, quindi meglio lasciarli giù dal treno. Caro direttore Alain Barbey comunichi alla gente il vero motivo per il quale non vuol rendere ufficiale la sosta a Chiasso!\n","date":"6.07.2009","externalUrl":null,"permalink":"/article/2009-cisalpino-bloccato-a-chiasso/","section":"Articles","summary":"","title":"Cisalpino bloccato a Chiasso","type":"article"},{"content":"La serie di articoli legati a Chiasso e alla Cisalpino SA (nuovo orario e ICN vuoti), eccomi qui per farvi vedere la famosa sosta di servizio (o sosta tecnica) dei CIS a Chiasso.\nQuesta é la famosa sosta che secondo la Cisalpino é talmente corta da non permettere alle persone a Chiasso di salire o scendere dal treno. Mi sembra di parlare di un pit-stop della formula 1.\nSabato armato di telecamera ho passato una qualche oretta girando e filmando per la stazione internazionale (regionale) di Chiasso. Perché ho messo regionale tra parentesi? Perché guardando il tabellone delle partenze si vedono solo treni regionali, tranne un treno EC. Stona quasi nel orario e mi chiedo perché non lo tolgono.\nHo realizzato questo piccolo filmato dove si può vedere una sosta tecnica di un CIS e una sosta ufficiale di un TILO diretto in Italia ed ho confrontato i due tempi di fermata.\nYour browser does not support the video tag. Secondo il direttore Barbey sono necessari meno di 2 minuti per fare la sosta e ripartire. Sempre secondo il direttore della Cisalpino SA per fare una sosta commericale servono almeno 5 minuti (La Regione il 20.06.2009). A Lugano, la stessa sosta commerciale dura 2 minuti (dati orario FFS).\nQuesto era per fare un semplice appunto sui vari tempi di sosta.\nLe due fermate nel filmato sono state accelerate per motivi di sonno. Ho caricato sul sito il fermato originale di 2 soste CIS e quella del TILO.\nTILO direzione Italia: scarica video CIS da Milano verso Lugano (da notare la quantità di gente che scende e sale): scarica video CIS da Lugano verso Italia: scarica video Confronto con la F1, filmato da youtube I filmati sono in bassa qualità per permettere uno scaricamento veloce, se volete quelli in HD scrivimi che troviamo una soluzione.\nCredits filmato # Cameraman, regia, montaggio e produzione:-) Mauro Frigerio\nColonna sonora: Bust This Bust That di Professor Kliq scaricabile gratuitamente dal sito www.jamendo.com\n","date":"15.06.2009","externalUrl":null,"permalink":"/article/2009-sosta-di-servizio-dei-cisalpino-a-chiasso/","section":"Articles","summary":"","title":"Sosta di servizio dei Cisalpino a Chiasso","type":"article"},{"content":"","date":"10.06.2009","externalUrl":null,"permalink":"/tags/icn/","section":"Tags","summary":"","title":"Icn","type":"tags"},{"content":"Finalmente ho un po\u0026rsquo; di tempo per scrivere sul mio \u0026ldquo;blog\u0026rdquo; e correggere un articolo.\nOggi ho deciso di pubblicare alcune foto per dimostrare quello che succede oggi con gli ICN. Le foto sono state scattate domenica 7 giugno con il mio natel (qualità molto scara scusate) e si riferiscono al treno delle 19.12 da Lugano (il CIS10156). Questo treno é un sostituto del Cisalpino, perché non ci sono abbastanza treni ad assetto variabile, mancano i tanto sognati (ritardatari) ETR610.\nPartiamo da Chiasso, ore 18.30 circa, siamo in attesa sul binario 4 del TILO per Lugano. Girandoci verso il Penz vediamo due bei ICN parcheggiati.\n(Foto scattata dal TILO sul binario 4 a Chiasso)\nPer scupolo facciamo la foto al nome di uno dei treni per fare un confronto in seguito, eccola qui:\nPer chi non lo sapesse ogni ICN ha un nome di un personaggio più o meno famoso, questo si chiama: Adolf Wölfli.\nIntanto partiamo con il nostro Flirt (mica é una cosa sconcia e solo per non usare sempre TILO) e andiamo a Lugano. Arrivo sul binario 4. Un fiume di gente scende nel sottopassaggio e si dirige sul binario 3 dove di li a poco arriva il CIS/ICN. Eccolo!\nYour browser does not support the video tag. Come sentite dalla registrazione, il treno é annunciato come Cisalpino. Non faccio subito la foto al nome del treno perché voglio trovarmi un posto, aspetto a Lucerna.\nSorpresa! il treno si chiama anche lui Adolf Wölfli, come quello visto a Chiasso.\nRiassunto # A Chiasso ci sono treni ICN che sono parcheggiati per la notte o per mancanza di posto a Lugano. Questi treni salgono vuoti fino a Lugano, senza permettere ai viaggiatori di Chiasso di poter salire, solo di guardarli. Cosi che la gente (magari con valigie) deve andare con un regionale a Lugano e traslocare il tutto sul altro treno. Anche se i treni sono pagati dalla Cisalpino SA per ovviare ai problemi del orario non trovo giusto fare questi scherzi di cattivo gusto alla gente.\nNota # Ci tenevo ancora a fare un commento a questa notizia pubblicata sui vari quotidiani (cartacei e non). Non é difficile pensare come mai c\u0026rsquo;é stato un aumento cosi considerevole dei passeggeri sulla tratta Lugano-Chiasso. Magari non tutto l\u0026rsquo;aumento é dovuto al fatto che non ci sono più teni a lunga percorrenza da Chiasso, comunque una parte di sicuro anche da questo.\n(Fonte foto ICN ad inizio articolo: SBB CFF FFS, galleria fotografica)\n","date":"10.06.2009","externalUrl":null,"permalink":"/article/2009-icn-vuoti-da-chiasso/","section":"Articles","summary":"","title":"ICN vuoti da Chiasso","type":"article"},{"content":"","date":"10.06.2009","externalUrl":null,"permalink":"/tags/sbb/","section":"Tags","summary":"","title":"Sbb","type":"tags"},{"content":"(Aggiornato l'8.5.2009)\nQuesti giorni sono stati un po\u0026rsquo; tremendi sul lavoro. Ho fatto parecchi viaggi in queste ultime settimane e non ho mai avuto il tempo di scrivere e riassumere la mia \u0026ldquo;situazione\u0026rdquo; cinofila. A volte anche le giornate piovose servono. Voglio raccontare i fatti vissuti da me in questo mese di aprile, in modo dadescrivere il mio punto di vista e per evitare storie inventate.\nIl 16.4.09 ho inviato per posta le mie dimissioni dalla cinofila Monte Generoso, per non farla lunga il mio motivo principale é: che ultimamente non si é voluto organizzare (e non si sono mai fatti sforzi in quel senso) corsi secondo le direttive della SKG/SCS, quindi corsi SKG/SCS dalla nascita ai primi anni del cane. L\u0026rsquo;unico interesse era quello finanziario, quindi fare numero per racimolare più soldi.\nLe persone che non fanno parte della società e non hanno assistito all\u0026rsquo;assemblea e alla successiva riunione di comitato non possono sapere dei toni utilizzati nelle discussioni, spesso molto esagerati. Quindi seguendo il consiglio del presidente, visto che non ero d\u0026rsquo;accordo con il comitato, me ne sono andato con altri amici.\nNon volevamo disperderci e volevamo continuare la bella esperienza con i cuccioli 2-4 mesi, quindi ci siamo messi alla ricerca di un campo dove poter continuare il lavoro. Siamo riusciti a trovare un bel posto a Castel San Pietro, messoci a disposizione dal comune. Il terreno é già munito di allacciamento all\u0026rsquo;acqua e alla corrente, in più ci sono due baracche da poter sfruttare come deposito. Grazie Castello! Il nostro scopo é quello di fondare una piccola società di amici (Amici a 6 Zampe) con la passione e l\u0026rsquo;interesse per i cani, che organizzi corsi di qualità con persone che hanno seguito una lunga formazione.\nIl Week-end lungo di pasqua sono iniziati i lavori di pulizia e sistemazione del terreno. I primi lavori si sono concentrati sulla creazione di un campo per cuccioli dai 2 ai 4 mesi, da far omologare e riconoscere dalla SKG/SCS. Sono stati giorni intensi di duro lavoro, che però hanno portato alla creazione di un bellissimo campo per i piccolini, il primo del Ticino con il \u0026ldquo;Campo degli odori\u0026rdquo;. Il venerdì 17 aprile dopo un bel temporale c\u0026rsquo;é stata l\u0026rsquo;omologazione ufficiale da parte di Jsabel Balestra, colei che si occupa dei campi cuccioli in Ticino ed esegue tutti i controlli.\nNel frattempo la mia lettera delle dimissioni é stata ritirata e letta. Qualche giorno dopo il link al mio sito nella sezione immagini é stato rimosso, dopo essere stato modificato in precedenza in seguito alla lettera di Yvonne. Qualcuno si chiederà cosa c\u0026rsquo;é di male? In tutti questi anni di mia presenza ho scattato più di 7'500 foto sui campi. Tutte le foto sono sempre state messe a disposizione gratuitamente e con licenze d\u0026rsquo;utilizzo libere. Quindi chiedo semplicemente di riconoscere giustamente il lavoro fatto. La gente le può scaricare e ripubblicare ad alcune condizioni le foto, ma senza dover chiedere il permesso tutte le volte al sottoscritto. Quali sono le condizioni?\nLe foto si possono usare liberamente, tranne che per scopi commerciali. Le immagini non vanno modificate. Non c\u0026rsquo;é l\u0026rsquo;obbligo di distribuire le immagini con la stessa licenza. La fonte deve essere sempre riportata e \u0026ldquo;linkata\u0026rdquo;. Il 22 aprile ho richiesto per email a Claudio (gestore del sito) di rispettare la licenza con cui sono distribuite le fotografie. Le possibilità sono: aggiungere la fonte ad ogni foto con relativo link alla mia Home Page, oppure l\u0026rsquo;eliminazione delle foto dal sito nelle 2 settimane seguenti al mio email.\nVenerdì 24 aprile sul giornale l\u0026rsquo;Informatore sono usciti 2 articoli, uno sul omologazione del nostro campo e un secondo sui corsi della SCMG. In quel articolo c\u0026rsquo;é una mia fotografia scattata il 6 ottobre 2007, modificata e senza la fonte. In seguito a quest\u0026rsquo;articolo un po\u0026rsquo; per il contenuto e un po\u0026rsquo; per la foto, ho deciso di togliere le 7'500 foto che erano presenti nella mia galleria fotografica.\nCome detto il contenuto del articolo mi ha irritato perché cito:\nAnche per l\u0026rsquo;educazione di cuccioli o del cani adulto, si invita a diffidare de persone inesperte o campi cinofili privati, che ultimamente stanno nascendo qua e là.\n(Fonte: L\u0026rsquo;Informatore del 24 aprile 2009)\nIn questo stralcio si afferma giustamente di diffidare di campi cuccioli selvaggi. Questi campi possono risiedere anche presso delle società che si definiscono \u0026ldquo;cinofile\u0026rdquo;. Non esitate di farvi mostrare il libretto verde della SKG/SCS, quello delle persone con brevetto. Consultate anche la lista ufficiale dei campi cuccioli (o gruppi cuccioli) riconosciuti.\nLe persone attive nelle cinofile si mettono a completa disposizione a livello di volontariato: per pura passione ed amore verso i cani.\n(Fonte: L\u0026rsquo;Informatore del 24 aprile 2009)\nBisogna sempre lodare le persone che si mettono a disposizione nel loro tempo libero per le varie attività cinofile. Purtroppo lo si sa, ci sono persone che si montano e sono convinti di essere cinofili esperti, anche se non hanno mai lavorato con uno. Quindi meglio lasciarsi consigliare da gente che ha studiato ed é stata controllata.\nAggiornamento del 8.5.2009: # Oggi sono arrivato presto a casa in Ticino ed ho un po\u0026rsquo; di tempo per aggiornare questo articolo su quello che é capitato dalla sua stesura ad oggi.\nQualche giorno dopo (il 28.4.2009) il mio email a Claudio per la rimozione delle foto, ho ricevuto una risposta da Filippo. Hanno optato per cancellare tutte le foto da cinofilia.ch; peccato per loro, hanno perso un po\u0026rsquo; della sotria della società. Qualche giorno dopo il povero Claudio ha cancellato le foto dal sito, negli ultimi tempi quel sito credo sia stato aggiornato almeno 1-2 volte a settimana. Non capitava da tanto.\nLa sera del 2 maggio invece é stato aperto alla rete il sito degli Amici a 6 Zampe. Per questo scrivo poco sul mio sito, nei buchi di tempo modifico quel sito, i contenuti visibili e non. L\u0026rsquo;apertura, se cosi si può dire, é stata festeggiata con una grigliata improvvisata all\u0026rsquo;ultimo momento, bella idea Marco!\nCredo di chiudere qui gli aggiornamenti, adesso mi sembra che tutto si é sistemato. Altrimenti aggiornerò ancora l\u0026rsquo;articolo, oppure ne scriverò uno nuovo nel blog.\n","date":"24.04.2009","externalUrl":null,"permalink":"/article/2009-dimissioni-e-foto/","section":"Articles","summary":"","title":"Dimissioni e foto","type":"article"},{"content":"Oggi venerdì 17 (chi dice che porta sfortuna), abbiamo avuto la visita di omologazione del nuovo campo cuccioli a Castel San Pietro.\nAttualmente il nostro campo é l\u0026rsquo;unico del Mendrisiotto ad essere omologato dalla SKG/SCS (la Società Cinologica Svizzera).\nIl nuovo campo comprende anche il giardino degli odori per i cuccioli (anteprima a livello ticinese!).\nPerché scegliere un campo cuccioli omologato dalla SKG/SCS? Leggi questa paginetta molto interessante per saperne di più.\nL\u0026rsquo;immagine qui sopra é il logo degli Amici a 6 Zampe del Mendrisiotto, c\u0026rsquo;é anche un sito che attualmente é in costruzione.\nAggiornamento: Oggi domenica 19 aprile sul odierna edizione de \u0026ldquo;il Caffè\u0026rdquo; era presente un lungo e interessante articolo sulla nuova legge sui cani in vigore in Ticino. Sulle due pagine pubblicate c\u0026rsquo;era un interessante articolo sui corsi svolti in Ticino, tra i quali i Gruppi Cuccioli. Purtroppo da noi ci sono tanti e troppi campi selvaggi con istruttori improvvisati. Leggi l\u0026rsquo;articolo. Il campo degli Amici a 6 Zampe come detto sopra é l\u0026rsquo;unico del Mendrisiotto ad essere omologato dalla SKG/SCS con monitori formati. Attenzione non serve solo un monitore brevettato SKG/SCS, ma anche un campo riconosciuto e controllato periodicamente, che rispetti tutti gli standard di sicurezza per i cuccioli.\nUn grande ringraziamento a Jsabel Balestra per tutto il tempo che dedica ai cuccioli!\n","date":"17.04.2009","externalUrl":null,"permalink":"/article/2009-campo-cuccioli-omologato/","section":"Articles","summary":"","title":"Campo cuccioli omologato","type":"article"},{"content":" Nel documentario andato in onda domenica 2 febbraio, Il Giardino di Albert si è soffermato su di una tematica affascinante e cioè sull**\u0026lsquo;intelligenza** del miglior amico dell\u0026rsquo;uomo: il cane. Un\u0026rsquo;intelligenza fatta di mille sfaccettature e che colpisce perchè finalizzata soprattutto a capire i comportamenti dell\u0026rsquo;uomo e a interpretarli nel migliore dei modi.\n(fonte)\nGuardare il filmato\nPer aprire il documentario serve RealPlayer scaricabile gratuitamente qui.\n","date":"9.02.2009","externalUrl":null,"permalink":"/article/2009-lintelligenza-dei-cani/","section":"Articles","summary":"","title":"L'intelligenza dei cani","type":"article"},{"content":"","date":"25.01.2009","externalUrl":null,"permalink":"/tags/cisalpino/","section":"Tags","summary":"","title":"Cisalpino","type":"tags"},{"content":"Le notizie di questi giorni sul Cisalpino mi hanno fatto pensare parecchio. In italia é stata appena inaugurata l\u0026rsquo;alta velocità (salvo intoppi iniziali). Ma se Trenitalia é cosi impegnata con il suo mega rilancio, perché dovrebbe interessarsi di qualche treno che percorre un briciolo di chilometri delle sue linee? L\u0026rsquo;importanza di Cisalpino SA per Trenitalia si vede anche dalle piccole cose, come queste:\nMa c\u0026rsquo;è, in realtà, dell\u0026rsquo;altro: da Milano i treni che partono per la Svizzera sono come Cenerentola, arrivano per ultimo. In base alle priorità della Stazione centrale nella gestione del traffico ferroviario e dei ritardi, partono prima i treni diretti a Roma, poi quelli regionali e, da ultimo, quelli in direzione della Svizzera. Su questo punto, però, Treinitalia tace.\n(Tratto da questo articolo)\nPassando invece alle cose un po\u0026rsquo; più grosse e importanti come la manutenzione, secondo Cisalpino i guasti maggiori sono sulla trazione con corrente svizzera. Guasti che non sempre era possibile riparare a causa di mancanza materiale, qui nasce spontanea e doverosa una domanda: ma fino ad oggi abbiamo viaggiato su bombe ambulanti non riparate? Perché se si accorgono solo ora di queste gravi negligenze, la società Cisalpino non é nata ieri, questi treni circolano da molti anni sulla nostra rete ferroviaria.\nSinceramente spero che Cisalpino SA passi in maggioranza di FFS o che con il prossimo cambiamento d\u0026rsquo;orario non ci sia più, in modo da risolvere i problemi.\nGià che si parla di cambiamento d\u0026rsquo;orario, i nuovi e tanto sognati treni ETR610 che dovevano essere forniti per dicembre 2007, entreranno in servizio a giugno di quest\u0026rsquo;anno? Lo sa anche una cassiera della Migros un nuovo treno progettato, costruito e testato in 3 anni (adesso 4) é un miraggio! Si accettano scommesse per giugno.\n","date":"25.01.2009","externalUrl":null,"permalink":"/article/2009-futuro-di-cisalpino-sa/","section":"Articles","summary":"","title":"Futuro di Cisalpino SA","type":"article"},{"content":"Un\u0026rsquo;altro anno a Disentis si é concluso. Questo era il 15mo anno che la SAV alloggia al Center da sport diretto da Umberto.\nAnche quest\u0026rsquo;anno ho realizzato un filmato a termine settimana. Sarà per la maledizione del terzo, o solo a causa della scarsità di filmati, ma questo filmato non mi é riuscito proprio bene. Comunque per chi volesse riguardarselo eccolo qui sotto. Buona visione!\nYour browser does not support the video tag. ","date":"11.01.2009","externalUrl":null,"permalink":"/video/2009-corso-di-sci-sav-2008-09/","section":"Videoes","summary":"","title":"Corso di sci SAV 2008-09","type":"video"},{"content":"Oggi giornata nevosa, a casa sono caduti dai 10 ai 20 cm.\nArrivato in stazione ho sentito un bel annuncio di un Cisalpino (direzione Milano) in ritardo di 30 minuti, che strano.\nGrazie al nuovo orario delle FFS non posso sedermi su un treno e restarci su fino a Olten, mi tocca prendere un TILO. Mi porto sul binario 4 e con grande sorpresa mi trovo un bel ETR470 (sempre Cisalpino) fermo. Il controllore un po\u0026rsquo; incazzato perché sono fermi da un po\u0026rsquo;, il macchinista non lo informa sul tipo di guasto. Un attimo dopo il pantografo si stacca e il treno resta al buio. Le guardie di frontiera fanno il controllo con le loro pile.\nUn annuncio sugli altoparlanti ci dice che il nostro TILO non partirà dal binario 4 come da orario (anche perché occupato dal CIS), ma dal binario 8. Salito sul treno del latte parte un annuncio automatico: \u0026ldquo;Prossima fermata Como\u0026rdquo;. Stupore generale sul treno, chi come me si era sistemato per bene tira assieme le cose di corsa. Era un falso allarme.\nNel frattempo i passeggeri del CIS fermo a Chiasso sono stati fatti scendere e saliranno su un\u0026rsquo;altro CIS (non Pendolino) in arrivo da li a poco. Il mio treno parte e arriva puntuale, dopo aver caricato il latte in tutte le stazioni, a Lugano. Su che binario? Il 4! Quel nuovo binario che hanno costruito, cosi ho dovuto scendere nel sottopassaggio e salire al binario 3.\nMa guarda che bello un Cisalpino con una composizione normale arriva e tutti i suoi passeggeri sono costretti a scendere. Infatti qualche minuto dopo arriva un ICN da Chiasso, si proprio da li arriva, era fermo vicino al nostro TILO. Il fiume umano si riversa sul nostro pendolino che sostituisce i nuovi ETR 610 che non sono ancora stati forniti. Ma se arriva da Chiasso perché io devo prendermi il TILO fino a Lugano? Qualcuno me lo può spiegare?\nMi sono posizionato in uno scompartimento business per poter collegare il mio portatile e qualche istante dopo arrivano 2 signore. Erano disperate, avevano già cambiato 3 treni, arrivavano da Torino.\nConsultando il sito Cessoalpino.com verso le 19.45 ho notato da questa mattina fino a quel momento erano stati soppressi 7 Pendolino e un solo ICN, uno di quelli che rimpiazzano i CIS.\nIl test del servizio a bordo non é andato benissimo. Per questo viaggio non ho fatto in tempo a fare dei panini perché ero alla partita della SAV Vacallo. Mi sono detto, sul treno ci sarà beh il carretto, mi prendo un panino li se ho fame, poi sono gli unici panini svizzeri senza cetriolo. Panini finiti, volevo ripiegare sulle Chips alla papprica, finite anche quelle. Test non passato!\nIl resto del viaggio é stato molto tranquillo, tranne un piccolo momento di smarrimento visto che le soste di Sursee e Zofingen sono saltate. Ho dovuto tirare assieme le mie cose un po\u0026rsquo; in fretta e furia.\n","date":"6.01.2009","externalUrl":null,"permalink":"/article/2009-diario-di-viaggio-chiasso-berna-il-612009/","section":"Articles","summary":"","title":"Diario di viaggio Chiasso-Berna il 6.1.2009","type":"article"},{"content":"Cisalpino ha annunciato finalmente che al nuovo cambio d\u0026rsquo;orario di dicembre, non ci sarà nessun novo treno ETR-610. Quello che tutti sapevano mentre Cisalpino negava.\nPurtroppo non vengono annunciate ancora le misure che verranno prese per evitare i problemi di fornitura. Le FFS e Cisalpino faranno una conferenza congiunta il 21 novembre. Vedremo\u0026hellip;\n","date":"19.11.2008","externalUrl":null,"permalink":"/article/2008-nessun-treno-a-dicembre/","section":"Articles","summary":"","title":"Nessun treno a dicembre","type":"article"},{"content":"","date":"4.11.2008","externalUrl":null,"permalink":"/tags/creative-commons/","section":"Tags","summary":"","title":"Creative Commons","type":"tags"},{"content":"Conosci le licenze Creative Commons? Scrivi testi, musica o produci video che vuoi condividire con i tuoi amici liberamente in internet? Vuoi lasciare la possibilità a tutti di utilizzare quello che hai fatto?\nAllora devi conoscere le Creative Commons (CC)! Il modo più veloce e semplice é spiegarlo con un paio di video.\n{youtube}mIjlOCJr9IU{/youtube}\nUn\u0026rsquo;altra bella spiegazione sul tema la si trova in questi due video trovati su Youtube da Biasco.ch.\nPrima parte\nSeconda parte Piccolo Glossario, la SIAE in Italia, corrisponde alla SSA in Svizzera o alla SUISA per la musica.\nAnche i contenuti di questo sito e delle foto sono sotto la licenza CC. Quindi potete usare per scopi non commerciali quello che metto a disposizione, ma dovete mettere sempre un link al mio sito www.frigi.ch. Semplice no?\n","date":"4.11.2008","externalUrl":null,"permalink":"/article/2008-licenze-creative-commons/","section":"Articles","summary":"","title":"Licenze Creative Commons","type":"article"},{"content":"Quante volte avete ammirato il cielo di notte o avete visto la luna piena? Quante di queste volte vi é venuta in mente la mitica frase di Amstrong: \u0026ldquo;Questo é un piccolo passo per l\u0026rsquo;uomo, ma un grande passo per l\u0026rsquo;umanità\u0026rdquo;.\nVista della Terra dalla luna\nGirando per il web ho trovato un archivio con tantissime foto della NASA, sulle varie missioni Apollo. Non solo foto sulla terra, anche nello spazio e sulla Luna. Diverse sono pure disponibili in alta risoluzione.\nSaturn V in Rollout\nSaturn V Top View\nNon sono foto scattate con macchine digitali, sono state scattate con macchine a pellicola speciali che hanno permesso di fotografare dettagli ancora adesso difficilmente impressionabili, su pellicola o chip.\nDove si possono consultare le foto? =\u0026gt; http://www.apolloarchive.com\n","date":"25.10.2008","externalUrl":null,"permalink":"/article/2008-foto-delle-missioni-apollo/","section":"Articles","summary":"","title":"Foto delle missioni Apollo","type":"article"},{"content":"Grazie Luna per i momenti belli e brutti che ci hai fatto vivere.\nAvete un Labrador o un cane che mangia come una fogna e fa tanti disastri? Dovete leggere questo libro: \u0026ldquo;Io \u0026amp; Marley\u0026rdquo;.\nDue giovani ragazzi, John e Jenny (ovvero Grogan e la moglie) adottano un Labrador dal pelo giallo, che chiameranno Marley, per fare pratica come genitori. Ma questi due neo-coniugi dovranno scoprire il vero carattere dell\u0026rsquo;apparentemente adorabile cagnolino. Questo, infatti, si rivela subito ai suoi padroni come un gigante maldestro. I due, allora, decidono di iscriverlo ad una scuola di addestramento, ma lui sarà la \u0026ldquo;vergogna\u0026rdquo; dell\u0026rsquo;istituto. Ma, Marley, non perderà mai l\u0026rsquo;affetto dei suoi cari, grazie alla sua grande lealtà ed il suo affetto verso la famiglia.\n(Estratto da Wikipedia)\nNoi oggi siamo arrivati a vivere le ultime pagine del libro dal vivo e come ho immaginato leggendo il libro, non é stato assolutamente facile. Ma andava fatto. Chissà magari ci sarà Luna 2 la vendetta, vedremo.\n","date":"25.10.2008","externalUrl":null,"permalink":"/article/2008-io-a-marley-purtroppo-le-ultime-pagine/","section":"Articles","summary":"","title":"Io \u0026 Marley, purtroppo le ultime pagine","type":"article"},{"content":"Ieri é stata una giornata molto lunga e difficile. Partenza nel pomeriggio per andare a Milano all\u0026rsquo;università di veterinaria per fare alcuni esami, compresa una TAC. Grazie al GPS siamo arrivati puntuali e senza problemi.\nGrazie alla burocrazia italiana ho dovuto fare un po\u0026rsquo; di qua e là tra alcuni \u0026ldquo;sportelli\u0026rdquo;. Finalmente siamo (la Luna ed io) accettati alla prima visita. Dopo aver ripercorso tutta la vita della Luna con cose dette perché rilevanti dal punto di vista medicale, mentre altre cose mi sono passate solo per la testa per momenti che questo cane ci ha fatto passare. Alla visita sono presenti un 4-5 studenti di veterinaria che controllano il mostro terrorizzato, perché già non ama i veterinari e vedersene 4 che ti saltano addosso é quasi uno choc.\nPrima di addormentare il cane per fare le varie analisi abbiamo dovuto fare una radiografia del torace. Naturalmente radiologia non é vicina all\u0026rsquo;ambulatorio e quindi si cammina, o si trascina perché iniziava ad essere assai stanca. Pronti per la foto! La Luna sul tavolo e io devo tenerla in posizione, munito di un bel vestito firmato Dolce e Gabbana in puro piombo. La foto é uscita bene, possiamo ritornare in ambulatorio e iniziare l\u0026rsquo;anestesia.\nQui mi separo per un paio di ore dalla Luna ed inizio a guardarmi in torno, dove mi trovo. Per fortuna non avevo notato prima perché pensavo solo al cane, ma gli stabili non avevano un bellissimo aspetto esteriore e interiore. Il tempo passa e mi chiedo cosa stanno facendo. Ogni tanto mi ritornano in mente momenti o disastri combinati dalla Luna, magari in coppia con il Groucho. Non so quanto tempo é passato, so solo che a un certo punto ho visto la luna uscire su un carrello che dormiva, la stavano portando a fare la TAC.\nEro distante e quindi non ho potuto discutere con i veterinari per sapere come sono andati i primi esami, non mi restava che aspettare la fine della TAC per avere i risultati completi. Un\u0026rsquo;altra lunga e difficile attesa, per fortuna c\u0026rsquo;era il mio accompagnatore/autista.\nFinalmente arriva qualche informazione, un veterinario é uscito dalla sala per informarmi sullo stato intermedio degli esami. Nel primo esame, quello che ti entrano con una telecamera (non so il nome tecnico), si aspettavano di vedere qualcosa in fondo alla bocca, invece hanno avuto sorprese già sotto alla lingua: un tumore, che secondo la TAC sembra propagarsi verso l\u0026rsquo;ingrossamento che ha dietro l\u0026rsquo;orecchio sinistro.\nLa TAC continua per tutto il torace per escludere altri problemi. Poi la riporteranno in ambulatorio e faranno delle biopsie per fare analisi successive (avremo i risultati tra 6-7 giorni). Stiamo aspettando fuori dall\u0026rsquo;università da circa 2-3 ore. Questa volta esce uno in camice bianco, questo é il \u0026ldquo;doktor doktor\u0026rdquo; che per fortuna si spiega in modo semplice e chiarisce quello che aveva detto precedentemente il suo assistente. Poi riceviamo il CD della TAC.\nIntanto la Luna é in osservazione, si stà risvegliando e la tengono sotto osservazione. Tra le varie visite/informazioni che riceviamo c\u0026rsquo;é anche la dottoressa di Milano che aveva consigliato di fare gli esami, che era già entrata a discutere con i colleghi dei risultati. Mi ha anche richiesto il CD per poter riguardare la TAC.\nSi attendono le analisi degli esami effettuati prima di decidere cosa fare. Ed eccola uscire accompagnata da una studentessa, barcolla un po\u0026rsquo; ma sembra in forma. Fino al giorno dopo non deve mangiare e bere. Cosa non facile, infatti appena arrivata a casa si é sdraiata vicino alla ciotola.\nOggi (il giorno dopo) non ha ancora voluto mangiare, solo bere tanto. Sono riuscito a fargli prendere la pastiglia contro il dolore mischiata ad un po\u0026rsquo; di yogurt. Adesso aspettiamo, le analisi e come reagisce la Luna\u0026hellip;\n","date":"23.10.2008","externalUrl":null,"permalink":"/article/2008-ciao-luna/","section":"Articles","summary":"","title":"Ciao Luna","type":"article"},{"content":"Oggi la sistemazione annuale del campo é quasi finita. Duro lavoro che ogni tanto bisogna fare per tenere il campo in forma per tutti i cuccioli dai 2 ai 4 mesi che lo frequentano.\nVi ricordo che se avete pelouche, una vela di Windsurf, oppure giochi dei bambini tipo trattori grandi ecc ecc, sono sempre ben accetti. Se poi avete ombrelloni o piante grandi che fanno ombra e non sapete dove cacciarle, sapete a chi rivolgervi!\n","date":"18.10.2008","externalUrl":null,"permalink":"/article/2008-cercasi-oggetti-per-campo-cuccioli/","section":"Articles","summary":"","title":"Cercasi oggetti per campo cuccioli","type":"article"},{"content":"Finalmente online anche i video che ho fatto per il 50mo della SAV Vacallo. Per complicazioni sui diritti (della musica) questo video é solo accessibili ai miei amici. Quindi se qualcuno vuole vedere il filmato deve aggiungermi tra gli amici in Facebook.\nMagari i filmati saranno messi su DVD e distribuiti con il libro del 50mo a febbraio del 2009 circa.\nIl primo filmato che puoi guardare, è un piccolo trailer di circa 1 minuto.\nYour browser does not support the video tag. Questo é il filmato vero e proprio, della durata di circa 34 minuti. Buona visione!\nYour browser does not support the video tag. La qualità non é del formato DVD, per permettere una visione anche con connessioni lente.\n","date":"12.10.2008","externalUrl":null,"permalink":"/video/2008-video-50mo-sav/","section":"Videoes","summary":"","title":"Video del 50mo SAV Vacallo","type":"video"},{"content":" Introduzione # L\u0026rsquo;altro giorno leggendo un articolo su Punto Informatico dedicato a Ubuntu (ed Edubuntu) in alcune scuole italiane, mi é venuta voglia di scrivere una piccola guida per creare una classe di computer.\nPrima di spiegare i dettagli voglio fare una piccola introduzione su Ubuntu linux. Ubuntu é un sistema operativo libero e gratuito, é un\u0026rsquo;ottima alternativa a Windows di Microsoft. Questo sistema operativo dispone della più vasta comunità di sviluppo e di aiuto, infatti su internet si può trovare aiuto in caso di problemi oppure trovare tanti programmi. Linux é un sistema operativo leggero, non servono computer ultra potenti per riuscire a lavorare. Esistono 4 versioni principali di Ubuntu:\nUbuntu (ambiente Gnome): la più usata. Dispone anche di un CD per delle prove, senza installare niente sul computer. Kubuntu (ambiente KDE) Edubuntu: Ubuntu per le scuole Xubuntu: per i computer vecchi e molto vecchi Vuoi saperne di più? Visita questa pagina e troverai maggiori informazioni.\nAdesso concentriamoci sulla versione di Ubuntu per le scuole e creiamo un\u0026rsquo;aula computer per gli studenti.\nObbiettivo # Iniziamo la nostra \u0026ldquo;avventura\u0026rdquo; con un disegno per semplificare la comprensione:\nltsp_inet-large.png\nCosa vogliono dire tutti questi nomi strani?\nThin Client: thin in inglese equivale a sottile. Sono dei computer che servono solo per la visualizzazione dei programmi ed hanno in locale poca intelligenza. Questi PC non hanno un disco rigido con installato un sistema operativo. Possono essere dei vecchi computer che la gente non utilizza più e possono essere riciclati. Switch/Hub: Serve per creare una piccola rete locale e collegare tutti i pc tra di loro. Purtroppo per il momento serve una rete cablata, per pc con la wireless bisogna installare il sistema operativo in locale. Router/Firewall: Serve per collegarsi ad internet e il Firewall protegge la rete locale da attacchi. Il collegamento a internet non é indispensabile, é utile quando s\u0026rsquo;installa il tutto cosi da poter scaricare l\u0026rsquo;ultima versione di tutti i programmi. Server Edubuntu: é il cuore di tutto il sistema. Se questo computer dopato (non dev\u0026rsquo;essere per forza un server professionale) non funziona tutta la rete é KO. Quindi é meglio investire le risorse nel allestire una macchina con un po\u0026rsquo; di prestazioni e stabilità. Un PC venduto adesso nei negozi che supporta Vista (2Gb di RAM) é in grado di gestire alla grande una rete con una decina di thin client. Tutto sommato l\u0026rsquo;investimento non é esorbitante. Nel disegno il server possiede due schede di rete (Network Card) per separare il traffico internet da quello locale. Nei miei test casalinghi ho usato un vecchio portatile con 512Mb di RAM e un processore Centrino da 1.7GHz e una sola scheda di rete. Edubuntu é installabile in modo locale su tutti i computer x86, 64bit e anche su PowerPC (Apple Mac). L\u0026rsquo;obbiettivo di questa guida però é quello di creare un\u0026rsquo;installazione server-client, quindi passiamo al prossimo passo!\nScaricare e Installare # Abbiamo detto che Ubuntu é libero e gratuito, quindi niente grandi spese di licenze per software e sistema operativo.\nCome primo passo dobbiamo scaricare il sistema operativo di base e tutti i programmi per Edubuntu. Non preoccupatevi sono solo 2 CD.\nScaricare il CD di Ubuntu 8.04 (Alternate) da questo indirizzo. Scaricare il CD di addons per Edubuntu 8.04 da questo indirizzo. Masterizzare su CD, se non sai come fare guarda qui. Collegare il server alla rete accenderlo e inserite il primo CD. Attenzione: per riuscire ad installare Ubuntu configurare l\u0026rsquo;avvio da CD (Boot from CD-ROM, opzione nel BIOS oppure tasti di scelta all\u0026rsquo;avvio). Sul mio Portatile Toshiba devo premere F12 all\u0026rsquo;avvio. Scegliete la lingua. Premete F4 e scegliete \u0026ldquo;Installa un server LTSP\u0026rdquo;, premete ENTER. Premete ancora ENTER su \u0026ldquo;Installa Ubuntu\u0026rdquo; Segliete il paese. Se il vostro computer o portatile ha 2 schede di rete vi viene chiesto di scegliere la scheda di rete principale. Nel caso del portatile vi consiglio di non scegliere la scheda wireless. Date un nome al vostro server, per esempio edubu. Adesso vi chiede su quale disco volete installare il sistema operativo, vi consiglio di scegliere l\u0026rsquo;opzione \u0026ldquo;Guidato - usa l\u0026rsquo;intero disco\u0026rdquo; se il computer é dedicato. Poi ditegli di partizionare il disco. Inserite le informazioni per il quasi amministratore. Vi verrà ora richiesto di immettere un proxy. Se state eseguendo un test nella vostra rete domestica, oppure la vostra rete é piccola normalmente non c\u0026rsquo;é un server proxy configurato. Quindi potete schiacciare ENTER e continuare senza inserire niente. La prossima schermata che vi uscirà vi chiederà se scaricare il supporto alle lingue (se avete scelto inglese la cosa non vi tocca). Se avete un collegamento ad internet ditegli di si. Dopo aver scaricato tutti i pacchetti e creato i file necessari per i Thin Client é giunto il momento di riavviare il computer. Il primo grande passo dell\u0026rsquo;installazione é terminato. A questo avvio apparirà una schermata di Ubuntu, effettuate il login con il nome utente creato in precedenza. Ora potete inserire il secondo CD, addons per Edubuntu. Al suo inserimento apparirà una finestra, cliccate su \u0026ldquo;Avvia installazione suplemento\u0026rdquo;. Dovete inserire ancora la vostra password per sicurezza. Nello spazio \u0026ldquo;cerca\u0026rdquo; scrivete \u0026ldquo;edubuntu\u0026rdquo; e selezionate la casella vicino a \u0026ldquo;Edubuntu Desktop\u0026rdquo;. Ora confermate con \u0026ldquo;Applica modifiche\u0026rdquo; e aspettate il termine dell\u0026rsquo;installazione. Terminata l\u0026rsquo;installazione dei pacchetti, riavviate il sistema (bottone in alto a destra. A questo riavvio appare la scritta Edubuntu e non più Ubuntu. Eseguite il login. Complimenti avente installato il server Edubuntu! Il sistema ora é funzionante potete sperimentare i vari giochi didattici e tutti i programmi forniti nell\u0026rsquo;installazione di base. In più potete aggiungerne di nuovi tramite Applicazioni \u0026gt; Aggiungi/Rimuovi.\nThin Client # Adesso che il server é pronto possiamo provare a testare i Thin Client. Per fare questo ci serve un altro computer, non molto potente. Se il computer é abbastanza recente configurate bisogna configurare nel BIOS l\u0026rsquo;avvio tramite la rete (Boot Network). All\u0026rsquo;avvia il computer scarica il sistema operativo dal server e poi potete eseguire il login come sul server.\nSe il computer é un po\u0026rsquo; vecchiotto si può scaricare un immagine da masterizzare su cd ed eseguire il boot da cd-rom. non sono riuscito a provarlo perché non ho per casa dei PC molto vecchi, il programma per eseguire questi CD si può scaricare da qui.\nSul mio portatile visto che ho 2 schede di rete (una wireless e una cavo) e durante l\u0026rsquo;installazione ho detto che quella collegata a internet é quella via cavo, l\u0026rsquo;installazione configura la wireless come rete per tutti i Thin Client. Per risolvere l\u0026rsquo;inghippo basta andare su Applicazioni \u0026gt; Accessori \u0026gt; Terminale, questo é il \u0026ldquo;DOS\u0026rdquo; di linux. Digitate \u0026ldquo;sudo gedit /etc/ltsp/dhcpd.conf\u0026rdquo;, modificate le informazioni della rete con i vostri dati. Io devo sostituire tutti i \u0026ldquo;192.168.0\u0026rdquo; con \u0026ldquo;192.168.1\u0026rdquo; sfruttando l\u0026rsquo;opzione sostituisci. Adesso dobbiamo riavviare il servizio con: \u0026ldquo;sudo /etc/init.d/dhcp3-server restart\u0026rdquo;. Adesso é tutto funzionante.\nThin Client Manager # Volete gestire e vedere i client collegati al vostro server? Semplice installate il Thin Client Manager (TCM), come? Vai su Sistema \u0026gt; Amministrazione \u0026gt; Gestore pacchetti Synaptic eseguite la ricerca con le parole: \u0026ldquo;thin client\u0026rdquo;. Scegliete il pacchetto \u0026ldquo;thin-client-manager-gnome\u0026rdquo; e installatelo. Dovete riavviare la sessione o il computer. Ora avete a disposizione questo magnifico tool sotto Sistema \u0026gt; Amministrazione \u0026gt; Thin Client Manager.\nConclusioni # Ubuntu Linux é un sistema molto potente e sicuro. Edubuntu in più fornisce un ottimo appoggio per le scuole. Non solo é gratuito e fornisce moltissimi programmi aggiuntivi, sempre gratuiti. La versatilità del sistema permette anche di creare un CD per tutti gli allievi.\nLo utilizzo da un paio d\u0026rsquo;anni e sono veramente contento delle opportunità e della sicurezza. Lo consiglierei a tutti quelli che sono stufi di Windows e non solo.\n","date":"7.10.2008","externalUrl":null,"permalink":"/article/2008-edubuntu/","section":"Articles","summary":"","title":"Edubuntu","type":"article"},{"content":"","date":"7.10.2008","externalUrl":null,"permalink":"/tags/ubuntu/","section":"Tags","summary":"","title":"Ubuntu","type":"tags"},{"content":"Cos\u0026rsquo;é Ubuntu? Meglio Vista o Ubuntu? Gustati questo video e poi ne parliamo.\nVuoi cambiare? Allora scarica il cd di Ubuntu, puoi provare il sistema operativo senza installarlo!\n","date":"7.10.2008","externalUrl":null,"permalink":"/article/2008-ubuntu/","section":"Articles","summary":"","title":"Ubuntu","type":"article"},{"content":"Come promesso trovi online i Video degli ultimi corsi di sci della SAV a Disentis. Anno 2006/2007 e 2007/2008.\nCorso di sci 2006/2007 # Your browser does not support the video tag. Grandi fratelli Corti!!!\nCorso di sci 2007/2008 # Your browser does not support the video tag. ","date":"30.09.2008","externalUrl":null,"permalink":"/video/2008-disentis-2006-2007/","section":"Videoes","summary":"","title":"Video corso di sci Disentis 2006/7 e 2007/8","type":"video"},{"content":"Benvenuti nel mio piccolo angolo di web! Permettetemi di presentarmi: sono un tipo che non si annoia mai, con una vita divisa tra tunnel, pargoli, elettronica e\u0026hellip; pietre di granito sul ghiaccio.\nIl mio \u0026ldquo;lavoro serio\u0026rdquo; (ma lo è davvero?) # Per otto ore al giorno (e a volte anche di più, shhh!), mi immergo nel cuore della terra, assicurandomi che la galleria ferroviaria più lunga del mondo funzioni come un orologio svizzero. Pensateci: chilometri e chilometri di ingegneria pura! A volte mi chiedo se i treni non mi salutino quando passano.\nPapà a tutto tondo # Sì, sono anche un super papà! Tra biberon e costruzioni LEGO, la mia casa è un vivace cantiere aperto, dove la logica ingegneristica si scontra con la creatività illimitata dei bambini. E indovinate? Vincono sempre loro!\nIl mio lato geek # Se non sono sottoterra o a giocare con i miei figli, probabilmente mi troverete a smanettare con qualche nuova diavoleria tecnologica. Sono il tipo di persona che legge le recensioni degli smartphone per sport e che ha un\u0026rsquo;opinione ben precisa sull\u0026rsquo;ultimo software. Ah, e sono anche un fervente sostenitore dell\u0026rsquo;open source e di Linux!\nCurling, la mia passione \u0026ldquo;cool\u0026rdquo; # E poi c\u0026rsquo;è il curling! Sì, quello sport che sembra scacchi sul ghiaccio, con le scope e le pietre che scivolano. È lì che sfogo la mia competitività in modo\u0026hellip; strategico e un po\u0026rsquo; glaciale. Se mi vedete con una scopa in mano, non preoccupatevi, non sto per pulire il pavimento!\nI miei valori # Credo fortemente nel valore del software open source e, più in generale, nella condivisione delle informazioni (il mio sito ne è un esempio lampante!). Sia nella mia vita lavorativa che nei miei hobby, mi piace aiutare e condividere il mio sapere per sostenere chiunque voglia imparare e crescere. Sono convinto che la conoscenza migliori quando viene condivisa!\nSpero che questa piccola anteprima vi abbia dato un\u0026rsquo;idea di chi sono. Se avete domande sulla galleria, sulle ultime app, sui migliori trucchi per far addormentare i bambini o su come lanciare una pietra da curling, sentitevi liberi di chiedere!\n","externalUrl":null,"permalink":"/about/","section":"Frigi.ch","summary":"","title":"About","type":"page"},{"content":"","externalUrl":null,"permalink":"/authors/","section":"Authors","summary":"","title":"Authors","type":"authors"}]